Ricevuta con richiesta di pubblicazione da Vito Buongiorno…(ma la prossima volta te la pubblichi da solo..)

Esplorazione speleosubacquea alla Grava del Serrone CP 429;
Comune di Corleto Monforte
Sviluppo planimetrico 283 m
Dislivello 216 m
Dopo una chiacchierata con Luca Pedrali, speleosub molto noto per la sua grande
esperienza esplorativa ad alti livelli, si decide di tentare un’ immersione nel sifone
terminale della grava del Serrone.
A Cura del GASP (Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese) e del GSAVD (Gruppo
Speleo Alpinistico Vallo di Diano), sabato 07 Settembre si è provveduto al riarmo fino al
fondo della grotta, attrezzando anche un piccolo traverso sul sifone per evitare che lo
speleosub entrando dalla riva, dove era evidente un grosso accumulo di fango, rendesse
la visibilità già da subito molto scarsa.
Venerdi 13 Settembre, in tarda serata, arrivano a Sant’angelo a Fasanella Luca Pedrali
Nadia Bocchi e Mauro Regolini, quest’ultimo del gruppo grotte E. Roner Rovereto.
Sabato 14 Settembre, oltre ai componenti dei gruppi prima citati, c’è anche il supporto di
un numero cospicuo di speleo del GSM (Gruppo Spelologico Martinese), si è provveduto
al trasporto dei materiali, contestualmente Luca e Nadia scendono verso il sifone. Vista
l’abbondanza di personale, si decide di continuare una delle risalite in fase di esplorazione
da parte del Gruppo Speleologico Marchigiano, che da tempo lavora in questa grotta per
cercare un eventuale passaggio aereo per il superamento del sifone.
Raggiunto il sifone, Luca inizia la vestizione mentre Mauro e Nadia assemblano il resto del
materiale, in meno di un’ora Luca è pronto per immergersi.
Appena entra in acqua lo vediamo sparire verso la parte alta del sifone, iniziamo a contare
i minuti, dopo poco rivediamo le luci, pensiamo che l’immersione sia già finita, ma non è
così, eccolo che sparisce nuovamente, questa volta più in profondità.
Dopo diciotto minuti totali di immersione Luca riemerge.
Nella parte alta il passaggio è molto stretto e dopo pochi metri ha dovuto rinunciare,
intanto dalle pareti si è staccato del fango dopo il suo contatto e anche le bolle d’aria
emesse dalla sua respirazione accentuano il fenomeno, la visibilità non va oltre il metro e
mezzo, ma Luca non molla, torna leggermente indietro scende nella parte più profonda del
sifone per una quindicina di metri ed è proprio di lì che parte la galleria sommersa di
dimensioni maggiori a quella del pre-sifone, la profondità media si attesta tra i cinque e i
tre metri, in condizioni di scarsissima visibilità il grande Luca riesce a sagolare e percorre
circa 90 metri, lasciando nel punto dove si è fermato lo svolgisagola visto che ha
intenzione di ripetere l’immersione il giorno successivo.
Domenica 15 Settembre si entra in grotta di buon ora, arrivati al fondo c’è il solito rituale
della vestizione, Luca si immerge, l’acqua è molto lattiginosa, questa volta la strada la
conosce, infatti le luci subito scompaiono in profondità, ed è di nuovo tutto buio.
Sono minuti interminabili quelli che passano, alla fine saranno ben 32 prima di rivedere
Luca che appena riemerge ci dà la notizia “primo sifone superato 160 metri”.
La galleria sommersa continua con la stessa morfologia prima descritta, la parte aerea è
una caverna di modeste dimensioni, larga e alta circa sei metri e nella parte alta sono
presenti degli arrivi. Percorsi dieci metri ecco un nuovo sifone, Luca si immerge
nuovamente per dare solo un’occhiata, scende circa 5 metri per rendersi conto di quello
che lo aspetterà appena l’inverno sarà finito e la grotta tornerà ad essere praticabile.
Per la prima volta un sifone sui monti Alburni è stato superato.

Vito Buongiorno

Vieni sul sito http://www.alburniteam.it/

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