Speleologia con il GSCAI Roma alla Grotta a Male sul Gran Sasso durante la Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male


Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male

Nel fine settimana dal 12 al 14 giugno 2026 la Sezione CAI di Roma dedica tre giorni di attività in Abruzzo, con base a Capitignano (AQ), per la Festa della Sezione.[1][2]
All’interno del programma, il Gruppo Speleologico GSCAI Roma propone due uscite in Grotta a Male, pensate per far conoscere il mondo ipogeo anche a chi non pratica abitualmente speleologia.

La Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male offre così un’attività speleologica affiancata alle escursioni in superficie, al cicloturismo e alle altre iniziative sezionali previste nel weekend.[3][4]
Le uscite in grotta si svolgeranno sabato 13 giugno alle 10.00 e domenica 14 giugno alle 8.30, con partecipazione su iscrizione obbligatoria fino a esaurimento posti.


Programma speleologico Festa CAI Roma 2026 Grotta a Male

Le due uscite alla Grotta a Male sono organizzate dal Gruppo Speleologico GSCAI Roma nell’ambito della Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male.
Il numero massimo di partecipanti per ciascuna giornata è fissato in 15 persone, con età minima di 15 anni; i minorenni devono essere accompagnati da un genitore o da un delegato.

Il tempo di percorrenza stimato è tra le 4 e le 6 ore, compresi gli spostamenti interni e le soste nelle sale principali.
L’escursione prevede l’utilizzo di auto private per raggiungere l’area di Assergi (AQ) e l’ingresso della cavità.

Le iscrizioni si effettuano tramite form online entro venerdì 12 giugno 2026 alle 13.00, salvo esaurimento dei posti disponibili.
Per informazioni organizzative sono indicati come referenti Paola Di Luzio (389 5309290) e Giulio Catesini (333 4865271).


Grotta a Male e speleologia sul Gran Sasso

Grotta a Male, nota in passato anche come Grotta Amare, è una cavità carsica situata nella valle del Vasto, nei pressi di Assergi, all’interno del massiccio del Gran Sasso e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.[5][6]
La grotta sviluppa circa 480–500 metri di gallerie con una profondità massima di 84 metri, rappresentando una delle cavità più note del Gran Sasso.[7][8][5]

Si tratta di un sito importante dal punto di vista storico e archeologico: all’interno sono stati rinvenuti reperti preistorici riferibili al Neolitico, all’Eneolitico e all’Età del Bronzo, legati sia al culto sia ad attività come la lavorazione dei metalli.[5][7]
Grotta a Male è inoltre considerata la prima cavità italiana esplorata in senso speleologico moderno, descritta da Francesco De Marchi nel 1573 dopo la sua ascensione al Corno Grande.[6][7][5]

L’itinerario turistico-speleologico attraversa ambienti come la Sala del Tronco, la Sala dell’Organo e la Sala De Marchi, dove è visibile un lago interno dalle acque limpide.[8][7][5]
La temperatura interna si mantiene intorno ai 12 °C con elevata umidità, condizione tipica delle cavità del massiccio.[6][5]


Requisiti, difficoltà e sicurezza dell’escursione in Grotta a Male

L’escursione proposta durante la Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male è descritta come adatta a tutti, purché in possesso di un minimo di mobilità e di allenamento.
Non è richiesta la conoscenza delle tecniche di progressione su corda, perché il percorso scelto è di tipo accompagnato e non tecnico.

Le attività in Grotta a Male saranno condotte da accompagnatori del Gruppo Speleologico del CAI Roma con esperienza riconosciuta dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI.
L’organizzazione sottolinea che la speleologia resta comunque un’attività in ambiente impervio, con un rischio residuo non azzerabile, che ogni partecipante accetta al momento dell’iscrizione.

La quota di rimborso spese è di 15 euro per i soci CAI e 30 euro per i non soci.
La cifra comprende l’accompagnamento, l’assistenza tecnica in grotta, l’assicurazione e l’attrezzatura necessaria.


Attrezzatura consigliata e logistica speleologica

Per partecipare alle uscite speleologiche della Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male è consigliato un abbigliamento che possa sporcarsi di fango.
Vengono suggerite tute da meccanico o tute monopezzo da imbianchino, oltre a scarponi robusti o stivali di gomma.

Sono indicati anche guanti da lavoro non troppo spessi e una bandana da indossare sotto il casco.
Ogni partecipante dovrà portare acqua, frutta secca o barrette energetiche e un cambio completo di vestiti e scarpe per il rientro all’esterno.

La temperatura interna stabile intorno ai 12 °C rende opportuno indossare più strati leggeri, per evitare sia il freddo prolungato sia il surriscaldamento in fase di progressione.[5][6]
Le auto private permettono di raggiungere velocemente l’area di Assergi, ottimizzando gli orari di ingresso e di uscita dalla grotta.


Pranzo conviviale a Capitignano e Festa CAI Roma

Per la giornata di domenica 14 giugno, al termine delle attività in grotta e delle altre escursioni della Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male, è previsto un pranzo conviviale nella piazza di Capitignano.[4][3]
Il menù, curato dalla Pro Loco locale, ha un costo di 15 euro da saldare in loco.

Sono proposte due varianti: un menù di carne con rigatoni all’amatriciana e salsiccia al forno con contorno di cicoria, e un menù vegetariano con rigatoni al sugo semplice, formaggio locale e cicoria.
Entrambe le opzioni includono un dolce e mezzo litro d’acqua, con possibilità di acquistare separatamente birra alla spina e caffè.

Il pranzo è garantito per chi effettua la prenotazione entro mercoledì 10 giugno, in parallelo all’iscrizione all’uscita speleologica.
La dimensione conviviale completa così il programma della Festa CAI Roma, che unisce speleologia, escursionismo e momenti sociali nel contesto del Gran Sasso.[1][4]


Festa della Sezione CAI Roma 2026 – Uscite in Grotta a Male (Assergi, AQ)

1. Contesto dell’evento

La Festa della Sezione del CAI di Roma 2026 si svolge da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026, con attività distribuite tra la sede sociale a Roma (venerdì) e la zona di Capitignano (AQ) per il fine settimana. All’interno del programma generale della festa sono previste anche uscite speleologiche, tra cui le due escursioni in Grotta a Male organizzate dal Gruppo Speleologico GSCAI Roma nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno 2026.[1][2][3][4]

Le iniziative speleologiche del GSCAI Roma si inseriscono in un più ampio quadro di attività della sezione, volto a promuovere la conoscenza dell’ambiente montano e sotterraneo attraverso escursioni, corsi e momenti divulgativi dedicati sia ai soci esperti sia a chi si avvicina per la prima volta a queste discipline.[5][6]

2. Grotta a Male: inquadramento geografico e speleologico

Grotta a Male (nota anche come Grotta Amare) è una cavità carsica situata nella Valle del Vasto, nei pressi di Assergi (AQ), all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Si sviluppa per circa 480–500 metri con una profondità massima di circa 84 metri, ed è considerata la grotta più estesa del massiccio del Gran Sasso.[7][8][9][10]

Il nome “Grotta a Male” potrebbe derivare dalla posizione sulla parte estrema delle Malecoste oppure dall’antica denominazione “Grotta Amare”, dal dialetto aquilano per “difficile/impervia”, che richiama la natura ostica dell’accesso originario. La grotta è attrezzata con un percorso turistico dotato di illuminazione e di passaggi protetti, pur mantenendo tratti stretti e tortuosi che la rendono adatta a un’escursione di tipo speleologico accompagnata.[8][10][7]

3. Valore storico e archeologico della Grotta

Grotta a Male è considerata la prima cavità esplorata in senso speleologico in Italia: fu visitata dall’ingegnere e esploratore Francesco De Marchi il 20 agosto 1573, il giorno successivo alla sua ascensione al Corno Grande del Gran Sasso. De Marchi descrisse la grotta nel suo “Trattato di Architettura Militare”, riportando le sue impressioni sulle forme naturali e sugli effetti delle acque all’interno della cavità.[10][7][8]

Nel corso del Novecento la grotta è stata oggetto di varie campagne di scavo archeologico, che hanno messo in luce stratigrafie e reperti databili dal Neolitico all’Età del Bronzo. Le ricerche indicano che l’ambiente sotterraneo fu utilizzato in epoca preistorica come luogo di culto e sepoltura, e successivamente come sito di lavorazione dei metalli, come testimoniano i resti di una fornace per la fusione del bronzo.[7][8][10]

4. Morfologia interna e ambienti principali

Il percorso interno di Grotta a Male alterna ampi saloni a tratti più stretti e articolati, con concrezioni abbondanti e piccoli laghi sotterranei. Tra gli ambienti più noti vi sono la Sala del Tronco, punto di accesso da cui si dipartono vari cunicoli, la Sala dei Colossi e il Ramo delle Pannocchie e dei Laghi, dove è presente una sorgente attiva.[8][10]

Altri ambienti significativi sono la Sala dell’Organo, così denominata per il particolare suono prodotto dall’acqua, e la Sala della Croce, dove De Marchi incise una croce sulla parete durante l’esplorazione cinquecentesca. Al fondo del percorso attrezzato si raggiunge la Sala De Marchi, dalla quale è visibile un sifone allagato con un caratteristico lago dalle acque molto limpide, spesso indicato come uno degli elementi più suggestivi della visita.[10][7][8]

5. Condizioni microclimatiche

All’interno della grotta la temperatura è relativamente costante e si aggira attorno ai 12 °C, con umidità relativa superiore al 90% per la presenza di acqua e stillicidio diffuso. La temperatura dell’acqua interna è generalmente compresa tra 8 e 9 °C, contribuendo a un ambiente fresco in ogni stagione.[8][10]

Queste condizioni rendono necessario un abbigliamento adeguato, sia per evitare il raffreddamento durante le 4–6 ore di permanenza in ambiente ipogeo, sia per proteggersi da fango e umidità lungo il percorso.[1]

6. Programma delle uscite in Grotta a Male durante la Festa della Sezione

Le uscite in Grotta a Male di sabato 13 e domenica 14 giugno 2026 sono organizzate dal Gruppo Speleologico GSCAI Roma nell’ambito della Festa della Sezione CAI Roma 2026, che si svolge dal 12 al 14 giugno 2026. L’escursione si svolge con spostamenti in auto private e prevede la visita guidata della cavità con accompagnatori esperti del gruppo speleologico.[2][1]

Per Grotta a Male – Assergi (AQ) sono previsti i seguenti appuntamenti:

  • Sabato 13 giugno 2026 – ore 10:00 (ritrovo e inizio attività in mattinata).
  • Domenica 14 giugno 2026 – ore 8:30 (ritrovo anticipato per consentire lo svolgimento dell’escursione e il successivo pranzo conviviale).

Il numero massimo di partecipanti è 15 per ciascuna uscita, con età minima fissata a 15 anni; i minorenni devono essere accompagnati da un genitore o da un delegato. La durata complessiva del percorso in grotta è stimata tra le 4 e le 6 ore, in funzione del gruppo e delle condizioni interne.[4][1]

7. Modalità di iscrizione e contatti

Per iscriversi alle uscite è previsto un form online specifico, accessibile tramite il link indicato nella comunicazione del CAI Roma e del GSCAI Roma. Il testo diffuso include un collegamento abbreviato per la prenotazione (short URL) che rimanda al modulo di iscrizione, con scadenza delle adesioni fissata a venerdì 12 giugno 2026 alle ore 13:00, salvo esaurimento dei posti disponibili.[3][4][1]

Per informazioni e chiarimenti sono indicati i contatti degli accompagnatori speleologici:

  • Paola Di Luzio – 389 5309290
  • Giulio Catesini – 333 4865271

Questi referenti sono già presenti anche in altre iniziative speleologiche del GSCAI Roma, come eventi celebrativi e corsi, confermando la loro esperienza nel ruolo di accompagnatori in grotta.[6][5]

8. Costi e coperture assicurative

La quota di partecipazione alle uscite in Grotta a Male è indicata in 15,00 € per i soci CAI e 30,00 € per i non soci, in linea con altre uscite sociali speleologiche organizzate dalla Sezione. Il rimborso spese comprende la guida e l’assistenza tecnica in grotta, l’assicurazione e l’attrezzatura necessaria alla progressione speleologica di base (casco, illuminazione, imbrago e dispositivi di sicurezza, se previsti dal percorso).[4][1]

Per i non soci è generalmente consentita la partecipazione a una sola uscita sociale, come indicato nei programmi delle attività sociali 2026 del Gruppo Speleologico CAI Roma, prima di un eventuale tesseramento alla sezione.[3]

9. Requisiti di partecipazione e livello di difficoltà

Le uscite sono dichiarate “adatte a tutti”, in quanto non richiedono la conoscenza delle tecniche di progressione speleologica su corda e non presuppongono una preparazione fisica specialistica. È però necessario disporre di un minimo di mobilità, allenamento e spirito di adattamento, considerato che il percorso prevede tratti fangosi, passaggi stretti e ambienti umidi.[1][4]

La grotta è classificata con difficoltà medio/bassa da fonti escursionistiche regionali, richiedendo più che altro agilità e una buona capacità di muoversi in ambienti non illuminati artificialmente in modo continuo. La presenza di accompagnatori speleologici esperti consente di modulare l’itinerario in base alle condizioni del gruppo e di garantire l’assistenza nei punti più impegnativi.[11][10][1]

10. Equipaggiamento consigliato

Per partecipare all’uscita viene consigliato di indossare:

  • Abbigliamento che possa sporcarsi di fango, preferibilmente una tuta da meccanico oppure una tuta monopezzo da imbianchino.
  • Scarponi da montagna o stivali di gomma con buona aderenza.
  • Guanti da lavoro non troppo spessi per proteggere le mani da fango e abrasioni mantenendo la sensibilità.
  • Una bandana o sottocasco da indossare sotto il casco fornito dall’organizzazione.

È inoltre raccomandato portare con sé acqua, frutta secca o barrette energetiche e un cambio completo di vestiti e scarpe per l’uscita dalla grotta. Queste indicazioni sono coerenti con le linee guida generali del CAI e del soccorso speleologico per la frequentazione in sicurezza delle cavità naturali, che insistono su abbigliamento adeguato, protezione termica e idratazione.[12][4][1]

11. Sicurezza e gestione del rischio

Le attività si svolgono nella massima sicurezza possibile e sono affidate ad accompagnatori del Gruppo Speleologico CAI Roma con esperienza e capacità riconosciute dalla Scuola di Speleologia del CAI (SNS/CAI). L’organizzazione speleologica del CAI adotta protocolli condivisi a livello nazionale, che comprendono pianificazione dell’itinerario, verifica delle condizioni della cavità e dotazione di attrezzature adeguate.[6][1]

Nonostante ciò, la pratica speleologica mantiene un rischio residuo, come ogni attività condotta in ambiente impervio; per questo, con la richiesta di iscrizione, il partecipante dichiara di essere consapevole dell’esistenza di tale rischio e di accettarlo. Eventi formativi come “Sicuri in Grotta”, promossi a livello nazionale in collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sottolineano proprio l’importanza della prevenzione e della gestione consapevole degli incidenti in grotta.[12][1]

12. Pranzo conviviale di domenica 14 giugno 2026

Per la giornata di domenica 14 giugno, al termine delle attività in grotta e delle altre escursioni, è previsto un pranzo conviviale nella piazza di Capitignano (AQ), organizzato in collaborazione con la Pro Loco locale. Il pranzo rientra nel programma generale della Festa della Sezione 2026 e rappresenta un momento di socialità tra i partecipanti alle varie attività (escursioni, speleo, ciclocai, attività giovani, ecc.).[13][14][1]

Il menù completo proposto dalla Pro Loco ha un costo di 15,00 € da pagare in loco e prevede due varianti:

  • Menù di carne: primo piatto di rigatoni all’amatriciana, secondo di salsiccia al forno con contorno di cicoria.
  • Menù vegetariano: primo piatto di rigatoni al sugo semplice, secondo a base di formaggio locale con contorno di cicoria.

In entrambi i menù sono compresi il dolce e 0,5 l di acqua; birra alla spina e caffè sono acquistabili a parte. Il pranzo è garantito per chi effettua la prenotazione entro mercoledì 10 giugno 2026, secondo le indicazioni dell’organizzazione.[13][1]

13. Significato culturale e divulgativo dell’iniziativa

Le uscite in Grotta a Male durante la Festa della Sezione 2026 non hanno solo un carattere ricreativo, ma anche culturale e divulgativo. La scelta di una cavità con una forte rilevanza storica, archeologica e speleologica consente ai partecipanti di approfondire aspetti legati al carsismo, alla preistoria e alla storia dell’esplorazione sotterranea in Appennino.[14][2]

Eventi analoghi organizzati da altri gruppi CAI, come SpeleoRosa o i corsi di introduzione alla speleologia, mostrano come le sezioni del Club Alpino Italiano utilizzino le uscite in grotta per diffondere una cultura di rispetto dell’ambiente ipogeo, di sicurezza e di tutela delle cavità naturali. L’iniziativa del GSCAI Roma a Grotta a Male si inserisce in questa stessa prospettiva, offrendo a soci e simpatizzanti un’esperienza di esplorazione guidata in un contesto di festa sezionale.[15][16][17][5][6]


Fonti