Un ritardo di due ore nell’uscita dalla grotta fa partire i soccorsi
Domenica scorsa un parente apprensivo, non sufficientemente edotto sulle dinamiche di una normale visita in grotta, ha fatto scattare un allarme inutile per un ritardo di due ore all’Abisso Gigi Squisio, in Provincia di Lucca.
Il gruppo di speleologi, 10 speleologi in tutto, è balzato al disonore delle cronache perché qualcuno di loro aveva detto a casa che sarebbe uscito alle 18 di domenica.
A casa, alle 20.09 la cena si freddava e un familiare ha pensato bene di dare l’allarme.
Dalle notizione dei giornali ‘salvati 10 speleologi bloccati all’abisso Squisio’ sembra che sul posto siano intervenuti i Vigili del Fuoco.
Gli speleologi sono usciti normalmente, come spesso accade, un po’ più tardi.
Certo una migliore informazione ai partecipanti alle uscite ‘non dite ai parenti a che ora pensate di uscire’, una migliore informazione ai familiari ‘se non mi senti non ti preoccupare’ , una migliore informazione ai Vigili del Fuoco ‘se chiama un parente di un gruppo di 10 speleologi per un ritardo dell’uscita non è il caso di perdere tempo’ e una migliore informazione agli organi di stampa ‘se gli speleologi escono più tardi da soli non c’è nessun salvataggio e non erano bloccati’ avrebbe evitato la necessità di scrivere questo articolo.