Speleologia in Val Daone: collegati Grotta di Aladino e Fontanone della Val Redoten in un unico sistema ipogeo di 10 km e 400 m di dislivello

Il 18 agosto 2025 Luigi Casati, con il supporto del Gruppo Grotte Brescia, ha realizzato la giunzione subacquea tra la Grotta di Aladino e il Fontanone della Val Redoten in Val Daone, confermando un unico sistema sotterraneo di 10 km e 400 m di dislivello.

Il collegamento avviene tramite un sifone unico di circa 1 km, con profondità massima di 53 m.

La Grotta di Aladino, scavata in una lente di marmo nell’Adamello e nota dal 1994, è alimentata dall’emissario del Lago di Casinei e attraversa il Monte Sedole fino alla sorgente del Fontanone.

L’esito arriva dopo decenni di esplorazioni e campagne speleosubacquee, con contributi storici di Gianni Guidotti e, nel 2024, di Simon Burja.

Restano diversi punti da esplorare. Il Gruppo Grotte Brescia auspica un maggiore coinvolgimento dell’amministrazione di Valdaone per facilitare permessi e attività future.

Giunzione Grotta di Aladino-Fontanone – Comunicato Stampa del GGB Gruppo Grotte Brescia

Straordinaria impresa realizzata il 18 agosto dallo speleosub lecchese Luigi Casati supportato dal Gruppo Grotte Brescia in Val Daone.

A 31 anni dalle prime esplorazioni giunge come un urlo liberatorio la notizia che la Grotta di Aladino e la sua sorgente Fontanone della Val Redoten siano fisicamente percorribili in un unico sistema sotterraneo di ben 10 km e 400 metri di dislivello. 

Il tratto sommerso che le unisce si è rivelato un unico sifone lungo un chilometro con una profondità massima di 53 metri.

Siamo in Val Daone, nota a tutti gli escursionisti per le sue peculiarità naturalistiche, nonché meta internazionale di ghiacciatori e arrampicatori.

E’ infatti tra i luoghi dove nasce e si diffonde l’arrampicata su ghiaccio fino ad ospitare le prime competizioni mondiali.

Mentre oggi rappresenta una vera mecca per boulderisti provenienti da tutta Europa, brulicanti sui massi alla base di pareti, tra l’altro, fitte di superbe vie sportive e in artificiale.

Parrebbe impossibile associare la Val Daone anche alle grotte, se queste non appartenessero davvero al suo aspetto più magico.

Scavata in una lente di marmo imprigionata nel granito dell’Adamello, la Grotta di Aladino è stata esplorata per ben 9 km di sviluppo e 350 metri di profondità dal Gruppo Grotte Brescia a partire dal 1994.

La prima parte della cavità era arcinota ai locali in quanto adibita riparo per la pastorizia e addirittura adattata a postazione bellica durante la prima guerra mondiale.

Ma nonostante varie segnalazioni, nessun speleologo voleva credere che lassù esistesse una vera grotta. 

Su segnalazione di Placido Corradi, l’entusiasta gestore della locanda alla Paia, fu Gerold Moroder nel 1993 a curiosare oltre la prima Sala del Ghiaccio: forte alpinista altoatesino e nell’occasione boscaiolo in forza alla Forestale, scese una condotta inclinata scoprendo che la grotta continuava a pozzi e meandri calandosi rocambolescamente fino a -200 metri di profondità.

Solo nel maggio 1994 gli speleologi bresciani, increduli all’ennesima segnalazione non trattandosi di territorio carsico, superarono il limite precedente scoprendone chilometriche prosecuzioni.

La storia ma soprattutto la bellezza degli ambienti, modellati dalla forza dell’emissario del Lago di Casinei che si perde nel sottosuolo, assomiglia ad una favola: da qui il nome di Grotta di Aladino.

Negli anni a seguire le esplorazioni proseguono anche subacquee nel tentativo di collegare la grotta con la sorgente del Fontanone situata 1 km più a Nord ma già nell’altro versante, in Val Redoten. 

Tesi per altro sostenuta da sempre da alcuni saggi boscaioli che trassero empiricamente prova della connessione dopo aver osservato che la segatura buttata nel torrente del Casinei usciva dal Fontanone!

Il primo a superare il sifone della sorgente fu il forte speleo fiorentino Gianni Guidotti che scoprì anche la sua prosecuzione aerea fino alla stretta partenza di un secondo sifone.

Da allora vari speleosub, tra tutti il fuoriclasse Luigi Casati di Lecco, si sono alternati stoicamente nel superamento di diversi sifoni, partendo sia dal basso che dall’alto, sfidando freddo ed oscurità pur di rendere percorribile questa ipotetica traversata la cui importanza sarebbe stata di livello internazionale.

Nell’autunno del 2024 il GGB organizza una potente campagna esplorativa coordinata da Matteo Rivadossi: “Nonostante il periodo piovoso il fortissimo speleosub sloveno Simon Burja, accompagnato due volte sul fondo attivo di Aladino a meno 350 m, riuscirà a percorrere un sifone di ben 600 metri fino alla profondità massima di 53 metri senza mai emergere.

La direzione punta a Nord, manco a dirlo verso la sorgente che contemporaneamente viene presa d’assalto dal grande Gigi Casati, autore di gran parte delle ricerche in acqua, deciso a proseguire nel secondo sifone oltre il suo limite di 220 metri a meno 50 raggiunto vent’anni prima!

Ma il livello dell’acqua nella stretta fessura verticale d’accesso impedirà in ben tre occasioni di entrare fisicamente nell’unico slargo dove indossare l’attrezzatura.

Traducendosi in un nulla di fatto, nonostante gli sforzi di Casati, dei due sub d’appoggio e delle nutrite squadre esterne che hanno movimentato quintali di attrezzature per intere giornate.

Si decide di rimandare il tutto all’estate 2025, confidando in una situazione idrica più favorevole.

A fine luglio con Gigi fissiamo la data: la settimana appena dopo Ferragosto, meteo permettendo.

Domenica 17 agosto la macchina organizzativa del GGB accompagna il giovane promettente Andrea Scipioni di Mantova al Fontanone con il compito di trasportare da solo del materiale oltre il primo sifone, riattrezzare un paio di cascate e soprattutto verificare l’accessibilità al secondo sifone.

Nel video poi girato a Casati c’è tutta la speranza di poterci provare l’indomani!

La gioia (e la fede…) vengono presto messe a dura prova da un forte temporale caduto a tarda sera ma fortunatamente la zona a monte pare risparmiata, incrociamo le dita.

Andrea purtroppo rientra per problemi lavorativi mentre Gigi questa volta sarà accompagnato nel trasporto materiali fino al secondo sifone da due speleosub da Prato e Pistoia: Alessandro Noferi e Paolo Lenaz.

Lunedì 18 il grande giorno: la squadra di portatori per l’ennesima volta trasporta la pesante attrezzatura dei tre subacquei prima per 2 km di sterrata poi lungo i ripidi 300 metri di dislivello fino all’ingresso.

E da lì su per una corda a fianco della cascata da 10 metri e per vari traversi fino al primo sifone. 

Siamo in troppi sull’umido marciapiede della bella galleria, attenti a non finire di sotto, a non bucarsi la schiena con le stalattiti.

Li aiutiamo a prepararsi: parrebbe impossibile districarsi tra una miriade di bombole e bombolini, erogatori, pesi, mute, lampade, elastici e mille diavolerie ma poi tutto sparisce addosso ai nostri eroi oltre quello specchio d’acqua bucato dalla sagola guida, il filo d’Arianna che lega i sogni al nostro mondo. Da brividi, nonostante l’abitudine.

Usciamo a raccogliere un po’ di tepore iniziando un’attesa infinita.

Birre, panini, thè. Con l’aria gelida della valletta nella schiena, c’è chi legge e chi spacca pietre… A turno passate le prime quattro ore entriamo a controllare: bene, vuol dire che Gigi sta avanzando, pensiamo.

Poi le ore diventano troppe anche per la più rosea delle aspettative: lecita anche qualche preoccupazione dopo 7 ore quando ci ritroviamo tutti infreddoliti attorno al bordo del sifone al buio ad aspettare un bagliore in fondo a quello specchio magnetico. Chissà chi sta aspettando nelle mute bagnate!

Tra ipotesi e allucinazioni ecco un fascio verde di luce: esce Gigi. Urla di sollievo. A me l’onere chi chiedere com’è andata poi attimi di silenzio.

Gigi ci porge il suo svolgi-sagola da cui per magia c’è legato un pezzo di filo giallo fluo. Inequivocabile che sia di Simon, lasciato alla fine dei suoi coraggiosi 600 metri lo scorso autunno!

Urla, lacrime, pacche sulle spalle. E’ davvero una favola, 31 anni dopo. L’euforia diventa un senso di vuoto.

Con i 400 metri di Gigi (di cui 180 nuovi) dunque fanno addirittura un unico chilometro allagato che separava Aladino dal Fontanone!

Di colpo svanisce anche l’ipotesi misteriosa che in mezzo ci potessero essere gallerie aeree.

Escono anche gli altri due. Forza ragazzi, ora bisogna insaccare tutto e trascinarci a valle, costi quel che costi, senza tornare domani.

Nel frattempo siamo rimasti davvero in pochi all’imbrunire poi al buio con una montagna sulle spalle ma stavolta incredibilmente più leggeri.”

 

Note varie:

Ci troviamo in Val Nova, valle laterale destra della lunghissima Val Daone che si estende nella successiva Val di Fumo: la grotta di Aladino si apre a 1980 metri in località Casinei di Nova, poco distante dall’omonima malga usata come spartano ma comodissimo bivacco.

La particolarità della Grotta di Aladino è il fatto che si apre in un territorio non classicamente carsico, tra pareti di granito così lontane da qualsiasi circuito speleologico: la lente di roccia che la contiene è di fatto marmo, notoriamente molto erodibile e corrodibile dall’acqua.

Il marmo è una roccia metamorfica derivante da quella fascia di rocce carbonatiche compresse e scaldate dalla fuoriuscita del plutone magmatico dell’Adamello al punto tale da subire una ricristallizzazione. 

In questa condizione geologica particolare si inseriscono poi le condizioni per una genesi davvero straordinaria della cavità: è il torrente emissario del sovrastante Lago di Casinei che percorre la valle chiusa per 800 metri a scavare e modellare la Grotta di Aladino.

Tecnicamente il complesso sotterraneo è un traforo idrogeologico che attraversa tutto il monte Sedole fino ad uscire dalla spettacolare sorgente del Fontanone, sito addirittura nella parallela Val Redoten! Quasi 2 i chilometri ipogei percorsi dal torrente partendo dalle perdite sino alla sorgente.

Dopo la sala iniziale in cui convergono la maggior parte degli ingressi, la prima parte è costituita da una serie di pozzetti e meandri inclinati, interessati da forte ruscellamento solo in periodi di disgelo o pioggia. A -200 si apre la verticale maggiore di 35 metri alla cui base iniziano le gallerie che con un ulteriore verticale portano sul piano attivo dove incontriamo il torrente proveniente da un sifone. La sua portata vara dai 3 metri cubi al secondo in pieno disgelo ai 100 litri in regime minimo.

Da -250 la grotta prosegue con lunghe gallerie impostate su più livelli e interrotte da vari pozzi fino alle grande cascata di -320, punto in cui lasciamo l’attivo per entrare il lunghe condotte fossili fino al sifone finale non alimentato posto a -350 m.

La prosecuzione è 250 metri prima, costituita da un approfondimento che raggiunge il torrente nell’ultimo punto utile prima di entrare in un lungo tratto sommerso di ben 1 km che in due punti tocca i -50 m. Superata una stretta fessura (accesso del secondo sifone del Fontanone), il torrente sbuca in un tratto aereo di circa 200 m ormai nel post sifone del Fontanone fino al suo primo sifone, lungo 150 metri a -9 massimo. Oltre percorrel’ultimo tratto aereo di 80 metri di grande galleria interrotta da unacascata ormai a pochi metri dall’iconico portale d’ingresso della sorgente.

Il complesso Aladino – Fontanone ha ora uno sviluppo di 10 km e un dislivello di 400 metri presentando ancora vari punti interrogativi che saranno oggetto di future esplorazioni.

Contando di tornare presto, con questo risultato esplorativo il Gruppo Grotte Brescia spera di coinvolgere maggiormente l’amministrazione di Valdaone ottenendo qualche agevolazione in termini di permessi, fino ad oggi soggetti al pagamento in marche da bollo.

Fonte e maggiori info: https://www.facebook.com/share/p/19moNRg9zw/?mibextid=wwXIfr

https://www.facebook.com/share/p/16dhKhxXqX/?mibextid=wwXIfr

Glossario sulla giunzione Grotta di Aladino–Fontanone

Termini speleologici e speleosubacquei

  • Sifone: tratto di grotta completamente allagato che richiede progressione in immersione.
  • Post-sifone: tratto di galleria aerea che si trova immediatamente dopo un sifone.
  • Pre-sifone: tratto di galleria aerea che precede l’ingresso in un sifone.
  • Condotta forzata (o condotta inclinata): galleria modellata dal flusso d’acqua con sezione tipicamente ellittica o tubolare.
  • Meandro: passaggio stretto e sinuoso scavato dall’acqua, spesso con andamento tortuoso.
  • Pozzo: salto verticale che richiede attrezzature di progressione su corda.
  • Sala: ambiente ampio all’interno della grotta, spesso punto di confluenza di più rami.
  • Attivo: tratto di grotta dove scorre acqua perenne o stagionale.
  • Fossile: galleria non più attiva idraulicamente, residuo di fasi antiche della circolazione.
  • Traverso: progressione orizzontale su parete esposta con corda o ancoraggi.
  • Sagola guida (filo d’Arianna): cavo posato dagli speleosub nei sifoni per orientamento e sicurezza.
  • Portata: volume d’acqua che transita in un punto nell’unità di tempo (es. l/s o m³/s).

Luoghi, geologia e idrologia

  • Grotta di Aladino: cavità della Val Daone scavata in una lente di marmo nel massiccio dell’Adamello, con sviluppo di 9 km e profondità di circa 350 m nella parte esplorata storicamente.
  • Fontanone della Val Redoten: grande sorgente che drena le acque del sistema ipogeo attraversando il Monte Sedole.
  • Val Daone: valle trentina nota per alpinismo, arrampicata su ghiaccio e boulder; contesto geografico della giunzione.
  • Val Redoten: valle parallela dove emerge la sorgente del Fontanone.
  • Val Nova – Casinei di Nova: area laterale della Val Daone dove si apre l’ingresso alto della Grotta di Aladino (circa 1,980 m).
  • Lago di Casinei: bacino superficiale il cui emissario alimenta la Grotta di Aladino.
  • Lente di marmo: corpo roccioso di marmo incluso in rocce diverse (granito), più erodibile e soggetto a carsismo.
  • Marmo (metamorfismo): roccia metamorfica derivata da carbonati ricristallizzati per effetto di pressione e calore, qui legati al plutone dell’Adamello.
  • Traforo idrogeologico: percorso ipogeo che consente alle acque di attraversare una montagna collegando perdite e sorgenti.

Misure e parametri del sistema

  • Sviluppo: lunghezza complessiva delle gallerie esplorate e topografate (qui 10 km per il complesso).
  • Dislivello: differenza altimetrica tra ingresso più alto e punto più basso o uscita (qui 400 m).
  • Profondità massima del sifone: valore massimo raggiunto in immersione (circa 53 m).
  • Lunghezza del sifone: estensione del tratto allagato continuo (circa 1 km nel collegamento Aladino–Fontanone).

Attività e protagonisti

  • Speleologia: esplorazione e studio delle cavità naturali.
  • Speleosub: speleologo specializzato in esplorazioni subacquee in grotta.
  • Gruppo Grotte Brescia (GGB): associazione che ha condotto e coordinato le campagne esplorative.
  • Luigi (Gigi) Casati: speleosub lecchese protagonista della traversata e della posa/connessione della sagola.
  • Simon Burja: speleosub sloveno autore di un’importante avanzata in sifone nell’autunno 2024.
  • Gianni Guidotti: speleologo fiorentino che superò il primo sifone del Fontanone e ne esplorò la prosecuzione aerea.
  • Matteo Rivadossi: coordinatore della campagna esplorativa 2024 del GGB.
  • Squadre di portatori: speleologi che trasportano attrezzatura pesante fino agli ingressi dei sifoni allagati e all’interno della cavità.

Attrezzature e logistica

  • Bombole/erogatori: sistemi respiratori per immersione in sifone.
  • Mute stagne/umide: protezione termica per immersione in acqua fredda.
  • Ancoraggi e corde: dispositivi per progressione su pozzi, traversi e cascate interne.
  • Riattrezzare: operazione di manutenzione o sostituzione di corde e ancoraggi lungo il percorso.

Sicurezza e condizioni ambientali

  • Regime idrico: condizioni di livello e portata dell’acqua che influenzano accessibilità e sicurezza.
  • Piene di disgelo: aumenti stagionali della portata legati alla fusione nivale.
  • Accessibilità del sifone: possibilità concreta di ingresso/uscita legata a geometrie strette e livelli d’acqua.
  • Permessi: autorizzazioni amministrative necessarie per le attività esplorative e scientifiche.