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Speleologo ferito a quota -350 metri nel Gouffre Lonné Peyret

Sul massiccio della Pierre Saint-Martin è attivo un vasto soccorso speleologico per l’estrazione di un uomo caduto nel Gouffre Lonné Peyret. La vittima è stabile e assistita in un punto caldo sotterraneo, mentre le squadre preparano la risalita verso la superficie.

Un intervento di soccorso speleologico è in corso nel Gouffre Lonné Peyret, cavità nota anche con la sigla AP-7, nel territorio comunale di Arette, dipartimento dei Pyrénées-Atlantiques. L’allarme è giunto nella tarda serata di mercoledì 29 luglio al numero nazionale dello Spéléo Secours Français.

La persona coinvolta è uno speleologo ferito in seguito a una caduta alla quota di circa -350 metri. L’incidente è avvenuto nel settore sotterraneo del massiccio della Pierre Saint-Martin, area carsica di rilievo internazionale al confine pirenaico tra Francia e Spagna.

La cavità del Gouffre Lonné Peyret rientra tra le maggiori del settore Pierre Saint-Martin-Larra. Le fonti speleologiche disponibili attribuiscono al sistema uno sviluppo di decine di chilometri e una profondità superiore agli 800 metri, dati che danno la misura della complessità logistica dell’operazione in corso.

ORSEC attivato per il soccorso speleologico

Dopo la segnalazione dell’incidente, la prefettura dei Pyrénées-Atlantiques ha attivato il dispositivo specifico ORSEC.

La direzione tecnica dell’intervento è stata assunta dai consiglieri tecnici dipartimentali dello Spéléo Secours Français del dipartimento 64.

Nelle ore notturne una prima squadra di assistenza alla vittima, accompagnata da un medico, è entrata nel Gouffre Lonné Peyret.

I soccorritori hanno raggiunto lo speleologo, lo hanno sistemato in un punto caldo e ne hanno stabilizzato le condizioni cliniche.

Il punto caldo è una postazione protetta e riscaldata. In un recupero sotterraneo serve a limitare l’esposizione al freddo e all’umidità, permettendo nel contempo l’assistenza medica e la preparazione dell’evacuazione.

Le comunicazioni con la superficie sono state attivate attraverso sistemi di trasmissione radio attraverso la roccia. Questa tecnologia (forse il sistema Nicolà sviluppato dei francesi N.d.R) consente lo scambio di informazioni fra squadre sotterranee e posto di comando anche dove le normali comunicazioni radio non sono efficaci.

Squadre impegnate tra -350 e -150 metri

Alle 8 del 30 luglio risultavano già mobilitati oltre 25 soccorritori dello Spéléo Secours Français, con il supporto di vigili del fuoco e gendarmi specializzati.

Il dispositivo è poi cresciuto fino a superare 35 tecnici del soccorso speleologico, affiancati da circa dieci operatori tra sapeurs-pompiers e gendarmi.

Le squadre hanno avviato il riequipaggiamento dei pozzi della cavità per predisporre l’uscita con la barella.

Si tratta di una fase essenziale per predisporre ancoraggi, corde, sistemi di deviazione e dispositivi necessari al passaggio della barella lungo i tratti verticali.

Secondo il comunicato delle ore 16, le formazioni incaricate dell’evacuazione fra -350 e -150 metri erano tutte impegnate sottoterra. Altre squadre erano pronte a entrare per coprire il percorso fra -150 metri e l’ingresso della cavità.

L’estrazione potrà iniziare solo dopo il completamento della posa dei materiali e il pieno schieramento delle squadre. Il programma operativo prevedeva l’avvio della risalita in serata, in assenza di criticità lungo il percorso.

Comunicazioni e assistenza alla vittima

La squadra che aveva assicurato il primo contatto con l’infortunato è stata rilevata da un nuovo gruppo di soccorritori e sanitari. Questa rotazione permette di mantenere l’assistenza continua alla vittima senza interrompere le attività tecniche e mediche.

Lo Spéléo Secours Français sta inoltre predisponendo un collegamento telefonico filare interno al Gouffre Lonné Peyret. L’obiettivo è rendere più rapidi gli scambi fra il posto di comando in superficie e le squadre operative distribuite nei diversi livelli della cavità.

La direzione dell’intervento sotterraneo è affidata a Paul Doumenjou, direttore dei soccorsi sotterranei dello Spéléo Secours Français e consigliere tecnico dipartimentale aggiunto per la speleologia nei Pyrénées-Atlantiques.

Le informazioni disponibili indicano che le condizioni della vittima restano stabili. Le autorità e il soccorso speleologico non hanno comunicato, al momento dell’aggiornamento, la conclusione dell’estrazione.

Il contesto della Pierre Saint-Martin

Il massiccio della Pierre Saint-Martin è caratterizzato da un carsismo profondo, con grandi pozzi, reti di gallerie e importanti circolazioni idriche sotterranee. In questo ambiente, un intervento di soccorso speleologico richiede una pianificazione precisa, competenze verticali, personale sanitario e un’elevata disponibilità di materiali.

Il Gouffre Lonné Peyret è stato oggetto anche di attività di messa in sicurezza documentate nella pubblicistica della Fédération Française de Spéléologie. L’operazione in corso conferma il ruolo delle strutture specializzate francesi nella gestione di emergenze in cavità profonde e articolate.[2]

Fonti

Fonti
[1] Liste des cavités naturelles les plus profondes des Pyrénées-Atlantiques — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Liste_des_cavit%C3%A9s_naturelles_les_plus_profondes_des_Pyr%C3%A9n%C3%A9es-Atlantiques
[2] Auteurs – Publications – Fédération Française de Spéléologie https://publications.ffspeleo.fr/auteur.php?revue=203
[3] Gouffre Lonné Peyret – Arette – 64 https://www.speleo-secours.fr/gouffre-lonne-peyret-arette-64/
[4] Archives des Secours en cours https://www.speleo-secours.fr/category/s-secours/encours/
[5] Pyrénées-Atlantiques Un spéléologue bloqué à 350 m sous terre : une opération de secours hors norme en cours https://www.ledauphine.com/faits-divers-justice/2026/07/30/un-speleologue-bloque-a-350-m-sous-terre-une-operation-de-secours-hors-norme-en-cours
[6] MergedFile https://www.prefectures-regions.gouv.fr/irecontenu/telechargement/99104/631531/file/20221007_DPCPIERVF_fusionne.pdf