Una rara tempesta geomagnetica di livello G4 ha portato le luci polari anche alle nostre latitudini, ma può causare problemi a radio, satelliti e comunicazioni
Potevo intitolarlo – copiando – come “Tempesta geomagnetica G4: attivata da un brillamento X5.1 e due CME”, ma la verità è che ciò che mi ha colpito di più è stato vedere le foto delle aurore boreali nei cieli d’Italia. Non capita tutti i giorni.
Ecco cosa sta succedendo, dove guardare e come interpretare il fenomeno.
Cosa è successo
Tra l’11 e il 12 novembre 2025 è iniziata una forte tempesta solare, tra le più intense degli ultimi tempi.
E’ accaduto perché il Sole ha emesso una grande esplosione di energia, chiamata brillamento solare, molto potente (classe X5.1). Subito dopo sono partite due nuvole di plasma (chiamate CME) che hanno viaggiato verso la Terra.
E tutto è partito da una macchia sul Sole, molto attiva e piena di energia.
Gli eventi hanno “colpito” il campo magnetico della Terra, causando aurore boreali visibili anche in alcune zone d’Italia.
Effetti e possibili rischi
- Possibili disturbi ai telefoni e alle radio ad alta frequenza sul lato della Terra esposto al Sole..
- Potenziali alterazioni nei satelliti (orientamento, carica superficiale, aumento del drag) e nei sistemi di navigazione GPS/GNSS.
- E un segno visibile e affascinante: aurore boreali visibili anche a latitudini molto basse, come in Italia settentrionale.
Dove e quando guardare l’aurora in Italia
Ho cercato una guida semplice per capire come avvistarla, pur constatando che, anche se le condizioni sono favorevoli, non è garantito che si veda l’aurora (serve una buona combinazione di cielo, oscurità, latitudine e intensità della tempesta). Servono notti tra le più buie, ‘e muoversi ‘ preferibilmente dopo mezzanotte o nelle prime ore dell’alba, con cielo sereno e direzione verso nord-nord-est.
Le migliori zone sono in Nord Italia, specialmente regioni alpine o collinari con poco inquinamento luminoso (ad esempio in Val d’Aosta e Trentino-Alto Adige, soprattutto in zona sudtirolese e Alpi Sud Orientali).
Città con potenziale potrebbero essere Trieste, Verona, Milano e Torino, con moderata possibilità di visione in eventi estremi.
È raro vedere aurore così “in basso” in latitudine (come in Italia).
Oltre allo spettacolo visivo, questi fenomeni magnetici indicano che il Sole è “agitato” e che le ripercussioni possono arrivare fino ai satelliti, alle comunicazioni radio e alle reti elettriche.
Guardando il cielo, possiamo sentirci un po’ “parte” dell’universo: non solo spettatori, ma anche testimoni della danza tra Sole e Terra.
Lo so, non è speleologia. Ma anche guardando il cielo, ogni tanto, si scoprono profondità che non ti aspetti.
