Sul Marguareis l’esercitazione congiunta Piemonte Liguria

  • Soccorso in profondità: esercitazione nella grotta di Piaggia Bella
  • Piemonte e Liguria unite nel cuore del Marguareis
  • Operazione a 350 metri sottoterra: l’addestramento del CNSAS
  • Barella sospesa nel buio: successo per l’esercitazione congiunta
  • Il soccorso speleologico mette alla prova la squadra interregionale
  • Simulato il recupero di uno speleologo ferito a grande profondità nei calcari del Marguareis
  • Due giorni di manovre complesse con 25 tecnici impegnati in turni organizzati “a staffetta”
  • Teleferiche e paranchi tra pozzi e strettoie per mettere in sicurezza l’infortunato
  • Rifugio Don Barbera centro operativo e logistico di tutta l’esercitazione
  • Collaborazione e sinergia tra delegazioni per interventi più rapidi ed efficaci

Comunicato ufficiale CNSAS dell’8 Settembre 2025

Esercitazione congiunta Piemonte–Liguria del CNSAS nella grotta di Piaggia Bella (CN)

Briga Alta (CN), 8 settembre 2025 – Si è svolta questo fine settimana un’importante esercitazione congiunta che ha visto impegnate la Prima Delegazione di soccorso speleologico Piemonte e la Tredicesima Delegazione Liguria del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) nella grotta di Piaggia Bella, all’interno del complesso carsico del Marguareis, nel comune di Briga Alta (CN). 

L’ingresso della cavità, tra i più noti e impegnativi dell’arco alpino occidentale, si apre nei calcari del Cretaceo a quota 2163 metri.

Lo scenario simulato prevedeva il recupero di uno speleologo infortunato a circa 350 metri di profondità all’interno della grotta.

La direzione delle operazioni è stata allestita presso il Rifugio Don Barbera, punto logistico di riferimento per l’intera esercitazioneprotrattasi dalle prime ore del sabato alla serata di domenica.

Il figurante, costantemente monitorato dai sanitari presenti è stato individuato, messo in sicurezza e collocato in una apposita barella. Questa permette di proteggere il ferito durante le operazioni di evacuazione e può essere movimentata appendendola su corde in modo da superare agevolmente pozzi verticali, meandri, strettoie seguendo la morfologia della grotta.

Le manovre hanno coinvolto complessivamente 25 soccorritori, che si sono alternati in due squadre miste da dieci tecnici ciascuna, operando in regime cosiddetto “alleggerito”. In questo modello operativo, ogni soccorritore presidia un tratto di grotta, allestendo e gestendo il sistema di movimentazione della barella: la vittima simulata viene così trasferita lungo la grotta di segmento in segmento, passando da un tecnico al successivo.

Il percorso ha richiesto l’impiego di diverse tecniche speleologiche avanzate, tra cui la realizzazione di una teleferica e l’allestimento di numerosi paranchi per superare i tratti più complessi.

L’esercitazione si è conclusa con successo, consentendo ai tecnici delle due delegazioni di affinare la collaborazione e testare sul campo procedure di soccorso in profondità, fondamentali per garantire rapidità ed efficacia negli interventi reali.