Torna “Ghiaccio Fragile”, la Summer School del CAI tra Gran Paradiso e Monte Bianco
Dal 20 al 26 luglio 2026 si svolgerà tra Ceresole Reale e Courmayeur l’undicesima edizione della Summer School “Ghiaccio Fragile”, progetto formativo dedicato ai cambiamenti climatici e all’educazione ambientale nato da un dottorato di ricerca in didattica ambientale.
L’iniziativa, ormai consolidata a livello nazionale, è rivolta a docenti delle scuole secondarie di I° e II° grado e delle istituzioni formative di tutte le discipline, ma anche a ricercatori, studenti universitari, accompagnatori CAI, referenti ambiente alpino, guide ambientali escursionistiche, accompagnatori di media montagna e guide alpine.
Pur non trattandosi di un progetto specificamente speleologico, l’iniziativa affronta numerosi temi che interessano da vicino anche il mondo della speleologia ambientale e scientifica: l’evoluzione dei ghiacciai, l’idrologia alpina, le trasformazioni del territorio montano e gli effetti sempre più evidenti della crisi climatica sugli ecosistemi d’alta quota.
Un approccio che richiama quella cultura dell’esplorazione, dell’osservazione del territorio e della divulgazione scientifica che da sempre appartiene anche alla comunità speleologica.
Il corso nasce dalla constatazione di un’attenzione ancora insufficiente ai cambiamenti climatici nei programmi scolastici e nei libri di testo. Per questo “Ghiaccio Fragile” propone una metodologia interdisciplinare che integra aspetti scientifici, geografici, socio-economici, etici e culturali, con attività sul campo e strumenti didattici innovativi.
Il programma alternerà seminari, escursioni e laboratori guidati da climatologi, glaciologi, geologi, geografi e naturalisti italiani e francesi. I partecipanti attraverseranno diversi ambienti alpini, dal bosco di conifere ai ghiacciai del Monte Bianco, osservando direttamente gli effetti del surriscaldamento globale.
Tra i temi affrontati:
- atmosfera, clima e fenomeni meteorologici;
- effetto serra naturale e antropico;
- cambiamenti climatici ed ecosistema alpino;
- ghiacciai come indicatori climatici;
- dissesto idrogeologico;
- energia e transizione ecologica;
- agricoltura sostenibile;
- metodologie didattiche per l’educazione ambientale.
Particolare attenzione sarà dedicata ai ghiacciai, definiti dagli organizzatori “cuore bianco e malato delle Alpi”, considerati preziosi archivi naturali per comprendere l’evoluzione climatica terrestre.

Il programma prevede inoltre un laboratorio di pittura e disegno del paesaggio, a conferma di una visione educativa che unisce scienza, esperienza diretta e percezione del territorio.
Temi che interessano sempre più anche il mondo speleologico, impegnato nello studio e nel monitoraggio degli ambienti naturali alpini.
Manca un collegamento diretto con carsismo, grotte o speleologia glaciale, ma il progetto si inserisce pienamente in quel più ampio ambito di educazione ambientale e lettura del territorio che interessa una parte crescente della comunità speleo.
Al termine del corso sarà rilasciato un attestato valido ai fini dell’aggiornamento professionale dei docenti per un totale di 47 ore formative.
La quota di partecipazione è di € 642,00 e comprende vitto e alloggio, assicurazione, conferenze, visite guidate, materiali didattici, laboratorio artistico, degustazioni, biglietto Skyway Monte Bianco ed escursione su ghiacciaio in collaborazione con il CAI di Almese.
- Informazioni e iscrizioni sul Progetto Ghiaccio Fragile: https://www.ghiacciofragile.it/
- Modulo di iscrizione: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScqWFjzsPgFAQ3xqBaHkoW4klgwUEh9BOIqizNroBbHBiIxow/viewform