Un nuovo studio su Mammal Review analizza lo sviluppo e l’uso delle gilde dei pipistrelli, raggruppamenti ecologici che aiutano a interpretare il ruolo delle specie negli ecosistemi.
Il concetto di gilda ecologica applicato ai pipistrelli
In ecologia, una gilda è un insieme di specie che sfruttano la stessa classe di risorse in modo simile.
Il mondo dei pipistrelli offre un esempio calzante di questa varietà di strategie.
Alcuni esemplari catturano gli insetti in volo in spazi aperti.
Altri prelevano le prede direttamente dalle superfici di foglie o tronchi.
Ci sono specie che si muovono agilmente tra la vegetazione fitta. Altre ancora sfiorano l’acqua per nutrirsi.
La dieta non è uniforme: molti chirotteri sono insettivori, altri consumano frutta, nettare, piccoli vertebrati, pesci e, in rari casi, sangue.
Anche la scelta dei rifugi e degli habitat è molto diversificata. Le gilde dei pipistrelli permettono di mettere ordine in questa complessità.
Un team internazionale di ricercatori ha pubblicato una revisione sistematica sulla rivista Mammal Review per fare il punto su come gli ecologi impiegano le gilde dei pipistrelli.
Il lavoro è frutto di una collaborazione tra Giappone, Italia e Lussemburgo. Sono stati analizzati centinaia di studi per capire quali sistemi di gilde vengano utilizzati e con quali criteri.
I cinque sistemi principali di gilde dei pipistrelli
Dalla revisione, che ha selezionato 658 lavori scientifici, emerge un dato chiaro. Il 99 per cento degli studi esaminati usa una combinazione di cinque grandi sistemi di gilde dei pipistrelli.
Il primo è la gilda trofica, basata sulla dieta.
Il secondo riguarda il tipo di habitat.
Il terzo è la modalità di foraggiamento.
Il quarto si fonda sull’ecolocalizzazione.
Il quinto prende in esame i rifugi.
La maggior parte di questi sistemi si concentra sulle strategie di alimentazione.
Spesso i ricercatori assegnano una specie a una gilda analizzando il disegno dei richiami di ecolocalizzazione e la morfologia alare.
Questi tratti forniscono indizi concreti su come un pipistrello si muove e caccia.
La revisione pubblicata su Mammal Review fornisce così una panoramica aggiornata sull’uso delle gilde dei pipistrelli.
La distribuzione geografica e le specie studiate
L’analisi ha preso in esame anche la copertura geografica e tassonomica degli studi.
Quasi la metà delle ricerche, il 47 per cento, è stata condotta nella regione Neotropicale.
Un dato che rivela un interesse scientifico concentrato in alcune aree del pianeta.
Complessivamente, le ricerche basate sulle gilde dei pipistrelli hanno coinvolto il 71 per cento delle specie valide esistenti.
Il 93 per cento dei generi e tutte le famiglie sono rappresentati. Solo il 9 per cento degli studi ha incluso membri della famiglia Pteropodidae.
Le gilde dei pipistrelli si confermano uno strumento utile per studiare la ripartizione delle risorse. Consentono di identificare specie che hanno sviluppato convergenze adattative. Aiutano a comprendere le risposte dei chirotteri ai disturbi ecologici e alle iniziative di conservazione.
Lacune nella ricerca e indicazioni per il futuro
La revisione segnala alcune lacune. Le gilde basate sui rifugi richiedono ulteriori approfondimenti e un affinamento dei criteri.
Le regioni Indomalese e Afrotropicale risultano fortemente sotto-studiate. Il team raccomanda ai ricercatori di indicare sempre in modo esplicito i criteri utilizzati per assegnare le specie a una gilda. Suggerisce inoltre di specificare con precisione il tipo di gilda impiegata nello studio.
Questo lavoro di sintesi contribuisce a rendere più chiaro un campo concettualmente articolato. L’obiettivo è migliorare la comprensione del ruolo ecologico delle diverse specie di pipistrelli. Le gilde dei pipistrelli rappresentano una chiave di lettura per interpretare la biodiversità e orientare le strategie di tutela. L’abstract dell’articolo è disponibile online.
Il testo completo può essere richiesto direttamente agli autori anche attraverso ResearchGate.
Fonti:
Fonte primaria (articolo scientifico)
· Titolo: Understanding Bat Guilds: A Systematic Review of Their Development, Uses and Research Implications
· Autori: Jenkins, S. H., H. Doi, D. Russo, K. Kravchenko, and C. E. Vincenot
· Rivista: Mammal Review, volume 56, numero 2, articolo e70037 (maggio 2026)
· DOI: https://doi.org/10.1111/mam.70037
· Link alla pagina dell’editore (Wiley Online Library):
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/mam.70037
Fonte secondaria (pagina ResearchGate per richiedere il PDF)
· Titolo sulla piattaforma: Understanding Bat Guilds: A Systematic Review of Their Development, Uses and Research Implications
· Link ResearchGate:
https://www.researchgate.net/publication/404759753_Understanding_Bat_Guilds_A_Systematic_Review_of_Their_Development_Uses_and_Research_Implications
Tutti i dati riportati nell’articolo (percentuali, numero di studi analizzati, distribuzione geografica, lacune della ricerca, ecc.) sono stati ricavati dal testo descrittivo e dall’abstract