Le pitture della grotta di Font-de-Gaume in Dordogna sono state datate per la prima volta con il radiocarbonio.
La ricerca apre nuove prospettive per lo studio dell’arte rupestre paleolitica e dell’evoluzione delle frequentazioni umane nelle grotte decorate.
La grotta di Font-de-Gaume entra in una nuova fase della ricerca archeologica
Per la prima volta è stato possibile attribuire un’età assoluta ad alcune pitture della grotta di Font-de-Gaume, uno dei più importanti siti di arte rupestre paleolitica della Francia.
La ricerca, coordinata dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), rappresenta un passaggio significativo per gli studi sull’arte preistorica della Dordogna.
La grotta si trova nella valle della Vézère, nel sud-ovest della Francia, un’area inserita nel Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1979 insieme ad altri siti preistorici di grande valore, tra cui la celebre grotta di Lascaux.
Font-de-Gaume conserva oltre duecento figure dipinte e incise, con una ricca presenza di bisonti, cavalli e mammut, ed è una delle poche grotte decorate francesi ancora accessibili al pubblico in modo regolamentato. (Wikipedia?)
Arte rupestre paleolitica: perché la datazione era così difficile
Per decenni gli studiosi hanno ritenuto impossibile applicare la datazione al radiocarbonio alle pitture nere della regione.
Si pensava infatti che i pigmenti fossero composti esclusivamente da ossidi minerali di ferro e manganese, privi di carbonio organico.
Il gruppo di ricerca ha deciso di verificare questa ipotesi utilizzando tecniche completamente non invasive.
La microspettrometria Raman e l’imaging iperspettrale hanno consentito di analizzare la composizione chimica delle pitture senza alterarle.
Le analisi hanno evidenziato la presenza diffusa di particelle di carbone vegetale incorporate nel pigmento nero.
Questo risultato ha reso possibile il ricorso alla datazione con il carbonio-14, metodo finora considerato non applicabile alle pitture della Dordogna. (ScienceDaily?)
Datazione al radiocarbonio delle pitture di Font-de-Gaume
Dopo la scoperta del carbone nei pigmenti, le autorità francesi hanno autorizzato in via eccezionale il prelievo di microscopici campioni da due figure nere.
La prima rappresenta un bisonte. L’analisi ha indicato un’età compresa tra circa 13.460 e 13.160 anni fa, confermando la sua appartenenza al Paleolitico superiore.
La seconda figura, interpretata come una maschera o un volto stilizzato, ha restituito un risultato più complesso.
Diverse parti dell’immagine sono state realizzate in epoche differenti, con intervalli cronologici separati anche da migliaia di anni.
Questo suggerisce che la stessa figura possa essere stata modificata o completata nel corso di successive frequentazioni della grotta. (PubMed?)
Le prospettive per lo studio delle grotte decorate
La nuova metodologia offre possibilità che vanno oltre il caso di Font-de-Gaume.
Molte altre pitture considerate finora non databili potrebbero essere riesaminate con gli stessi criteri, verificando la presenza di carbone nei pigmenti.
Disporre di date assolute consentirà di confrontare con maggiore precisione le diverse fasi artistiche delle grotte decorate, comprendere l’evoluzione degli stili e ricostruire quando gruppi umani differenti siano tornati negli stessi siti per aggiungere nuove immagini o intervenire su quelle già esistenti.
La ricerca contribuisce anche a comprendere meglio il significato culturale delle cavità decorate durante il Paleolitico superiore.
Le grotte potrebbero aver rappresentato luoghi frequentati per periodi molto lunghi, mantenendo un valore simbolico attraverso numerose generazioni.
Un nuovo strumento per l’archeologia preistorica
Gli autori dello studio ritengono che l’integrazione tra analisi chimiche non invasive e datazione al radiocarbonio possa diventare un riferimento per le future ricerche sull’arte rupestre paleolitica.
L’approccio sperimentato a Font-de-Gaume dimostra come tecnologie moderne possano fornire nuove informazioni senza compromettere la conservazione di opere che costituiscono uno dei patrimoni archeologici più importanti d’Europa.
La possibilità di attribuire una cronologia diretta alle pitture apre una fase nuova nello studio delle grotte decorate della Dordogna e, più in generale, dell’arte parietale paleolitica.
Fonti
- CNRS / ScienceDaily – Hidden charcoal reveals the true age of ancient cave paintings: https://www.sciencedaily.com/releases/2026/07/260727214619.htm
- Institut Pierre-Simon Laplace – Dordogne: first absolute dating of Paleolithic paintings: https://www.ipsl.fr/en/article/dordogne-first-absolute-dating-of-paleolithic-paintings/
- PubMed – Radiocarbon dating and chemical imaging of carbon black-based Paleolithic cave art in the Dordogne region (France): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41802084/
- UNESCO – Prehistoric Sites and Decorated Caves of the Vézère Valley: https://whc.unesco.org/en/list/85/