Tre giorni di operazioni continue per simulare il soccorso speleologico nelle Alpi Apuane con 34 tecnici di Emilia-Romagna, Toscana e Marche
Dal 19 al 21 settembre le delegazioni del soccorso speleologico CNSAS di Emilia-Romagna XII Speleo, Toscana e Marche hanno condotto un’esercitazione interdelegazione speleo CNSAS presso la “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia”, ingresso del Complesso Abisso Saragato nelle Alpi Apuane[1][2].
L’operazione ha simulato il recupero di uno speleologo infortunato a 530 metri di profondità in un ambiente caratterizzato da sviluppo verticale e passaggi tecnici impegnativi[1][2].
Il soccorso speleologico ha impegnato 34 tecnici, logisti e coordinatori per 35 ore continue di attività operativa[1][2].
Scenario Operativo Complesso nel Sistema Carsico Apuano
L’esercitazione interdelegazione speleo CNSAS si è svolta nel Complesso Abisso Saragato, uno dei sistemi carsici più estesi delle Alpi Apuane con oltre 68 chilometri di sviluppo e 1210 metri di dislivello massimo[2][3].
La “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” rappresenta il nono ingresso di questo vasto complesso sotterraneo[2].
Il soccorso speleologico ha dovuto affrontare ostacoli significativi: un pozzo verticale di 120 metri, meandri che hanno rallentato l’avanzamento delle squadre e strettoie che hanno richiesto massima attenzione nella movimentazione della barella[1][2].
Questo contesto ha permesso di testare tecniche di frazionamento su grandi verticali e passaggi in sezioni anguste, elementi fondamentali nel soccorso speleologico moderno[1][2].
Organizzazione delle Squadre e Turnazioni Operative
Il dispositivo di soccorso speleologico ha previsto l’impiego di 34 operatori suddivisi in tre squadre che si sono alternate per 35 ore consecutive di lavoro[1][2].
La continuità operativa è stata garantita attraverso turnazioni che hanno coperto le fasi di attrezzamento, condotta della barella e disallestimento dell’equipaggiamento[1][2].
L’esercitazione interdelegazione speleo CNSAS ha simulato i tempi realistici di un recupero profondo, includendo la gestione dei flussi di materiali in ambienti verticali estesi e la coordinazione tra le squadre operative in punta, i presidi ai pozzi principali e la logistica esterna[1][2].
Supporto Sanitario Specializzato in Ambiente Ipogeo
Un medico CNSAS ha partecipato attivamente all’esercitazione per monitorare i parametri vitali del paziente simulato e garantire l’assistenza sanitaria durante tutto il trasporto in barella[1][2].
L’integrazione del personale sanitario nel dispositivo speleo rappresenta un elemento consolidato nelle esercitazioni complesse del soccorso speleologico e permette di validare protocolli clinici e di comunicazione in condizioni di profondità[1][2].
La gestione prolungata del paziente in ambiente ipogeo è stata parte integrante della verifica delle procedure operative[1][2].
Validazione delle Procedure Interdelegazione Speleo CNSAS
L’esercitazione ha avuto come obiettivo principale la verifica delle procedure comuni per attacchi, frazionamenti e passaggi in barella attraverso meandri, con particolare attenzione ai tempi di esecuzione, alla sicurezza operativa e agli standard di comunicazione[1][2].
La collaborazione tra le delegazioni di Emilia-Romagna, Toscana e Marche ha permesso di integrare esperienze tecniche e organizzative differenti all’interno di un profilo operativo condiviso[1][2].
Il contesto apuano del Complesso Abisso Saragato ha fornito un ambiente di prova ideale per misurare il coordinamento e la resilienza di squadre interregionali nel soccorso speleologico[1][2].
Tradizione e Innovazione nel Soccorso Speleologico Italiano
Il soccorso speleologico italiano ha sviluppato una tradizione formativa consolidata dagli anni Sessanta, strutturando scuole, standard tecnici e prove pratiche per affrontare grandi verticali e progressioni impegnative[4][5].
Le Alpi Apuane, con complessi come il Saragato e il Corchia, sono stati e restano ambiti privilegiati di sperimentazione e addestramento per tecniche di progressione e trasporto in cavità profonde[4][5][2].
Le esercitazioni interdelegazione speleo CNSAS si inseriscono in questa continuità storica, con un accento particolare su interoperabilità e gestione prolungata delle operazioni di soccorso[4][5][1][2].
Il Complesso Abisso Saragato e la Speleologia Apuana
Il Complesso Abisso Saragato figura tra le cavità più significative d’Italia per profondità e sviluppo spaziale, risultando censito nelle principali rassegne nazionali degli abissi maggiori[2][3][6].
La scelta della “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” come teatro operativo dell’esercitazione interdelegazione speleo CNSAS sottolinea l’importanza delle verticali apuane per la didattica del soccorso speleologico[1][2].
Il sistema fa parte di un più ampio complesso che include Abisso Saragato, Aria Ghiaccia, Gigi Squisio, Spluto, Mani Pulite e Chimera, raggiungendo complessivamente oltre 70 chilometri di sviluppo[2][3].
Tecniche Avanzate e Cooperazione Interregionale
L’esercitazione ha permesso di affinare gli standard operativi del soccorso speleologico, dalla selezione degli ancoraggi alla gestione dei frazionamenti sul pozzo principale da 120 metri[1][2].
La presenza di una rivalità sportiva “sulla barella” tra le diverse regioni è stata citata come elemento che convive costruttivamente con la cooperazione tecnica, contribuendo alla qualità del risultato complessivo nell’ambito dell’interdelegazione speleo CNSAS[1][2].
L’obiettivo dichiarato rimane la sicurezza di chi pratica ambiente montano e ipogeo, confermato come finalità condivisa di tutto il dispositivo di soccorso[1][2].
Prospettive Future del Soccorso Speleologico
Il CNSAS ha registrato nel 2024 oltre 12.000 missioni di soccorso con 11.789 persone assistite, confermando l’elevata richiesta di interventi specializzati in ambiente montano e ipogeo[1][7].
La formazione continua attraverso esercitazioni interdelegazione speleo CNSAS rappresenta un elemento cruciale per mantenere elevati standard operativi in un contesto di crescente complessità degli interventi[1][2][8].
Le Alpi Apuane continuano a costituire un laboratorio naturale per il perfezionamento delle tecniche di soccorso speleologico, offrendo scenari formativi di eccellenza per i tecnici di tutta Italia[1][2][9].
https://www.facebook.com/share/16i1Ra73K8/?mibextid=wwXIfr
Fonti
[1] Disponibili i dati 2024 delle attività del Soccorso Alpino e … https://news.cnsas.it/disponibili-i-dati-2024-delle-attivita-del-soccorso-alpino-e-speleologico/
[2] Esplorazioni in Apuane nono ingresso e 68 km per il … https://www.scintilena.com/esplorazioni-in-apuane-portano-a-9-ingressi-al-sistema-sotterraneo-della-carcaraia/10/26/
[3] Raggiunti i 70 chilometri in Carcaraia – Apuane, il sistema … https://www.scintilena.com/70-chilometri-in-carcaraia-apuane-diventa-una-tra-le-piu-grandi-grotte-ditalia/12/14/
[6] Realizzata Giunzione in Carcaraia – Dove gli abissi … https://www.scintilena.com/realizzata-giunzione-in-carcaraia-dove-gli-abissi-convergono-siamo-intorno-ai-50-km-di-complesso/09/25/
[7] I dati del Soccorso Alpino 2024, ancora molto elevato il … https://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/dati-del-soccorso-alpino-2024-ancora-molto-elevato-il-numero-di-interventi.html
[8] Esercitazione congiunta del Soccorso Speleologico … https://www.soccorsoalpinotrentino.it/esercitazione-congiunta-del-soccorso-speleologico-trentino-veneto-e-altoatesino-nella-grotta-di-aladino-in-val-daone-trentino/
[9] In Apuane si inaugura il Sentiero dei Meno Mille https://www.scintilena.com/in-apuane-si-inaugura-il-sentiero-dei-meno-mille/05/04/
Fonte Articolo Originale su Facebook
Interdelegazione SPELEO
Dal 19 al 21 settembre scorso i tecnici del CNSAS Emilia-Romagna XII Speleo, insieme ai colleghi di Toscana e Marche, hanno preso parte a un’importante esercitazione presso la grotta “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” – Complesso Abisso Saragato (LU).
? Scenario simulato: recupero di uno speleologo infortunato a 530 m di profondità, in un ambiente caratterizzato da sviluppo verticale e passaggi estremamente impegnativi.
? Ostacoli principali: un pozzo da 120 m, meandri che hanno rallentato l’avanzamento e strettoie che hanno richiesto la massima attenzione.
? In campo: 34 tecnici, logisti e coordinatori, che si sono turnati in tre squadre lavorando senza sosta per 35 ore.
? Presente anche un medico CNSAS, che ha monitorato i parametri vitali e fornito cure durante tutta la simulazione.
Un grande lavoro di squadra, che ci ha permesso di testare procedure, consolidare competenze e rafforzare la collaborazione tra delegazioni.
Un ringraziamento a tutti i partecipanti e… sì, confermiamo: sulla barella qualche sana rivalità tra regioni non manca mai! ?
Ma è proprio da queste differenze che nasce la vera forza del Soccorso Alpino e Speleologico: la capacità di unire energie, esperienze e professionalità diverse per raggiungere insieme un unico obiettivo – la sicurezza di chi va in montagna e in grotta.