Imola, 10 febbraio 2026: incontro sul Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale con Piero Lucci e Maria Teresa Castaldi, tra monitoraggi scientifici e nodi della conservazione
Le Evaporiti UNESCO Diversamente Raccontate
A Due Anni dal Riconoscimento: Stato della Ricerca, Sfide della Tutela e Ruolo della Comunità Scientifica
Presentazione dell’evento
Martedì 10 febbraio 2026, ore 20:45
Sala Giovannini, via Scarabelli 4, IMOLA
Ingresso libero
Con Piero Lucci (Presidente Federazione Speleologica Regionale Emilia-Romagna) e Maria Teresa Castaldi (Comitato Scientifico CAI Emilia-Romagna)
Sommario
Il 19 settembre 2023, il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha iscritto il “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale” nella Lista dei Beni Naturali del Patrimonio Mondiale, riconoscendo il valore universale eccezionale di questo territorio.
A distanza di poco più di due anni, questo rapporto esamina lo stato della ricerca scientifica, le criticità persistenti e il ruolo determinante della comunità speleologica nella conservazione di questo unicum geologico mondiale.
Il sito rappresenta il primo e più studiacato fenomeno di carsismo evaporitico al mondo, con oltre 900 grotte sviluppate in una densità senza precedenti.
Questa ricerca fornisce una panoramica del contesto scientifico, delle minacce ambientali e delle strategie di tutela che gli esperti e le istituzioni stanno implementando per preservare questo patrimonio dalle future generazioni.[1][2]
I. Il Riconoscimento UNESCO: Significato e Contesto
Un’iscrizione storica e una responsabilità internazionale
Il riconoscimento UNESCO del “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale” (EKCNA – Evaporitic Karst and Caves of Northern Apennines) rappresenta un traguardo senza precedenti nella protezione del patrimonio speleologico mondiale.
Per la prima volta nella storia della Convenzione del Patrimonio Mondiale del 1972, un sito di carsismo evaporitico entra nella lista dei beni tutelati dall’organizzazione delle Nazioni Unite.
L’iscrizione è avvenuta con il criterio (viii), relativo ai “processi geologici e geomorfologici”, riconoscendo l’eccezionalità dell’evoluzione geologica testimoniata da questi ambienti.[3][4]
Il sito seriale comprende sette componenti geograficamente distinte distribuite tra le province di Reggio Emilia, Bologna, Ravenna e Rimini: Alta Valle Secchia, Bassa Collina Reggiana, Gessi di Zola Predosa, Gessi Bolognesi, Vena del Gesso Romagnola, Evaporiti di San Leo e Gessi di Onferno.
Questi elementi costituiscono un’area che racchiude oltre il 90% delle rocce evaporitiche affioranti in Italia settentrionale, ospitando più di 900 grotte per uno sviluppo complessivo di oltre 100 chilometri, alcune delle quali raggiungono i 265 metri di profondità.[5][6]
Il significato scientifico dell’eccezionalità
L’unicità del sito risiede nella combinazione straordinaria di fattori geologici, climatici e idrogeologici che non trova equivalenti altrove sul pianeta.
A differenza del carsismo carbonatico (calcare e dolomia), il carsismo evaporitico del gesso rappresenta un laboratorio naturale dove i processi di dissoluzione, erosione e formazione di cavità procedono con ritmi accelerati dovuti alla maggiore solubilità delle rocce evaporitiche.
Questo rende il territorio un archivio completo dei fenomeni carsici, dal stadium giovanile a quello maturo, tutti osservabili in una relativamente piccola area geografica.[7]
La storia geologica delle evaporiti dell’Appennino settentrionale risale a circa 5,96-5,33 milioni di anni fa, durante la Crisi di Salinità Messiniana, quando il Mediterraneo subì un drastico abbassamento del livello marino dovuto alla chiusura dello stretto di Gibilterra.
Durante questo episodio, le acque mediterranee si trasformarono in vasti bacini ipersalini, depositando strati massicci di gesso (solfato di calcio deidrato) e salgemma.
Nel caso dell’Emilia-Romagna, questo processo si ripeté almeno 16 volte nel corso di poche centinaia di migliaia di anni, alternando fasi aride di precipitazione salina a fasi umide di sedimentazione clastica, creando una successione geologica straordinariamente complessa.[8][9]
II. La Ricerca Scientifica Post-Riconoscimento: Nuove Frontiere
Il monitoraggio della biodiversità sotterranea
A due anni dal riconoscimento UNESCO, la ricerca scientifica si è intensificata significativamente.
Un esempio paradigmatico è il progetto MEIOGYPSOS, finanziato dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) attraverso il Centro Nazionale della Biodiversità, che rappresenta il primo studio sistematico sulla meiofauna delle acque carsiche della Vena del Gesso Romagnola.[10]
La meiofauna – organismi microscopici come nematodi, copepodi, rotiferi e tardigradi che vivono nei sedimenti acquatici – costituisce una componente fondamentale degli ecosistemi sotterranei, ma rimane tra i meno studiati a livello planetario.
Il progetto ha adottato metodologie molecolari avanzate, incluso il DNA barcoding e il metabarcoding, per identificare simultaneamente molteplici taxa in 20 siti distinti della Vena del Gesso.
Le campagne di campionamento stagionali, concluse nell’estate 2025, hanno permesso di documentare come le variazioni nei regimi idrici stagionali modifichino la struttura degli habitat per questi microorganismi.[11]
Questo tipo di ricerca sottolinea l’importanza critica della collaborazione tra specialisti universitari e gruppi speleologici locali – Gruppo Speleologico Faentino, Ronda Speleologica Imolese, Gruppo Speleologico Ferrarese, Gruppo Speleo-Ambientalista di Ravenna e Gruppo Speleologico Bolognese – i quali mettono a disposizione la loro conoscenza del territorio e l’accesso ai siti per garantire campionamenti efficaci in ambienti complessi e talora difficilmente raggiungibili.[12]
La speleologia come disciplina ponte tra geologia e conservazione
La speleologia contemporanea si configura come disciplina multidisciplinare che integra competenze geologiche, biologiche, chimiche, idrogeologiche e ambientali.
Gli speleologi svolgono un ruolo cruciale non solo nell’esplorazione e nella documentazione dei sistemi carsici, ma nella raccolta di dati ambientali per il monitoraggio a lungo termine.
Grazie all’esperienza decennale di ricercatori e gruppi speleologici dell’Emilia-Romagna, sono stati sviluppati protocolli di monitoraggio ambientale che includono misure di temperatura, umidità relativa, concentrazione di CO?, composti organici volatili e particolato nelle cavità.[13]
Questi dati consentono di valutare l’integrità ecologica degli ecosistemi ipogei e di identificare precocemente i segnali di deterioramento ambientale.
In particolare, il monitoraggio dell’aria nelle grotte rappresenta un nuovo approccio per conservare gli ecosistemi sotterranei, utilizzando stazioni modulari a basso costo basate su piattaforme di calcolo fisico che acquisiscono dati attraverso vari sensori.[14]
III. Le Minacce Persistenti: La Questione dell’Estrazione Mineraria
Monte Tondo: una cicatrice irreversibile
Nonostante il riconoscimento UNESCO, il maggior fattore di criticità per il sito rimane l’attività estrattiva del gesso.
In particolare, la cava di Monte Tondo nella Vena del Gesso Romagnola rappresenta – secondo la valutazione congiunta di esperti, amministrazioni regionali e enti di controllo ambientale – “di gran lunga la maggiore criticità ambientale di tutte le aree carsiche dell’Emilia-Romagna”.[15]
L’attività estrattiva presso Monte Tondo iniziò nel 1958. Nel corso di più di sei decenni di coltivazione intensiva, la multinnazionale Saint-Gobain ha estratto oltre 15 milioni di metri cubi di ammasso gessoso, determinando un impatto ambientale “devastante e irreversibile”.
I danni includono l’alterazione completa della morfologia e del paesaggio, la distruzione del reticolo idrografico superficiale e sotterraneo, l’eliminazione di fenomeni carsici di rilievo e la compromissione di giacimenti paleontologici.[16][17]
Di particolare rilevanza è il danno arrecato a due sistemi carsici di importanza mondiale riconosciuti UNESCO: il sistema dei Crivellari e la Grotta del Re Tiberio, la quale “è stata pesantemente danneggiata” dalle operazioni di scavo.
Nel dossier di candidatura dell’International Union for the Conservation of Nature (IUCN), presentato al Comitato UNESCO, l’estensione della cava è stata esplicitamente indicata come “possibile minaccia ai beni tutelati” e si è raccomandato all’Italia di “non estendere il permesso all’estrazione del gesso e di iniziare le attività di ripristino ambientale il prima possibile”.[18][19]
Conseguenze idrogeologiche e impatti futuri
L’attività di cava non ha solo alterato la superficie e i sistemi carsici superficiali, ma ha compromesso irrimediabilmente l’idrologia ipogea dell’area.
La rimozione della roccia generatrice, associata all’accumulo di sterile in discariche interne alla cava, ha modificato i percorsi dell’acqua sotterranea, con conseguenze ancora non completamente prevedibili per l’alimentazione degli acquiferi regionali.
Questi acquiferi servono comunità locali e svolgono una funzione strategica di riserva idrica per l’Emilia-Romagna.[20]
Nel 2021, uno studio commissionato dalle amministrazioni territoriali e finanziato dalla Regione ha valutato che, al ritmo di coltivazione allora in atto, l’attività estrattiva potrebbe proseguire ancora per un massimo di un decennio, dopo il quale resterà “un enorme vuoto, impraticabile poiché soggetto a crolli”.
La questione della chiusura della cava e del ripristino ambientale rimane uno dei nodi critici per la gestione sostenibile del sito UNESCO.[21]
IV. La Struttura della Tutela e il Piano di Gestione
Governance e responsabilità istituzionali
La tutela del sito EKCNA è organizzata mediante una struttura di gestione coordinata dalla Regione Emilia-Romagna attraverso due settori regionali competenti (Aree protette, Foreste e Sviluppo Zone Montane; Parchi e Biodiversità), in collaborazione con l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Romagna, i comuni interessati, gli enti territoriali regionali e le associazioni speleologiche.[22]
Nel dicembre 2024, la Giunta regionale ha approvato il Programma Investimenti per il sito UNESCO, identificando le risorse finanziarie necessarie per l’implementazione del Piano di Gestione.
Questo documento programmatico, elaborato seguendo i modelli internazionali richiesti dall’UNESCO, deve articolarsi attorno a cinque assi strategici corrispettivi alle “5C della Convenzione del Patrimonio Mondiale”: Coordinamento, Conservazione, Capacity building, Comunicazione e Comunità.[23][24]
Le prescrizioni IUCN e l’integrità del sito
Il rapporto tecnico dell’IUCN che ha accompagnato l’iscrizione conteneva specifiche prescrizioni relative a condizioni di integrità, protezione e gestione che l’Italia deve rispettare.
Tra queste, la più rilevante è l’impegno a non estendere ulteriormente i permessi estrattivi presso Monte Tondo e a implementare programmi di ripristino ambientale.
Inoltre, il piano di gestione deve includere “un piano di gestione dei visitatori che identifichi le aree in cui si prevede un’elevata pressione turistica”, riconoscendo come il turismo di massa potrebbe costituire una minaccia tanto significativa quanto l’estrazione mineraria.[25]
V. La Ricerca Scientifica come Fondamento della Conservazione
Il ruolo della Federazione Speleologica Regionale e del CAI
La ricerca scientifica condotta da Piero Lucci e dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna negli ultimi due decenni rappresenta il fondamento conoscitivo su cui poggia il riconoscimento UNESCO.
La pubblicazione “Speleologia e Geositi Carsici in Emilia-Romagna” (2011), curata da Lucci e Antonio Rossi, costituisce la sintesi di decenni di esplorazioni sistematiche, rilievi topografici, studi sedimentologici e paleontologici che hanno documentato le oltre 850 cavità naturali presenti nella regione.
Questo lavoro rappresenta un esempio di come la ricerca speleologica, svolta prevalentemente su base volontaria, possa produrre risultati scientifici di rilevanza internazionale.[26]
Maria Teresa Castaldi, operatore naturalistico e culturale del Comitato Scientifico CAI Emilia-Romagna, ha contribuito all’approfondimento interdisciplinare dei fenomeni carsici, integrando prospettive archeologiche, geomorfologiche e storiche.
La sua ricerca sulla presenza di lapis specularis (selenite) nelle cave romane della Vena del Gesso romagnola esemplifica come l’archeologia di montagna possa fornire nuove interpretazioni sui paesaggi carsici, rivelando forme di utilizzo antropico di lunga durata di questi ambienti.[27]
Monitoraggio ambientale e linee guida internazionali
La Società Speleologica Italiana e i gruppi regionali affiliati hanno aderito alle linee guida internazionali dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) e dell’IUCN per la protezione delle grotte.
Queste raccomandazioni, disponibili in 21 lingue, sottolineano che “le guide in ogni grotta turistica svolgono un ruolo molto importante come collegamento tra la grotta e il visitatore” e che “è essenziale che le guide siano adeguatamente addestrate per i valori della grotta particolare e nella loro interpretazione per i visitatori”.[28]
Inoltre, il monitoraggio ambientale nelle aree carsiche è considerato uno strumento fondamentale per acquisire dati concreti sul clima passato e presente, sulla storia sismica del territorio e sullo stato di conservazione degli habitat sotterranei.
Le informazioni così raccolte sono essenziali per la salvaguardia delle risorse idriche di origine carsica, per la protezione della biodiversità e per promuovere un utilizzo escursionistico e didattico sostenibile.[29]
VI. La Fruizione Sostenibile: Tra Conservazione e Accessibilità
Il Progetto CAVESTOUR: un modello transfrontaliero
Riconoscendo come il turismo rappresenti una minaccia tanto quanto un’opportunità, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto per la BioEconomia) coordina il progetto CAVESTOUR, un programma di cooperazione territoriale INTERREG Italia-Francia Marittimo finalizzato alla fruizione sostenibile delle grotte turistiche.[30]
CAVESTOUR integra tre dimensioni strategiche: monitoraggio dell’ambiente ipogeo attraverso reti di sensori e misure biologiche; elaborazione di strategie congiunte di gestione sostenibile; sviluppo di strumenti innovativi di comunicazione, educazione ambientale ed esplorazione virtuale.
Il progetto rappresenta un’evoluzione rispetto agli approcci precedenti che, pur cercando di rendere le grotte turistiche, spesso non tenevano sufficientemente conto del fragile equilibrio biologico e fisico-chimico degli ambienti sotterranei.[31][32]
L’educazione ambientale come strumento di conservazione
L’accessibilità alle grotte non deve necessariamente implicare la degradazione.
Esperienze positive dimostrano che gruppi ristretti, adeguatamente preparati, possono visitare cavità in modo “sostenibile”, ovvero “entrando in punta di piedi, passando senza lasciare traccia”.
L’educazione ambientale in situ, condotta dagli accompagnatori speleologici esperti, rivela ai visitatori il valore scientifico, paleontologico e biologico delle cavità, trasformando l’esperienza in consapevolezza e responsabilità.[33][34]
Le grotte della Vena del Gesso Romagnola, in particolare, ospitano colonie riproduttive di ben 20 delle 24 specie di pipistrelli segnalate per l’Emilia-Romagna.
Questo dato sottolinea come l’ecosistema ipogeo sia estremamente sensibile a perturbazioni, richiedendo protocolli rigorosi di accesso e stagionalità per non compromettere i cicli riproduttivi.[35]
VII. Il Ruolo della Divulgazione Scientifica: La Scintilena e la Comunicazione del Patrimonio
Un notiziario al servizio della comunità speleologica
“La Scintilena”, il notiziario italiano di speleologia, svolge un ruolo cruciale nel diffondere le conoscenze scientifiche e gli aggiornamenti relativi ai fenomeni carsici a una comunità eterogenea di speleologi, ricercatori, gestori di aree protette e cittadini interessati.
Il notiziario si occupa di raccogliere, selezionare e divulgare informazioni su eventi, scoperte, studi scientifici, attività di esplorazione e iniziative culturali legate al mondo delle grotte, fungendo da medium ponte tra la ricerca specialistica e il pubblico non tecnico.[36][37]
La missione di comunicazione scientifica svolta dalla Scintilena esemplifica come la conoscenza scientifica, una volta elaborata nel contesto della comunità speleologica, possa essere trasformata in narrative accessibili e coinvolgenti per il pubblico generale.
Questo processo è essenziale per costruire la consapevolezza pubblica sulla fragilità e sul valore del patrimonio carsico, prerequisito necessario per politiche di conservazione efficaci.
Oltre la divulgazione: dalla conoscenza alla partecipazione civile
La divulgazione scientifica contemporanea non si limita a trasferire informazioni dal “sapere specialistico” al “sapere comune”.
Piuttosto, essa mira a stimolare un engagement attivo dei cittadini nelle decisioni che riguardano la gestione del patrimonio naturale.
Gli eventi organizzati dalla Federazione Speleologica Regionale e dal CAI – come quello in programma il 10 febbraio 2026 – rappresentano occasioni per discutere, con esperti e stakeholder, le sfide attuali e le strategie future per la tutela del sito UNESCO.[38]
In questo contesto, la Scintilena non è un semplice veicolo di informazione, ma uno strumento di mobilitazione culturale che contribuisce a costruire una comunità consapevole e impegnata nella conservazione del patrimonio geologico e biologico sotterraneo.
VIII. Il Futuro: Prospettive e Raccomandazioni
Integrità, vulnerabilità e resilienza
A due anni dal riconoscimento UNESCO, il sito EKCNA affronta sfide significative per mantenere l’integrità del suo eccezionale valore universale.
Le prescrizioni IUCN identificano tre aree critiche:
(1) la riduzione dell’impatto dell’estrazione mineraria e l’implementazione del ripristino ambientale;
(2) la gestione controllata del turismo per evitare l’overuse;
(3) il mantenimento dei servizi ecosistemici legati alle risorse idriche sotterranee.[39]
La ricerca scientifica contemporanea mostra come gli ecosistemi carsici, pur essendo geologicamente stabili su scale temporali umane, siano estremamente sensibili a perturbazioni antropiche rapide.
Il monitoraggio della meiofauna, della biodiversità di pipistrelli, della qualità dell’aria ipogea e dei flussi idrici rappresentano indicatori critici dello stato di salute del sistema.[40]
Una proposta di governance integrata
Il modello di governance che emerge dalla ricerca suggerisce l’adozione di un approccio integrato che coniughi:
- Ricerca scientifica multidisciplinare: continuazione e potenziamento dei programmi di monitoraggio ambientale, con finanziamenti stabili attraverso fondi regionali, nazionali ed europei.
- Coinvolgimento della comunità speleologica: riconoscimento formale del ruolo della Federazione Speleologica Regionale e dei gruppi locali come partner nella raccolta dati e nella gestione sostenibile del patrimonio.
- Educazione e comunicazione: sviluppo di programmi didattici e culturali che trasformino i visitatori in testimoni consapevoli del valore scientifico e della fragilità del sito.
- Controllo ambientale rigoroso: implementazione delle prescrizioni UNESCO in merito alla chiusura graduale di Monte Tondo e ai programmi di ripristino, con monitoraggio indipendente della conformità.
- Sostenibilità economica e territoriale: integrazione delle politiche di conservazione con le necessità socioeconomiche delle comunità locali, attraverso forme di turismo responsabile e valorizzazione della ricerca scientifica.
IX. Conclusioni
Il riconoscimento UNESCO del Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale rappresenta un punto di svolta nella protezione internazionale del patrimonio speleologico.
Tuttavia, a due anni dall’iscrizione, è evidente che il riconoscimento formale rappresenta solo il primo passo di un impegno a lungo termine.
Le vere sfide – la gestione dell’estrazione mineraria, il controllo del turismo, il monitoraggio della biodiversità e il mantenimento dei servizi ecosistemici – richiedono una mobilitazione coordinata di risorse, competenze e volontà politica.
La comunità speleologica, rappresentata dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna e dalle associazioni locali, insieme agli operatori del CAI e ai ricercatori universitari, ha dimostrato di possedere le competenze scientifiche e il commitment civile per affrontare queste sfide.
La loro ricerca documenta non solo la straordinaria ricchezza geologica e biologica di questi ambienti, ma anche la vulnerabilità intrinseca di ecosistemi così complessi e ancora così poco conosciuti.
Gli eventi come quello programmato per il 10 febbraio 2026 presso IMOLA, dove esperti e comunità si incontrano per discutere “le evaporiti diversamente raccontate”, rappresentano momenti di cruciale importanza per trasformare la consapevolezza scientifica in azione pubblica.
È attraverso il dialogo, la divulgazione responsabile e la partecipazione civile che il sito UNESCO può sperare di conservare – per le generazioni future – quel valore universale che il Comitato del Patrimonio Mondiale ha riconosciuto nel settembre 2023.
Riferimenti alle Fonti
UNESCO Comitato del Patrimonio Mondiale, 45ª sessione, Riad, 19 settembre 2023; UNESCO sito EKCNA; UNESCO.it – Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale; Decreto Provincia RE n.200/2024; UNESCO EKCNA composizione sette siti; UNESCO.it EKCNA dettagli; Vena del Gesso geologia; Wikipedia Crisi Salinità Messiniano; Vena del Gesso formazione ciclica; La Scintilena MEIOGYPSOS biodiversità; Progetto MEIOGYPSOS campionamenti stagionali; La Scintilena MEIOGYPSOS collaborazione gruppi; La Scintilena monitoraggio aria grotte; Stazioni monitoraggio modulari grotte; FSRER cava Monte Tondo criticità; Cava Monte Tondo impatto 15 milioni m³; Atto ispettivo 2018 danni ambientali; FSRER Grotta Re Tiberio; IUCN raccomandazioni cava Monte Tondo; Idrologia cava gesso impatti; Studio 2021 durata estrazione decennio; EKCNA struttura gestione; Regione ER programma investimenti PNRR; Modelli Piano Gestione UNESCO; IUCN prescrizioni gestione visitatori; Speleologia e geositi carsici ER 2011; Maria Teresa Castaldi lapis specularis; UIS raccomandazioni protezione grotte; La Scintilena monitoraggi ambientali; CNR CAVESTOUR fruizione sostenibile; CAVESTOUR progetto linee attività; Grotte Frasassi educazione ambientale; AIGAE fruizione sostenibile grotte; Esperienza didattica grotte; ZPS Vena Gesso pipistrelli specie; Scintilena notiziario speleologia; Scintilena missione comunicazione; Evento febbraio 2026 IMOLA; IUCN tre aree critiche; Indicatori monitoraggio ecosistemi carsici.[2][4][6][9][17][19][24][32][34][37][1][3][5][7][8][10][11][12][13][14][15][16][18][20][21][22][23][25][26][27][28][29][30][31][33][35][36][38][39][40]
Fonti
[13] geologia https://www.venadelgesso.it/geologia.html
[14] tutela e valorizzazione delle aree carsiche italiane nelle … http://www.venadelgesso.it/2019/ac/11.pdf
[15] Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino … https://www.ekcna.it
[16] Evaporite https://it.wikipedia.org/wiki/Evaporite
[17] Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale … https://www.evaporiti.it/testi/testiunesco/gessiwh/il%20percorso%20unesco.pdf
[18] Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino … https://www.scintilena.com/carsismo-e-grotte-nelle-evaporiti-dellappennino-settentrionale/01/21/
[19] Frammenti di geoscienze: la crisi di salinità del Mediterraneo https://ingvambiente.com/2020/04/26/a-lezione-di-geologia-la-crisi-di-salinita-del-mediterraneo/
[20] Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino … https://www.patrimoniomondiale.it/?p=6725
[21] Otto anni da un’idea, la storia della candidatura del sito seriale … https://www.evaporiti.it/testi/testiunesco/unesco2024/unesco.pdf
[22] SEDIMENTI SILICEI E SELCI https://moodle2.units.it/pluginfile.php/717427/mod_resource/content/0/7-dispensa%20per%20studenti.pdf
[23] Navigazione https://opac-stg.iccu.sbn.it/c/opac/view?id=UBO4627297
[24] Calendario 2024 – Geologia, suoli e sismica https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/geologia/divulgazione/pubblicazioni/opuscoli/calendario-2024
[25] Ciclicità sub-milankoviana nelle Evaporiti Messiniane https://www.repository.unipr.it/bitstream/1889/3307/1/Matteo%20Reghizzi_Tesi%20dottorato.pdf
[26] Il sito “Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino … https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/notizie/notizie-2025/il-sito-carsismo-e-grotte-nelle-evaporiti-dellappennino-settentrionale-compie-due-anni-da-patrimonio-dellumanita-unesco
[27] Problemi e prospettive del patrimonio speleologico nelle aree carsiche dell\’alto Salento: l\’esempio di Ceglie Messapica (Br) http://siba-ese.unisalento.it/index.php/thalassiasal/article/view/2352
[28] Between history, work and passion: medieval castle, mud volcanoes and Ferrari https://iris.unimore.it/bitstream/11380/1067632/1/2015Sciarraetal.GFTsalse.pdf
[29] Geological monitoring networks for risk management close to large rock cliffs: the case history of Gallivaggio and Cataeggio in the italian Alps https://gh.copernicus.org/articles/76/85/2021/gh-76-85-2021.pdf
[30] Overflows and Pyroclastic Density Currents in March-April 2020 at Stromboli Volcano Detected by Remote Sensing and Seismic Monitoring Data https://www.mdpi.com/2072-4292/12/18/3010/pdf
[31] STRUTTURA DELLA CROSTA TERRESTRE IN CORRISPONDENZA DELL’ITALIA CENTRALE (Gran Sasso) https://www.annalsofgeophysics.eu/index.php/annals/article/download/5864/5797
[32] La geoditianMca al servizio delle grandi dighe https://www.annalsofgeophysics.eu/index.php/annals/article/download/5219/5274
[33] L’applicazione di tecniche innovative nel monitoraggio costiero degli habitat prioritari https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14825.pdf
[34] Un nuovo tipo di magnetometro per le misure magnetiche sulle rocce https://www.annalsofgeophysics.eu/index.php/annals/article/download/5053/5124
[35] Comunicazione e didattica archeologica in scavi aperti e non ultimati: spunti di riflessione dalla Casa delle bestie ferite (Aquileia) https://www.uco.es/ucopress/ojs/index.php/anarcor/article/download/12449/11128
[36] Monitoraggi ambientali nelle aree carsiche: un approccio … https://www.scintilena.com/monitoraggi-ambientali-nelle-aree-carsiche-un-approccio-interdisciplinare-per-la-tutela-delle-grotte-naturali/07/01/
[37] Crisi di salinità del Messiniano – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_di_salinit%C3%A0_del_Messiniano
[38] Il Carsismo e la Ricerca Speleologica in Sardegna https://www.gsags.it/il-carsismo-e-la-ricerca-speleologica-in-sardegna/
[39] Crisi di salinità del Messiniano: la scomparsa del Mediterraneo https://www.thedifferentgroup.com/2023/11/30/crisi-di-salinita-del-messiniano/
[40] SIC/ZPS 4070011 VENA DEL GESSO ROMAGNOLA … https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/rete-natura-2000/strumenti-di-gestione/misure-specifiche-di-conservazione-piani-di-gestione/misure-di-conservazione-per-sito/QC711.pdf/@@download/file/QC711.pdf
[41] Monitoraggio dell’Aria nelle Grotte: Un Nuovo Approccio … https://www.scintilena.com/monitoraggio-dell-aria-nelle-grotte-un-nuovo-approccio-per-la-conservazione-degli-ecosistemi-sotterranei/01/02/
[42] geologia – la vena del gesso romagnola http://www.venadelgesso.it/geologia.html
[43] SIC/ZPS IT4050001 Gessi Bolognesi, Calanchi dell’ … https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/rete-natura-2000/strumenti-di-gestione/misure-specifiche-di-conservazione-piani-di-gestione/piani-di-gestione/PG501.pdf/@@download/file/PG501.pdf
[44] Monitoraggi ambientali in grotte naturali, seminario della … https://www.youtube.com/watch?v=y8K_T4N7uQU
[45] [PDF] Dalla Crisi di Salinità Messiniana al ritorno a condizioni Marine … https://www.montclair.edu/inserra-chair/wp-content/uploads/sites/71/2025/03/Antonio-Caruso-Scala-Turchi-Paleontologia.pdf
[46] Il progetto Gypsum https://www.venadelgesso.it/assets/life-gypsum-br.pdf
[47] Studio della corrosione carsica mediante strumento … http://www.speleologiaveneta.it/index.php/progetti-delle-commissioni/scientifica/item/studio-della-corrosione-carsica-mediante-strumento-micrometro
[48] Crisi di salinità del Messiniano: nuovi indizi sulle variazioni dei livelli … https://www.ogs.it/it/press/crisi-di-salinita-del-messiniano-nuovi-indizi-sulle-variazioni-dei-livelli-del-mediterraneo
[49] la vena del gesso romagnola http://fsrer.it/site/wp-content/uploads/2018/11/speleologia-emiliana-4-1993.pdf
[50] La conservazione del patrimonio naturale e paesaggistico mediante la valorizzazione dei servizi ecosistemici offerti dal territorio: considerazioni generali e casi di studio https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=13931.pdf
[51] Sostenibilità ambientale degli impianti di produzione di energia https://www.authorea.com/users/296134/articles/425528-sostenibilit%C3%A0-ambientale-degli-impianti-di-produzione-di-energia?commit=326dff0da6516b8651d3422be08f834b508cd1df
[52] Ricerche fondamentali per scrivere della viticoltura la “Carta della Sostenibilità Universale 4.1C o Sostenibilità MetaEtica 4.1C”, anche, secondo la “Rivoluzione Produttiva 4.1C” della “MetaEtica 2.1C” e della “Grande Filiera MetaEtica 4.1C” del Conegliano Campus 5.1C https://www.bio-conferences.org/articles/bioconf/pdf/2017/02/bioconf-oiv2017_01014.pdf
[53] Ecosistemi, boschi e servizi ecosistemici https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=13928.pdf
[54] 3D Engineering Geological Modeling to Investigate a Liquefaction Site: An Example in Alluvial Holocene Sediments in the Po Plain, Italy https://www.mdpi.com/2076-3263/12/4/155/pdf
[55] Servizi ecosistemici, servizio idrico integrato e componenti tariffarie: l’opportunità dei Payments for Ecosystem Services https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=13932.pdf
[56] la cava nei gessi di monte tondo https://fsrer.it/salviamolavdg/salviamolavdg.pdf
[57] Il progetto CAVESTOUR a “Linea Verde”: la ricerca … – CNR https://www.cnr.it/it/news/14057/il-progetto-cavestour-a-linea-verde-la-ricerca-coordinata-dal-cnr-ibe-sulla-fruizione-sostenibile-delle-grotte-turistiche
[58] Carta Etica della Speleologia – UTECNARNI https://utecnarni.altervista.org/carta-etica-della-speleologia/
[59] cava http://www.venadelgesso.it/cava.html
[60] Esempi di Turismo Sostenibile: come proteggere il futuro … https://www.marketing-italia.eu/blog/turismo/esempi-turismo-sostenibile-italia/
[61] Speleologia e Ricerca Scientifica: Nuove Frontiere nello … https://www.scintilena.com/speleologia-e-ricerca-scientifica-nuove-frontiere-nello-studio-delle-grotte/05/12/
[62] Atto ispettivo n.8493 del 11 https://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er%3Aassemblealegislativa%3Aattoispettivo%3A11%3B8493
[63] Controversie internazionali sulla conservazione delle grotte https://www.scintilena.com/controversie-internazionali-sulla-protezione-delle-grotte-unanalisi-globale-dei-conflitti-tra-conservazione-e-sviluppo/08/30/
[64] Strumenti normativi di tutela e valorizzazione del … https://www.geologimarche.it/wp-content/uploads/2021/10/Francesca-Testella-Strumenti-normativi-di-tutela-e-valorizzazione-del-patrimonio-geologico-e-paleontologico-in-Italia-situazione-attuale-e-prospettive.pdf
[65] Le grotte del gesso sono Patrimonio dell’umanità, è tempo … https://altreconomia.it/le-grotte-del-gesso-sono-patrimonio-dellumanita-e-tempo-di-proteggerle/
[66] STRATEGIA PER IL TURISMO SOSTENIBILE https://www.parcogargano.it/upload/parcodelgargano/gestionedocumentale/5_STRATEGIA_2022-2026_784_3950.pdf
[67] Mostra: “Le grotte fra esplorazione e ricerca: il patrimonio … https://www.fsrfvg.it/?p=11655
[68] LA CAVA MONTE TONDO E LO STABILIMENTO DI … https://serviziambiente.regione.emilia-romagna.it/viavasweb/ricezioneIntegrazioni/scaricaAllegato/1074869/6105
[69] spe4 https://www.centrostudihelios.it/spe4/
[70] Come conservare il patrimonio archeologico nelle grotte https://www.scintilena.com/come-conservare-il-patrimonio-archeologico-nelle-grotte-una-guida-pratica/12/12/
[71] Tectonic implications of raised Quaternary relative sea?level indicators along the NE border of the Campania Plain (southern Italy) https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/esp.6066
[72] Late Miocene-Early Pliocene Out-of-Sequence Thrusting in the Southern Apennines (Italy) https://www.mdpi.com/2076-3263/10/8/301/pdf
[73] L’area monumentale di Tusculum: nuove ricerche e proposte interpretative (età arcaica – età imperiale) https://aespa.revistas.csic.es/index.php/aespa/article/download/663/808
[74] Fluvial inverse modeling for inferring the timing of Quaternary uplift in the Simbruini range (Central Apennines, Italy) https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/tgis.12833
[75] Morphoneotectonics of the Abruzzo Periadriatic Area (Central Italy): Morphometric Analysis and Morphological Evidence of Tectonics Features https://www.mdpi.com/2076-3263/11/9/397/pdf
[76] Advances in Geoheritage Mapping: Application to Iconic Geomorphological Examples from the Italian Landscape https://www.mdpi.com/2071-1050/13/20/11538/pdf
[77] Holocene Evolution of the Burano Paleo-Lagoon (Southern Tuscany, Italy) https://www.mdpi.com/2073-4441/12/4/1007/pdf
[78] The IXPE instrument calibration equipment https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0927650521000918
[79] Paolo Grimandi Pino Guidi Piero Lucci https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2023/11/mornig_le-grotte-una-vita_2023.pdf
[80] BOLLETTINO n° 93 https://www.archaeoastronomy.it/Bollettino_CSC_93.pdf
[81] SPELEOLOGIA E GEOSITI CARSICI http://www.venadelgesso.it/assets/speleologia-e-geositi-carsici-in-e-r.pdf
[82] IL BOLLETTINO https://www.caiprato.it/wp-content/uploads/2023/10/Bollettino_CSC_Otto2020_WEB.pdf
[83] Speleologia e geositi carsici in Emilia-Romagna https://geoportale.regione.emilia-romagna.it/catalogo/materiale-cartografico/pubblicazioni/cartografia-e-territorio/geologia/resource-1498659828.66
[84] I Gessi dell’Emilia-Romagna Patrimonio Unesco – Lo Scarpone https://www.loscarpone.cai.it/mondo-cai/dettaglio/i-gessi-dell-emilia-romagna-patrimonio-unesco/
[85] Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/carsismo-e-grotte-nelle-evaporiti-dellappennino-settentrionale/
[86] PIERO LUCCI https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/consultazione/pubblicazioni/storie-naturali/allegatisnat/n5-2010/Conservazione_e_gestione.pdf/@@download/file/Conservazione_e_gestione.pdf
[87] I Gessi dell’Appennino emiliano sono Patrimonio dell’umanità https://www.montagna.tv/226867/i-gessi-dellappennino-emiliano-sono-patrimonio-dellumanita/
[88] Alla scoperta dei sette componenti del sito Patrimonio … https://www.ekcna.it/it/alla-scoperta-sette-siti-patrimonio-unesco
[89] Speleologia e geositi carsici in Emilia-Romagna https://fsrer.it/site/speleologia-e-geositi-carsici-in-emilia-romagna/
[90] Il racconto sulla geologia delle nostre montagne https://csc.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Qua_Elementi_Geologia.pdf
[91] Il Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino … https://unesco.cultura.gov.it/projects/il-carsismo-nelle-evaporiti-e-grotte-dellappennino-settentrionale/
[92] Assessing and Monitoring the Sustainability in Rural World Heritage Sites https://www.mdpi.com/2071-1050/7/10/14186/pdf?version=1445423043
[93] Approvato il Piano di Gestione 2024-2030 del Sito UNESCO https://romasitounesco.it/piano-di-gestione-2024-2030/
[94] Il “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino … https://www.unesco.it/news/il-carsismo-nelle-evaporiti-e-grotte-dellappennino-settentrionale-e-iscritto-nella-lista-dei-siti-del-patrimonio-mondiale-dellunesco/
[95] Biodiversità e Scoperte Scientifiche nelle Grotte della Vena … https://www.scintilena.com/meiogypsos-si-racconta-biodiversita-e-scoperte-scientifiche-nelle-grotte-della-vena-del-gesso-romagnola/10/03/
[96] Piano di Gestione 2024-2030 | Sito del Patrimonio Mondiale … https://www.vicenzavillepalladio.it/gestione/piano-di-gestione-2024-2030/
[97] Parco della Vena del Gesso Romagnola: grotte, specie … https://www.trekking.it/reportage/parco-vena-gesso-romagnola/
[98] IT4070011 – ZSC-ZPS – Vena del Gesso Romagnola https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/rete-natura-2000/siti/it4070011
[99] Il Piano di gestione – Unesco Beni Culturali https://unesco.cultura.gov.it/il-piano-di-gestione/
[100] linee guida per la programmazione, la realizzazione, la … https://bur.regione.emilia-romagna.it/area-bollettini/dicembre-periodico-parte-seconda-2a-quindicina-secondo-fascicolo/programma-di-investimenti-unesco-ekcna-2026-2027-assegnazione-del-contributo-destinato-agli-enti-di-gestione-delle-aree-protette-interessati-dal-sito-patrimonio-dellumanita-carsismo-e-grotte-nelle-evaporiti-dellappennino-settentrionale-e-approvazione/allegato-a
[101] La struttura di gestione https://www.ekcna.it/it/gestione/struttura-di-gestione
[102] La vena del gesso romagnola https://geoportale.regione.emilia-romagna.it/archivio-cartografico/materiali-scaricabili/edizione-06/venadelgessoromagnola.pdf/@@download/file/Venadelgessoromagnola.pdf
[103] Evolution of the coastal landscape in eastern Veneto: new data from preventive archaeology; Il parco archeologico di Saturo (Leporano-TA) millenni di storia, decenni di incuria https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14776.pdf
[104] L’eruzione laterale dell’Etna del 30-6-1942 e susseguenti fenomeni esplosivi al cratere centrale https://www.annalsofgeophysics.eu/index.php/annals/article/download/6000/5928
[105] Analisi antropologica dei reperti osteologici tardo-antichi provenienti dal contesto ipogeico di Licata. L’ipogeo Zirafi-settore G ? Licata (Sicilia) https://riviste.fupress.net/index.php/aae/article/download/2361/1566
[106] Promotion of Paleontological Heritage: Case Histories from Southern Italy https://www.mdpi.com/2571-9408/8/3/100
[107] Scintilena: Notiziario di Speleologia in Italia https://www.scintilena.com/scintilena-notiziario-di-speleologia-in-italia/06/11/
[108] Genova, corso per la divulgazione scientifica del Patrimonio … https://www.rolliestradenuove.it/news/genova-corso-per-la-divulgazione-scientifica-del-patrimonio-culturale/
[109] Le grotte, fragili e fantastiche…e l’educazione ambientale https://www.aigae.org/2014/07/le-grotte-fragili-e-fantastiche-e-leducazione-ambientale/
[110] Scintilena – Raccolta Dicembre 2016 https://grottocenter.blob.core.windows.net/documents/987778070597499-2016_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[111] Patrimonio geologico e geodiversità – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003700/3731-patrimonio.pdf
[112] CAVESTOUR – Istituto per la BioEconomia https://www.ibe.cnr.it/progetti/cavestour/
[113] Scintilena https://www.scintilena.com
[114] NANOMEDIA. LA RAPPRESENTAZIONE DELLE … https://arcadia.sba.uniroma3.it/bitstream/2307/429/1/TesiBernardoLuca.pdf
[115] Protezione delle grotte e del carsismo, le raccomandazioni … https://www.scintilena.com/protezione-delle-grotte-e-del-carsismo-le-raccomandazioni-della-uis-in-21-lingue/08/22/
[116] Notizie https://www.speleoclubroma.org/scr/notizie/
[117] Diritto d’autore, scienza aperta e valorizzazione del … https://www.youtube.com/watch?v=uBDID3_0KmQ
[118] Riqualificazione ambientale della zona Grotta di Su Marmuri https://www.comune.ulassai.nu.it/it/sezione/pnrr/page/riqualificazione-ambientale-della-zona-grotta-di-su-marmuri-intervento-n09
[119] La Scintilena – FEDERAZIONE SPELEOLOGICA VENETA https://speleologiaveneta.it/index.php/la-scintilena
[120] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[121] Il Progetto – CAVESTOUR https://interreg-marittimo.eu/web/cavestour