Fabio Negrino, docente di Preistoria e Protostoria presso l’Università degli Studi di Genova, ma anche speleologo, sarà protagonista di due incontri dedicati alla preistoria e alle grotte liguri.

Il primo appuntamento è previsto mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 17 a Palazzo Ducale di Genova, nella Sala Borlandi della Società Ligure di Storia Patria. L’incontro, organizzato dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri, è intitolato “Esplorando la notte: torce, giochi e misteri nella Grotta della Bàsura (Toirano)” e approfondirà le tracce lasciate dalle antiche frequentazioni umane nella celebre Grotta della Bàsura.

Il giorno successivo, giovedì 19 marzo alle ore 17, Negrino interverrà al Museo Archeologico Nazionale di Firenze con la conferenza “La fine di un mondo: gli ultimi Neandertaliani di Liguria”. L’incontro fa parte del ciclo “I pomeriggi dell’archeologico” e sarà dedicato alle ultime fasi della presenza neandertaliana nel Mediterraneo nord-occidentale.

Attraverso questi appuntamenti, lo studioso genovese presenterà al pubblico alcune delle più recenti ricerche sui siti preistorici della Liguria, contribuendo a raccontare il ruolo delle grotte e dei paesaggi costieri nella storia delle prime popolazioni umane.

Fabio Negrino è uno degli autori di una recente ricerca che ha riportato l’attenzione sulla Grotta della Bàsura, uno dei più importanti siti speleoarcheologici europei. L’articolo, pubblicato sulla rivista scientifica Quaternary Science Reviews, descrive un’eccezionale sequenza di impronte risalenti a circa 14.400 anni fa: un grande cane e cinque esseri umani — tra cui adulti e bambini — che si addentrarono insieme nelle profondità della grotta.

La scoperta, già raccontata anche da Scintilena (https://www.scintilena.com/nella-grotta-della-basura-di-toirano-il-piu-antico-esempio-al-mondo-di-interazione-diretta-tra-uomo-e-cane/11/26/), ha attirato l’attenzione della stampa internazionale, tra cui National Geographic, oltre che della letteratura archeologica specialistica.

“Interno della Grotta della Bàsura, Toirano (SV). Foto: MartaZnn / CC-BY-SA-4.0.

Le tracce, fossilizzate nel fango e conservate fino a oggi, rappresentano la più antica prova diretta di interazione tra uomo e cane documentata finora. Gli studiosi hanno analizzato 25 impronte di canide, attribuite a un unico animale adulto, ricostruendone le caratteristiche grazie a tecniche di fotogrammetria digitale, analisi statistica e confronti con impronte moderne.

Il dato più sorprendente è la sovrapposizione delle orme: in alcuni punti il cane calpesta le tracce umane e in altri accade il contrario, dimostrando che uomini e animale si muovevano insieme durante la stessa esplorazione della cavità, probabilmente illuminata da torce.

Lo studio rappresenta un importante esempio di ichnologia, la disciplina che analizza le tracce fossili lasciate dagli esseri viventi, e offre uno sguardo straordinario su un momento di vita condivisa tra esseri umani e cani nel Paleolitico superiore.

La Grotta della Bàsura, a 186 metri di altitudine sopra Toirano, conserva impronte umane, segni di torce, resti di orso delle caverne, pigmenti e carbone: un archivio naturale unico che continua a fornire nuove informazioni sulle prime comunità umane e sul rapporto millenario tra uomo e cane.

Riferimento scientifico
De Sario F., Avanzini M., Salvador I., Zunino M., Starnini E., Arobba D., Citton P., Negrino F., Rellini I., Romano M. (2026).
The dog domestication: new ichnological evidence from the Upper Palaeolithic of the Bàsura cave (Toirano, NW Italy).
Quaternary Science Reviews, 371, 109697 – DOI: 10.1016/j.quascirev.2025.109697

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