20 ragazzi – zaino in spalla e curiosità in tasca – , alla scoperta del territorio e del sottosuolo veronese dal 6 al 7 novembre 2025, grazie a CAI e SSI.

I Monti Lessini, nella loro veste autunnale, hanno accolto con fierezza venti giovani esploratori dell’Istituto Comprensivo Chioggia-Borgo. Dalle seconde e terze classi della scuola secondaria “G. Olivi”, 20 studenti sono partiti – zaino in spalla e curiosità in tasca – per due giorni di spedizione, dal 6 al 7 novembre 2025, alla scoperta delle meraviglie geologiche e naturali del Veronese.

Contro il turismo “mordi e fuggi”, quello che si nutre di selfie e panorami rubati, si è alzata una nuova generazione di camminatori consapevoli.

Grazie al CAI, che ha sostenuto il progetto all’interno delle attività TSMAS, si apprende il camminare lento, il conoscere con rispetto, il guardare in profondità.

Il progetto ha un titolo evocativo, “Geologi e Geografi per un Giorno”, ed è parte dell’Azione 4 del programma scolastico “Future is Now”. E’ stato realizzato in collaborazione con CAI Scuola, CAI Veneto, CAI Chioggia, la Società Speleologica Italiana e l’Università di Padova, sotto il patrocinio di ASviS, Federparchi, ANCI e UNCEM.

Dentro la montagna, dentro la Terra

Dopo settimane di preparazione in aula e nei laboratori del Dipartimento di Geoscienze di UNIPD, i ragazzi hanno iniziato il loro viaggio tra le pieghe della montagna.

Prima tappa: la Grotta del Monte Capriolo, esplorata insieme agli speleologi del CAI Verona. Qui hanno toccato con mano il mistero del carsismo, il lento filtrare dell’acqua tra le rocce, la vita che sboccia nell’ombra delle cavità.

A Velo Veronese, poi, nella suggestiva Valle delle Sfingi, gli studenti hanno imparato a leggere il paesaggio: le forme della natura, gli ecosistemi, le architetture in pietra create dall’uomo. Un incontro speciale con gli allevatori della zona ha raccontato loro storie di equilibrio e resilienza, dove l’uomo e l’ambiente convivono in un patto millenario.

Nel cuore del territorio, una visita al Caseificio Dalla Valentina ha svelato i segreti della trasformazione del latte in formaggio (dove nasce il formaggio, spesso germoglia la conoscenza).

E poi via, verso il Rifugio Lausen, per osservare piante, rocce e costruire piccoli dispositivi per la filtrazione dell’acqua. Tra esperimenti e giochi, si è parlato anche di come gestire un rifugio, imparando che ogni dettaglio in montagna ha un valore.

Orientarsi tra le stelle e le mappe

Il giorno seguente è stato il momento dell’orienteering: bussola alla mano, mappe sotto il braccio, si è calcolato l’azimut e si sono affrontate sfide a squadre per imparare a leggere il territorio.

Gran finale al Museo Geopaleontologico di Camposilvano e alla leggendaria grotta del Covolo, guidati da Francesco Sauro, speleologo e formatore degli astronauti ESA.

Con lui, i ragazzi hanno capito come le grotte sono un laboratorio per lo spazio e per la vita.

Come ha detto la dirigente scolastica Sandra Zennaro, il viaggio resta dentro:

“Esperienze come queste insegnano a rispettare l’ambiente e comprendere la biodiversità. La cittadinanza si costruisce anche così, conoscendo e proteggendo i luoghi che ci circondano.”

Entusiasmo condiviso da famiglie, docenti e ragazzi.

La coordinatrice Monica Boscolo Marchi ha aggiunto:

“Volevamo offrire un’occasione di studio attivo e consapevole, legata al territorio e alla scienza. I cambiamenti climatici impongono nuove riflessioni sulla gestione delle risorse, a partire proprio dall’acqua.”

L’avventura rientra a pieno titolo negli obiettivi del Piano “RiGenerazione Scuola”, per una transizione ecologica e culturale.

Un piccolo passo per questi studenti, un grande salto verso un modo migliore di abitare il mondo.

https://www.chioggianotizie.it/cronaca/2025/11/19/gallery/sui-lessini-per-imparare-la-sostenibilita-382664

I ragazzi hanno visitato la Grotta di Monte Capriolo, gioiello nascosto della Lessinia

Situata a 1005 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco Naturale Regionale della Lessinia, la Grotta di Monte Capriolo (nota anche come Grotta di Rovere Mille o Grotta del Sogno) è una delle cavità più affascinanti del territorio veronese.

Scoperta nel 1957 e aperta al pubblico nel 1972, è una grotta carsica che si sviluppa nei calcari del Giurassico per 260 metri, con un dislivello negativo di 50 m. Le sue sale interne, ricchissime di concrezioni spettacolari – stalattiti, stalagmiti, colonne e cortine – offrono un paesaggio sotterraneo che ha qualcosa di fiabesco.

E’ composta da due grandi ambienti: il primo è un pozzo di crollo, il secondo costituisce una sala ampia e concrezionata, visitabile grazie a un percorso turistico attrezzato lungo circa 110 metri: da qui la scelta, perché è un luogo ideale per la didattica, a temperatura costante di circa 9°C.

Nel tempo, varie spedizioni speleologiche hanno ampliato la conoscenza della cavità. Tra le scoperte più importanti, il grande salone finale individuato nel 2016 (25 x 15 x 25 m) e ulteriori rami esplorati nel 2022.

Dal punto di vista naturalistico, la grotta ospita fauna cavernicola rara, tra cui il Chthonius lessiniensis, uno pseudoscorpione endemico, scoperto proprio qui.

Durante l’estate è aperta al pubblico tutti i sabati e le domeniche pomeriggio: nel resto dell’anno è visitabile su prenotazione per gruppi di almeno 20 persone.

La gestione turistica è curata dalla Commissione Speleologica Veronese dal 1989

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