Esercitazione interregionale di soccorso speleologico a 300 metri di profondità

Tra il 12 e il 15 giugno 2025, la Grotta di Aladino in Val Daone (Trentino) ha ospitato una delle più complesse esercitazioni di soccorso speleologico mai realizzate in Italia. Organizzata dalla Delegazione Speleologica del Trentino in collaborazione con le omologhe del Veneto e dell’Alto Adige, l’operazione ha mobilitato oltre 60 tecnici del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) per un salvataggio simulato di uno speleologo infortunato situato a circa 300?metri di profondità, in un ambiente a quasi 2.000?m s.l.m.

Logistica di un’operazione da manuale

  • Allestimento fase iniziale: il 12 giugno è stato predisposto il campo base nei pressi di Malga Nova, accessibile via mezzi, e un campo avanzato, raggiunto con circa un’ora di cammino, vicino all’ingresso della grotta.
  • Comunicazioni essenziali: venerdì mattina, tre coppie di “telefonisti” hanno posato un doppino telefonico all’interno della grotta per garantire il contatto continuo tra le squadre speleo e il campo base.
  • Escalation operativa: nel pomeriggio, otto tecnici hanno trasportato la barella e avviato la delicata risalita, terminata dopo 32?ore di operazioni ininterrotte, tra meandri, strettoie e tratti verticali

Strumenti innovativi e coordinamento tecnologico

Durante l’esercitazione sono state sperimentate soluzioni avanzate di soccorso ipogeo:

  1. Centro Mobile di Comando, un vero e proprio hub hi?tech sul campo;
  2. Link radio-telefono, che converte il segnale telefonico interno in radiofrequenza per comunicazioni senza interruzioni;
  3. Sistema Cronologico, software per monitorare in tempo reale il posizionamento e i tempi delle squadre.

Il supporto del Nucleo Elicotteri della Provincia Autonoma di Trento ha consentito l’elitrasporto tempestivo di personale e materiali direttamente all’area operativa

Risultati e prospettive

L’esercitazione ha messo in evidenza l’estrema preparazione del CNSAS, capace di operare con efficacia in condizioni ipogee molto complesse. Tra i valori principali emersi:

  • Un elevato livello di coordinamento interregionale, tra Trentino, Veneto e Alto Adige;
  • Consolidamento della collaborazione tra le componenti speleologica e alpina;
  • Validazione operativa di tecnologie e procedure che potranno essere replicate in futuri soccorsi reali .

L’attività cade proprio mentre altri settori del soccorso esplorano nuove soluzioni: da questo evento emerge il profilo di un CNSAS sempre più preparato, agile e tecnologicamente avanzato.

Fonti: Giornale Trentino, 17 giugno 2025; Rai News Trentino, L’Adige

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