La glaciospeleologia come nuova frontiera dell’esplorazione alpina
Per decenni i ghiacciai alpini sono stati appannaggio esclusivo dei glaciologi. Poi, all’inizio degli anni Ottanta, piccoli gruppi di speleologi — provenienti da Francia, Italia, Svizzera e Polonia — si avvicinarono a queste masse di ghiaccio con un’intuizione semplice ma rivoluzionaria: l’interno di un ghiacciaio somiglia, nella sua idrologia, a un massiccio carsico. Il risultato fu la nascita della glaciospeleologia, la branca della speleologia dedicata all’esplorazione e allo studio delle cavità presenti all’interno dei ghiacciai: ambienti dinamici, effimeri, mutevoli, capaci di scomparire nell’arco di una stagione.[1][2]
1985: la prima discesa italiana in un mulino glaciale al Gorner
Il gruppo italiano, dopo alcuni tentativi sul Ghiacciaio del Miage agli inizi degli anni Ottanta, trovò nel Ghiacciaio del Gorner, in Svizzera, il terreno ideale per affinare le tecniche esplorative. Nelle campagne del 1985, 1986 e 1989 vennero esplorati una ventina di mulini glaciali, raggiungendo profondità fino a 140 metri. Nel 1989 venne scoperta ed esplorata una cavità epidermica sub-orizzontale di circa 200 metri di sviluppo al margine del ghiacciaio.[1]
La prima discesa documentata in un mulino glaciale risaliva però ancora più indietro: fu l’alpinista Vallot che alla fine dell’Ottocento scese di 60 metri nel “Grand Mulin” della Mer de Glace. Bisognò aspettare quasi un secolo e l’affermarsi definitivo della progressione su sola corda perché l’esplorazione sistematica dei mulini diventasse possibile. I ricercatori italiani, in particolare quelli dell’associazione La Venta, si rivelarono i più attivi al mondo in questo campo.[3][1]
L’interesse scientifico per le cavità glaciali affonda in realtà le sue radici nell’Ottocento. Tra i primi ad occuparsene ci fu il lombardo Antonio Stoppani, che nel suo celebre “Il Bel Paese” del 1876 descrisse e disegnò i mulini glaciali, definendoli “maraviglie” naturali.[4]
La glaciospeleologia come “terra di mezzo”: ignorata da tutti, utile a tutti
La speleologia glaciale si è sviluppata, per usare le parole dei ricercatori italiani, nella più totale indifferenza da parte di entrambe le discipline di riferimento. La glaciologia la considerava un’attività sportivo-estrema priva di rigore scientifico. La speleologia, d’altro canto, la percepiva come un esercizio tecnico privo dello spessore che dà l’esplorazione di nuovi territori.[5]
Eppure i risultati si accumulavano. Gli speleologi portavano dati diretti sull’idrologia interna dei ghiacciai, sulla morfologia dei condotti endoglaciali, sulla presenza di superfici piezometriche interne. Erano informazioni che i glaciologi non riuscivano a ottenere con i metodi classici. La glaciospeleologia si collocava così in uno spazio ibrido, una “terra di mezzo” tra due discipline, ignorata da entrambe ma capace di contribuire a entrambe.[1]
Gli speleologi lombardi iniziarono ad occuparsi in modo sistematico di glaciospeleologia nei primi anni Novanta, con le prime ricognizioni del Gruppo Speleologico Varesino sul Ghiacciaio dei Forni. Dal 1994, il Gruppo Grotte Milano CAI-SEM avviò una campagna di monitoraggio continua su quello stesso ghiacciaio, che sarebbe durata per decenni.[4]
Le tecniche: esplorare una grotta che si muove e si restringe
Esplorare un mulino glaciale richiede competenze ibride: speleologia tecnica e alpinismo su ghiaccio in condizioni estreme. Non è attività per principianti. Gli speleologi devono saper affrontare pozzi verticali di 40-60 metri, a volte oltre i 100, con pareti in continuo movimento plastico. Al di sotto dei 50-60 metri il ghiaccio assume comportamento plastico e tende a collassare sulle cavità aperte.[6][1]
La finestra temporale per operare è molto ristretta: settembre e ottobre, quando rallenta la fusione estiva ma non sono ancora iniziate le nevicate autunnali. Il rischio principale è l’improvvisa risalita delle acque interne: nel Ghiacciaio del Marconi, in Patagonia, gli speleologi italiani documentarono una risalita di 30 metri in meno di mezz’ora.[4][1]
L’equipaggiamento comprende corde statiche, imbracatura, casco, muta stagna e data logger per il monitoraggio delle temperature e dei flussi idrici interni. Negli anni più recenti si sono aggiunte strumentazioni più sofisticate: scanner LiDAR per la mappatura 3D delle cavità, distanziometri laser e sensori ambientali per il monitoraggio del microclima glaciale. Il ghiacciaio si comporta come un laboratorio carsico accelerato: fenomeni che nelle grotte in roccia richiedono migliaia di anni si osservano qui in scala stagionale.[2][7][8]
Il 1° Incontro di Speleologia Glaciale a Saronno (2013): nasce una comunità
Il 2 febbraio 2013, a Saronno (VA), si svolse il Primo Incontro di Speleologia Glaciale, organizzato dal Progetto Speleologia Glaciale (PSG) presso la sezione CAI locale. La partecipazione fu superiore alle attese: circa cinquanta speleologi da Lombardia, Piemonte e Liguria, in rappresentanza di nove gruppi speleologici.[9][2]
Il PSG era nato nel 2008 su iniziativa del Gruppo Speleologico CAI Varallo, del Gruppo Grotte CAI Saronno e del Gruppo Grotte Milano CAI-SEM. Il suo obiettivo era esplorare e monitorare nel tempo le cavità endoglaciali e subglaciali dei principali ghiacciai alpini, documentandone le trasformazioni morfologiche e idrologiche. L’incontro del 2013 rappresentò il primo momento di confronto aperto tra tutti gli attori di questa disciplina e gettò le basi per collaborazioni future tra gruppi e singoli.[2][4]
Il programma prevedeva la presentazione del Progetto Speleologia Glaciale da parte di Paolo Testa (GS CAI Varallo), le esplorazioni sul Ghiacciaio del Morteratsch a cura di Paola Tognini (Gruppo Grotte Milano), e altri contributi sulle tecniche esplorative. Quella giornata fu fondamentale: la glaciospeleologia italiana trovò una voce comune e un’identità collettiva riconoscibile.[10][2]
Convegno “Vuoto e Ghiaccio” (2018): speleologi e glaciologi, finalmente insieme
Il 22 settembre 2018, a Novara (frazione Agognate), il Gruppo Grotte CAI Novara organizzò il convegno nazionale “Vuoto e Ghiaccio: Speleologia e Scienza nelle Grotte Glaciali Italiane” per celebrare i propri quarant’anni di fondazione. L’intento era costruire un ponte tra il mondo speleologico e quello accademico-glaciologico, due mondi che fino ad allora avevano percorso strade parallele.[11][12]
La risposta fu tale da rendere necessaria la chiusura anticipata delle iscrizioni per esaurimento posti. Erano presenti oltre ottanta specialisti tra glaciologi, geologi, geografi, biologi e speleologi, provenienti da realtà accademiche e speleologiche di varie regioni italiane. Il programma affrontò le esplorazioni speleologiche nei ghiacciai italiani per aree geografiche, lo stato dei ghiacciai del Monte Rosa visti dall’interno, e i punti di contatto tra speleologia glaciale e scienza glaciologica.[12][11]
Parallelamente al convegno vennero allestite mostre fotografiche del Gruppo Speleologico E.A. Martel di Genova e del Gruppo Grotte Saronno CAI. “Vuoto e Ghiaccio” segnò un punto di svolta: per la prima volta, in modo strutturato e sistematico, speleologi e glaciologi si trovarono a condividere dati, metodi e osservazioni sullo stesso fenomeno.[11]
Il conto alla rovescia: quanti anni restano per esplorare i ghiacciai alpini?
Le proiezioni scientifiche parlano chiaro. Uno studio pubblicato su Nature Climate Change nel dicembre 2025 calcola per la prima volta quanti ghiacciai scompariranno e quando. Nello scenario più ottimistico, quello che rispetta gli Accordi di Parigi con un riscaldamento contenuto a +1,5°C, entro il 2100 sopravviverà appena il 12% dei ghiacciai alpini, pari a circa 430 ghiacciai su 3.000. Se il riscaldamento raggiungerà i +2,7°C — la traiettoria attuale — la percentuale scenderà al 3%, circa cento ghiacciai.[13]
Per l’Italia il quadro è ancora più preciso. Il rapporto di Greenpeace Italia del marzo 2026, elaborato in collaborazione con il Politecnico di Zurigo, stima che senza interventi significativi entro il 2050 si perderà quasi la metà (il 48,5%) della superficie attualmente coperta dai ghiacciai sulle Alpi italiane, e entro il 2100 il 94%. Dal 2000 a oggi sono già scomparsi 136 ghiacciai sulle Alpi italiane.[14][15]
Il ghiacciaio dei Forni, il più grande ghiacciaio vallivo delle Alpi italiane, potrebbe ridursi entro fine secolo al solo 5% del suo attuale volume. La metà del ghiaccio nelle Alpi scomparirà già entro il 2050. Lo stesso studio avverte che in alcune regioni alpine più della metà dei ghiacciai scomparirà nei prossimi 10 o 20 anni, nella scala temporale di una generazione.[16][13]
Per la glaciospeleologia questo significa una pressione temporale senza precedenti. Le grotte glaciali si formano e scompaiono nel giro di una stagione. I ghiacciai che le contengono sono destinati a sparire nel giro di pochi decenni. La speleologia glaciale ha davanti a sé un archivio naturale in via di distruzione, e il tempo per esplorarlo, cartografarlo e comprenderlo si riduce ogni estate che passa. Il lavoro dei pionieri italiani degli anni Ottanta ha aperto una porta. Tenerla aperta, ora, è una questione di urgenza scientifica.[17][18][2]
Ghiaccio, ultima frontiera: gli speleologi italiani dentro i ghiacciai alpini tra storia, scienza e urgenza climatica
Panorama generale
La glaciospeleologia studia cavità, condotti idrici, mulini glaciali e spazi di contatto che si aprono all’interno o alla base dei ghiacciai; è una disciplina di frontiera perché unisce tecnica speleologica, glaciologia, idrologia e rilievo in ambienti estremamente instabili. In Italia questo campo ha trovato uno dei suoi motori più originali in gruppi speleologici e ricercatori che hanno lavorato tra Monte Rosa, Alpi Venoste, Alpi Giulie e altri settori alpini, spesso con un approccio pionieristico poi diventato riferimento internazionale.[^1][^2][^3][^4][^5][^6]
L’interesse per queste esplorazioni non è soltanto tecnico o avventuroso. Le cavità glaciali permettono di osservare processi che normalmente restano invisibili: la circolazione dell’acqua di fusione, l’evoluzione dei canali endoglaciali, la risposta del ghiaccio alle variazioni di temperatura e l’emersione di archivi climatici o ecosistemi fragili che si conservano nel freddo sotterraneo. Proprio per questo la glaciospeleologia è diventata anche un osservatorio diretto sulla crisi climatica contemporanea.[^7][^8][^9][^10][^11][^12]
Una storia italiana di esplorazione
La speleologia italiana ha una lunga tradizione di esplorazione scientifica, ma il passaggio verso i ghiacciai ha richiesto un adattamento radicale di metodi, attrezzature e mentalità, perché i vuoti nel ghiaccio non sono cavità “stabili” nel senso carsico del termine: si formano, collassano, migrano e scompaiono in tempi rapidissimi. Questo carattere effimero è uno dei tratti che rende le grotte glaciali tanto affascinanti quanto difficili da documentare.[^13][^4][^14][^15][^16]
Nel racconto della glaciospeleologia italiana ricorre con forza il ruolo de La Venta, associazione che ha portato la cultura dell’esplorazione geografica dentro i ghiacciai alpini e fuori dall’Italia, contribuendo a fare della disciplina un campo riconosciuto anche oltre l’ambiente speleologico tradizionale. Il lavoro sul Gorner e su altri grandi ghiacciai ha mostrato che gli speleologi non entrano soltanto “dentro il ghiaccio”, ma dentro il sistema idrologico vivo del ghiacciaio, mappandone gallerie e transizioni con strumenti sempre più sofisticati.[^8][^17][^18][^1]
Un’altra figura decisiva è Giovanni Badino, fisico, speleologo e autore che ha dato alla disciplina un impianto teorico raro, leggendo le cavità glaciali non come curiosità occasionali ma come manifestazioni di processi fisici rigorosi, dalla termodinamica del ghiaccio alla dinamica dei mulini glaciali. La sua eredità è importante anche perché ha contribuito a saldare esplorazione e scienza: l’atto di entrare in una cavità glaciale diventa misura, interpretazione e modello, non semplice impresa sportiva.[^19][^20][^21][^6]
Dove si concentra la ricerca
Le aree di maggiore interesse non coincidono con una sola regione alpina. Il Monte Rosa e il ghiacciaio del Belvedere sono diventati simbolici per la scoperta e la documentazione di grandi cavità effimere, in alcuni casi presentate come tra le più sviluppate dell’arco alpino. Questi ambienti hanno attirato l’attenzione perché mostrano in forma spettacolare quanto rapidamente possano nascere e scomparire i sistemi ipogei nel ghiaccio.[^14][^22][^23]
Nelle Alpi Giulie e nel massiccio del Canin l’attenzione si sposta soprattutto sul ghiaccio ipogeo custodito in grotte carsiche d’alta quota. Qui il progetto C3 ha lavorato sulla criosfera sotterranea come archivio climatico e geomorfologico, cercando di capire l’origine, l’età e l’evoluzione di depositi di ghiaccio che possono conservare informazioni sulla Piccola Età Glaciale e sulle variazioni più recenti del microclima alpino. Questa linea di ricerca è cruciale perché riguarda ghiaccio nascosto, meno visibile del ghiacciaio vallivo ma non meno vulnerabile.[^24][^9][^25][^26][^27]
Altri contesti italiani e transfrontalieri, come Morteratsch, Pers, Forni o le aree delle Alpi Venoste, mostrano invece la dimensione più dinamica della glaciospeleologia contemporanea: cavità di contatto, condotti drenanti, mulini e sistemi temporanei osservati durante finestre stagionali sempre più brevi. In questi casi la ricerca dipende spesso dalla rapidità con cui le squadre riescono a entrare, rilevare e uscire prima che il sistema cambi o collassi.[^28][^3][^29][^30][^31]
Come si entra in un ghiacciaio
Entrare in un ghiacciaio non equivale a una normale progressione in grotta. Il vuoto è scavato dall’acqua di fusione, il tetto è ghiaccio in movimento, le pareti possono richiudersi o cedere, e l’intero assetto della cavità può cambiare in poche ore in funzione di temperatura, insolazione e portata idrica. Questo rende essenziale una lettura continua delle condizioni meteorologiche e idrologiche, oltre a un approccio molto prudente nella scelta delle finestre operative.[^2][^29][^10][^15][^7]
Le tecniche usate derivano dalla speleologia verticale, ma vengono adattate a materiali e geometrie particolari: viti da ghiaccio, ancoraggi mobili, corde posizionate in ambienti bagnati e abrasivi, progressione su pareti lisce o instabili e rilievo tridimensionale di condotti che possono modificarsi tra un sopralluogo e il successivo. Negli ultimi anni si sono aggiunti rilievi digitali, fotogrammetria, scansioni e procedure di modellazione 3D che aiutano a confrontare nel tempo la rapida metamorfosi di queste cavità.[^4][^17][^18][^15]
Il ghiacciaio visto da dentro
L’interesse scientifico principale delle cavità glaciali è che mostrano il funzionamento interno dei ghiacciai. Attraverso i condotti endoglaciali e subglaciali si osserva come l’acqua di fusione concentri il drenaggio, allarghi fratture, scavi pozzi e riorganizzi il reticolo interno in risposta agli eventi meteorologici. In altre parole, le grotte di ghiaccio rendono visibile il sistema circolatorio del ghiacciaio.[^29][^10][^7][^2][^4]
Queste osservazioni hanno valore glaciologico generale. La forma dei canali, la presenza di cavità di contatto tra ghiaccio e roccia, la comparsa di grandi pozzi verticali e la velocità con cui un percorso si apre o si chiude forniscono indizi sulla pressione dell’acqua, sulla fusione interna e sul modo in cui il ghiacciaio dissipa energia e massa. La glaciospeleologia, quindi, non è solo descrizione di forme rare, ma uno strumento diretto per interpretare la dinamica di fusione.[^17][^6][^2][^8][^29]
Archivi climatici nascosti
Una delle acquisizioni più importanti degli ultimi anni è che il ghiaccio conservato nelle grotte alpine può funzionare da archivio paleoclimatico. Nel Canin e in altre cavità con ghiaccio perenne, stratificazioni, inclusioni e caratteristiche isotopiche aiutano a ricostruire l’origine dei depositi e a collegarli a fasi fredde del passato, inclusa la Piccola Età Glaciale. Questi corpi di ghiaccio sono preziosi perché integrano le informazioni ottenute dai ghiacciai di superficie e dai sedimenti esterni.[^25][^26][^32][^24]
La loro importanza è accentuata dal fatto che molti di questi depositi si trovano in ambienti protetti dalla radiazione diretta, quindi reagiscono al riscaldamento con tempi e modalità diverse rispetto ai ghiacciai vallivi. Proprio questa apparente inerzia li rende sensori climatici utili: quando il microclima ipogeo cambia in modo persistente, il segnale è spesso inequivocabile.[^33][^34][^35][^36]
Biodiversità ed ecosistemi invisibili
Le grotte con ghiaccio non sono solo archivi fisici. Diversi lavori divulgativi e scientifici richiamano l’attenzione sul fatto che la criosfera sotterranea ospita comunità microbiche, forme di vita specializzate e relazioni ecologiche poco note, che possono essere alterate dalla fusione o dalla destabilizzazione dei depositi glaciali. L’interesse biologico è forte soprattutto nelle cavità dove persistono freddo, umidità costante e isolamento.[^37][^38][^39][^40][^41]
La perdita del ghiaccio non implica quindi soltanto la scomparsa di una forma geomorfologica. Significa anche trasformazione di habitat e possibile rilascio di materiale biologico o chimico finora intrappolato nel freddo, tema che negli ultimi anni è diventato oggetto di crescente attenzione scientifica e mediatica.[^42][^43][^41]
La crisi climatica osservata sottoterra
Le Alpi stanno perdendo ghiaccio rapidamente e il contesto generale è ben documentato da campagne di monitoraggio, enti territoriali e iniziative dedicate all’Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai 2025. In questo quadro, le esplorazioni speleologiche mostrano un aspetto spesso meno visibile della crisi: non solo l’arretramento frontale dei ghiacciai, ma la riorganizzazione accelerata dei loro vuoti interni, con cavità che collassano, si svuotano o si aprono dove prima non esistevano.[^11][^16][^44][^12][^8][^14]
Questo fa della glaciospeleologia una disciplina di “urgenza”. Gli speleologi documentano ambienti che in molti casi non saranno più accessibili, o non esisteranno più, dopo una o due stagioni estive. Il valore della documentazione aumenta proprio perché il tempo disponibile si sta restringendo.[^45][^46][^16][^8][^14][^11]
Dalla misura storica alla sorveglianza avanzata
La storia dei ghiacciai alpini italiani è stata costruita anche da reti di osservatori volontari e scientifici che per decenni hanno misurato fronti, variazioni di massa e dinamiche morfologiche. La glaciospeleologia si inserisce in questa tradizione, ma la spinge verso l’interno del ghiacciaio, dove la misura storica classica non arrivava.[^3][^5][^47][^2]
Oggi questa continuità tra volontariato e scienza si traduce nell’integrazione tra esplorazione diretta, sensori, rilievi ad alta risoluzione e interpretazione interdisciplinare. In pratica, il sapere accumulato dagli speleologi sul terreno diventa utile non solo per raccontare un ambiente estremo, ma per monitorare la sua trasformazione con un dettaglio altrimenti difficilmente ottenibile.[^5][^18][^3][^17]
Figure, gruppi e luoghi chiave
Ambito Contributo principale Rilevanza Giovanni Badino Ha elaborato una lettura fisica e genetica delle cavità glaciali e dei mulini glaciali Ha dato basi teoriche solide alla glaciospeleologia italiana.[^19][^20][^6] La Venta Ha promosso esplorazioni, rilievi e divulgazione nei grandi ghiacciai alpini, in particolare sul Gorner Ha internazionalizzato il ruolo degli speleologi italiani nel settore.[^1][^17][^18] Progetto C3 / CGEB Trieste Ha studiato il ghiaccio ipogeo del Canin come archivio climatico Ha collegato speleologia, paleoclima e monitoraggio della criosfera sotterranea.[^9][^25][^26] Monte Rosa / Belvedere Ha offerto esempi emblematici di grandi cavità glaciali effimere È diventato simbolo della velocità con cui questi ambienti nascono e scompaiono.[^22][^23] Forni, Morteratsch, Pers, Venoste Hanno fornito campi di esplorazione e osservazione di condotti attivi e cavità di contatto Mostrano la varietà geomorfologica e idrologica delle esplorazioni alpine contemporanee.[^28][^3][^31]
Che cosa si rischia di perdere
La scomparsa delle cavità glaciali e del ghiaccio ipogeo comporta almeno quattro perdite simultanee. Si perde un laboratorio naturale per capire il drenaggio e la dinamica interna dei ghiacciai. Si perdono archivi climatici conservati in stratificazioni di ghiaccio sotterraneo. Si perdono habitat freddi e forme di biodiversità poco conosciute. Si perde infine un patrimonio culturale e tecnico fatto di saperi esplorativi, rilievi e memoria di ambienti irripetibili.[^10][^26][^41][^24][^37][^7][^2][^14]
Il punto più importante è che queste perdite non sono future in senso astratto: sono già in corso. Le cronache recenti dedicate alle grotte glaciali insistono sulla loro crescente instabilità e sulla rapidità delle trasformazioni innescate da estati più calde, piogge intense e stagioni di fusione più lunghe.[^16][^8][^29]
Perché questo tema conta oggi
L’Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai 2025 ha portato attenzione pubblica sul legame tra ghiaccio, disponibilità idrica, rischio naturale e memoria climatica. La glaciospeleologia aggiunge a questo dibattito un messaggio forte: la crisi non si vede solo nelle fotografie comparative dei fronti glaciali, ma anche negli spazi nascosti che il ghiaccio crea e subito distrugge.[^44][^48][^12][^45][^8][^16]
Per il mondo speleologico italiano il tema è quindi doppio. Da un lato c’è la continuità con una tradizione di esplorazione scientifica capace di entrare in ambienti estremi e descriverli con precisione. Dall’altro c’è l’urgenza di documentare sistemi che stanno cambiando più rapidamente della capacità di studiarli con continuità.[^46][^13][^3][^14][^11]
Tracce per un taglio editoriale
Per un articolo o dossier rivolto a lettori di speleologia, il tema funziona bene se viene costruito su tre assi intrecciati.
- Storia: raccontare come gli speleologi italiani siano passati dall’esplorazione delle grotte carsiche alla comprensione dei vuoti glaciali, valorizzando figure come Badino e gruppi come La Venta.[^6][^1][^19]
- Scienza: mostrare che entrare in un ghiacciaio significa osservare idrologia, termodinamica, paleoclima ed ecosistemi con una prospettiva unica.[^26][^7][^10]
- Urgenza climatica: spiegare che queste cavità sono ambienti effimeri, oggi ancora più instabili, e che la loro documentazione è una corsa contro il tempo.[^45][^8][^16]
Chiusura
Definire il ghiaccio come “ultima frontiera” non è una formula retorica. Per gli speleologi italiani i ghiacciai alpini sono davvero un confine mobile tra esplorazione, ricerca e testimonianza, perché obbligano a entrare in ambienti che esistono mentre stanno già cambiando. In questo senso la glaciospeleologia è una pratica scientifica del presente ma anche della perdita: osserva il ghiaccio dall’interno proprio mentre quel mondo si assottiglia, si frammenta e in parte scompare.[^2][^8][^14][^46][^11]
References
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Fonti
[1] [PDF] Grotte e mulini glaciali – LA VENTA Esplorazioni Geografiche https://www.laventa.it/documenti/grotte-e-mulini-glaciali_16275.pdf
[2] Glaciospeleologia: documentazione dell’esplorazione delle grotte … https://www.scintilena.com/speleologia-glaciale-lesplorazione-della-grotta-del-pitztaler-gletscher/01/04/
[3] I ghiacciai degli speleologi – Lo Scarpone https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/ghiacciai-speleologi/
[4] Gruppo di Lavoro Glaciospeleologia | speleolombardia.it https://speleolombardia.wordpress.com/commissione-scientifica/gruppo-di-lavoro-glaciospeleologia/
[5] [PDF] La scoperta dei mulini glaciali https://www.nimbus.it/meteoshop/Estratti/Nimbus/2326mulini.pdf
[7] Tecnologia Speleologica: I Nuovi Strumenti per Esplorare le Grotte https://www.scintilena.com/tecnologia-speleologica-i-nuovi-strumenti-per-esplorare-le-grotte/08/21/
[8] Mappe dall’Oscurità: Come si Crea la Cartografia del … – Scintilena https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-si-crea-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo/10/05/
[9] Cosa è stato il Primo Incontro di Speleologia Glaciale… https://speleolombardia.wordpress.com/2013/02/23/cosa-e-stato-il-primo-incontro-di-speleologia-glaciale/
[10] [PDF] Programma: “Il Progetto Speleologia Glaciale” Paolo Testa (Gruppo … https://speleolombardia.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/01/locandina-1c2b0-incontro-di-speleologia-glaciale-saronno-2013.pdf
[11] Vuoto e Ghiaccio – Speleologia e scienza nelle grotte glaciali italiane https://www.estmonterosa.it/11-eventi-e-notizie/eventi-e-notizie-delle-sezioni/414-vuoto-e-ghiaccio-speleologia-scienza-grotte-glaciali-italiane-cs-convegno-agognate-novara-22-settembre-2018.html
[12] CONVEGNO DI GLACIOSPELEOLOGIA – IL PROGRAMMA https://cainovara.it/convegno-di-glaciospeleologia-2/
[13] Addio ai ghiacciai alpini: anche salvando il clima ne … https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/657857/addio-ai-ghiacciai-alpini-anche-salvando-il-clima-ne-restera-solo-una-manciata.html
[14] Ghiacciai italiani, addio entro fine secolo: nuovo studio Greenpeace https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/26731/giornata-mondiale-ghiacciai-rapporto-greenpeace-addio-ai-giganti-bianchi-alpini-italiani-entro-fine-secolo/
[15] Greenpeace: «Potremmo perdere metà dei ghiacciai entro il 2025» – Terra Nuova https://www.terranuova.it/news/ambiente/greenpeace-potremmo-perdere-meta-dei-ghiacciai-entro-il-2025
[16] Entro il 2100 il 92% dei ghiacciai alpini si scioglieranno https://www.biosost.com/index.php/sostenibilita/clima-cosa-sappiamo/cambiamenti-climatici-quali-sono-le-evidenze-come-si-misurano/132-10-04-19
[17] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/
[18] Il Surriscaldamento Arriva nelle Profondità delle Alpi https://www.scintilena.com/il-surriscaldamento-arriva-nelle-profondita-delle-alpi-gli-impatti-sul-microclima-delle-grotte/12/12/
[19] Cave-Monitoring-Reports_IIS_eng_printable (1).pdf https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/aac47009-36b6-414c-a17d-a894fd324d3c/Cave-Monitoring-Reports_IIS_eng_printable-1.pdf
[20] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[21] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[22] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt
[23] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[24] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/page/102/?c=5
[25] Gli ultimi ghiacci: incontro e apertura serale al Museo Kosmos di Pavia https://www.scintilena.com/gli-ultimi-ghiacci-incontro-e-apertura-serale-al-museo-kosmos-di-pavia/06/06/
[26] L’Archivio Eternale dei Ghiacci: Il Santuario Climatico … – Scintilena https://www.scintilena.com/larchivio-eternale-dei-ghiacci-il-santuario-climatico-sotterraneo-dellantartide/01/16/
[27] Gli speleologi italiani esplorano l’Hintereis Ferner e scoprono oltre … https://www.scintilena.com/gli-speleologi-italiani-esplorano-lhintereris-ferner-e-scoprono-oltre-20-obiettivi-da-documentare/07/18/
[28] Dentro i Ghiacciai Alpini: Una Serata di Esplorazioni e Ricerche https://www.scintilena.com/dentro-i-ghiacciai-alpini-una-serata-di-esplorazioni-e-ricerche/11/17/
[29] Scioglimento dei ghiacciai: cause e conseguenze future – Wise Society https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/scioglimento-dei-ghiacciai-cause-e-scenari-futuri/
[30] 12 https://aineva.it/wp-content/uploads/Pubblicazioni/Rivista96/NV96_06.pdf
[31] Ultimi passi nel ghiacciaio del Rodano? – RSI https://www.rsi.ch/info/svizzera/Ultimi-passi-nel-ghiacciaio-del-Rodano–1834112.html
[32] [PDF] VUOTO E GHIACCIO Speleologia e scienza nelle grotte glaciali … https://www.gruppogrottenovara.it/assets/files/Labirinti37.pdf
[33] niente o troppa – la GlacioSpeleologia di Giovanni Badino (Rete 4) https://www.youtube.com/watch?v=vXaxdYZuFtQ
[34] Il surriscaldamento arriva nelle profondità delle Alpi: gli impatti sul microclima delle grotte https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/ambiente/2024/il-surriscaldamento-arriva-nelle-profondit%C3%A0-delle-alpi-gli-impatti-sul-microclima-delle-grotte
[35] Chronometric data and stratigraphic evidence support discontinuity between Neanderthals and early Homo sapiens in the Italian Peninsula https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11399134/
[36] Convegno a Novara: VUOTO e GHIACCIO Speleologia e scienza … https://www.scintilena.com/convegno-a-novara-vuoto-e-ghiaccio-speleologia-e-scienza-nelle-grotte-glaciali-italiane/07/18/
[37] Premio Badino – seconda edizione 2025: un riconoscimento all … https://www.scintilena.com/premio-badino-2025-al-via-la-seconda-edizione-del-riconoscimento-speleologico-internazionale/04/14/
[38] Come gli speleologi ricordano il 2013… le cose da ricordare … https://www.scintilena.com/come-gli-speleologi-ricordano-il-2013-le-cose-da-ricordare/12/31/
[39] VUOTO E GHIACCIO – Convegno di speleologia glaciale a Novara https://www.scintilena.com/vuoto-e-ghiaccio-convegno-di-speleologia-glaciale-a-novara-22-settembre-2018-prima-circolare/04/05/
[40] storia e ruolo nella speleologia e tutela ambientale – Scintilena https://www.scintilena.com/75-anni-della-societa-speleologica-italiana-storia-e-ruolo-nella-speleologia-e-tutela-ambientale/06/25/
[41] Speleologia Glaciale nelle Alpi Venoste: L’evento di Bolzano sui … https://www.scintilena.com/speleologia-glaciale-nelle-alpi-venoste-levento-di-bolzano-sui-ghiacciai-e-le-grotte-glaciali/11/11/
[42] Sopra e Sotto il Carso: l’editoria speleologica va alla scoperta del … https://www.scintilena.com/sopra-e-sotto-il-carso-leditoria-speleologica-va-alla-scoperta-del-mondo-ipogeo-tra-esplorazioni-raduni-e-premi-per-la-ricerca-scientifica/05/06/
[43] Ghiaccio bollente: esplorazioni glaciovulcaniche in Islanda – Scintilena https://www.scintilena.com/ghiaccio-bollente-esplorazioni-glaciovulcaniche-in-islanda/08/07/
[44] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/803/?%2Fwp-admin%2Finstall_php&wpmp_switcher=mobile
[45] Dentro i ghiacciai vallivi: cosa sta succedendo sotto la superficie del … https://www.scintilena.com/dentro-i-ghiacciai-vallivi-cosa-sta-succedendo-sotto-la-superficie-del-ghiaccio-alpino/03/08/
[46] “Di ghiaccio e di fuoco”: Andrea Benassi racconta le grotte … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-andrea-benassi-racconta-le-grotte-glaciovulcaniche-a-lugo-di-romagna/03/19/
[47] A Lettomanoppello viaggio nella speleologia glaciale tra Gorner e … https://www.scintilena.com/a-lettomanoppello-viaggio-nella-speleologia-glaciale-tra-gorner-e-aletsch/11/12/
[48] Tracce di glaciazioni antiche nei Monti Lessini: scoperte … – Scintilena https://www.scintilena.com/tracce-di-glaciazioni-antiche-nei-monti-lessini-scoperte-nelle-prealpi-venete/08/08/
[49] Giovanni Badino – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Badino
[50] Didattica – Chi è Giovanni Badino? – Gruppo Puglia Grotte https://www.gruppopugliagrotte.it/corso/25/badino.htm
[51] Come gli speleologi ricordano il 2013… le cose da ricordare https://it.paperblog.com/come-gli-speleologi-ricordano-il-2013-le-cose-da-ricordare-2122085/
[52] Eventi – Comitato Scientifico Centrale https://csc.cai.it/category/notizie/eventi/page/8/
[53] [PDF] Giovanni BADINO https://www.laventa.it/documenti/curriculum/BADINO.pdf
[54] Addio al grande speleologo Giovanni Badino – Up-Climbing https://www.up-climbing.com/ghiaccio-misto/news-ghiaccio-misto/addio-speleologo-giovanni-badino-2/
[55] [PDF] il geco 3 – Gruppo Grotte Saronno https://www.gruppogrottesaronno.com/wp-content/uploads/2023/05/geco3.pdf
[56] [PDF] VUOTO e GHIACCIO – CAI Novara https://cainovara.it/wp-content/uploads/2018/07/convegno.pdf
[57] Il CNSAS e la I Delegazione Speleologica ricordano Giovanni … https://www.cnsas.it/2017/08/13/il-cnsas-e-la-i-delegazione-speleologica-ricordano-giovanni-badino-recentemente-scomparso/
[58] Future Hydrology of the Cryospheric Driven Lake Como Catchment in Italy under Climate Change Scenarios https://www.mdpi.com/2225-1154/9/1/8/pdf?version=1610586126
[59] IT-SNOW: a snow reanalysis for Italy blending modeling, in situ data, and satellite observations (2010–2021) https://essd.copernicus.org/articles/15/639/2023/essd-15-639-2023.pdf
[60] Il Pianeta in Bancarotta Idrica: Una Ricerca Approfondita sulla Crisi … https://www.scintilena.com/il-pianeta-in-bancarotta-idrica-una-ricerca-approfondita-sulla-crisi-globale-dellacqua/01/26/
[61] Sicurezza in grotta https://www.scintilena.com/sicurezza-in-grotta/03/17/
[62] Tecniche di progressione in grotta – Scintilena https://www.scintilena.com/tecniche-di-progressione-in-grotta/03/17/
[63] Organizzazione di una spedizione speleologica https://www.scintilena.com/organizzazione-di-una-spedizione-speleologica/03/17/
[64] Esplorazione e ricerca in grotta https://www.scintilena.com/esplorazione-e-ricerca-in-grotta/03/17/
[65] Monitoraggio Climatico Sotterraneo: Un Progetto … https://www.scintilena.com/monitoraggio-climatico-sotterraneo-un-progetto-speleologico-per-comprendere-il-cambiamento-climatico/01/07/
[66] CaveWhere: rilievo speleo 3D per tutti – Scintilena https://www.scintilena.com/cavewhere-rilievo-speleo-3d-per-tutti/05/05/
[67] Tracciamento aereo sotterraneo: tutte le tecniche per seguire l’aria … https://www.scintilena.com/tracciamento-aereo-sotterraneo-tutte-le-tecniche-per-seguire-laria-nelle-grotte/03/13/
[68] Studio sulle Alpi, clima passato e proiezioni future https://www.informatrieste.eu/ts/blog/studio-sulle-alpi-clima-passato-e-proiezioni-future/
[69] [PDF] corde-speleo.pdf – Rescue wild https://rescuewildwater.eu/wp-content/uploads/2024/12/corde-speleo.pdf
[70] [PDF] Manuale di Tecnica di Traversate in Grotta https://www.gsav.org/pagine/manuali/m-ttg.pdf
[71] Ghiaccio che cola – RSI https://www.rsi.ch/info/oltre-la-news/Ghiaccio-che-cola–702750.html
[72] [PDF] SOMMARIO – Federazione Speleologica Toscana http://www.speleotoscana.it/3/wp-content/uploads/2017/03/interno-40.pdf
[73] Lezione 4: Le Basi dell’Esplorazione – Corde … – Facebook https://www.facebook.com/gruppospeleostatte/posts/-lezione-%F0%9D%9F%B0-%F0%9D%97%9F%F0%9D%97%B2-%F0%9D%97%95%F0%9D%97%AE%F0%9D%98%80%F0%9D%97%B6-%F0%9D%97%B1%F0%9D%97%B2%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%98%F0%9D%98%80%F0%9D%97%BD%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%BC%F0%9D%97%BF%F0%9D%97%AE%F0%9D%98%87%F0%9D%97%B6%F0%9D%97%BC%F0%9D%97%BB%F0%9D%97%B2-%F0%9D%97%96%F0%9D%97%BC%F0%9D%97%BF%F0%9D%97%B1%F0%9D%97%B2-%F0%9D%97%A1%F0%9D%97%BC%F0%9D%97%B1%F0%9D%97%B6-%F0%9D%97%B2-%F0%9D%97%A6%F0%9D%97%B6%F0%9D%97%B0%F0%9D%98%82%F0%9D%97%BF%F0%9D%97%B2%F0%9D%98%87%F0%9D%98%87%F0%9D%97%AE-dopo-esserci-immersi-/1509041817418368/
[74] Ghiacciai alpini, entro otto anni il picco dello scioglimento https://economiacircolare.com/ghiacciai-alpini-picco-scioglimento/
[75] Progressione in strettoia. Istruzioni per l’uso – gsb-usb https://www.gsb-usb.it/site/2020/02/08/progressione-in-strettoia-istruzioni-per-luso/
[76] Allarme Ghiacciai nelle Alpi: Solo il 12% Sopravvivrà al … https://edunews24.it/ricerca/allarme-ghiacciai-nelle-alpi-solo-il-12-sopravvivr-al-2100-se-la-temperatura-sale-di-15-gradi