Sabato 6 e domenica 7 settembre volontari da Veneto e Friuli Venezia Giulia per la pulizia della Grotta di Fiara
Un secondo intervento per la Grotta di Fiara
Sabato 6 e domenica 7 settembre prende il via la nuova fase di bonifica della Grotta di Fiara, cavità carsica nel territorio di Gallio di proprietà di Rotzo.
L’iniziativa vede protagonisti i volontari dei Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio in collaborazione con il Gruppo Grotte Gastone Trevisiol CAI Vicenza e altri gruppi speleo del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Lo scopo è completare l’opera avviata nel 2024, quando furono rimossi 45 sacchi di rifiuti.
Stato attuale dell’ecosistema ipogeo della Grotta di Fiara
All’interno della grotta rimangono ancora carcasse animali e materiali inquinanti.
Nel 2024 erano emerse carcasse di pecore, un teschio di bovino e resti equini. Le analisi sull’acqua sotterranea hanno mostrato un alto livello di contaminazione.
Il fragilissimo sistema carsico dell’Altopiano dei Sette Comuni è a rischio.
Qui si contano oltre 2.500 grotte censite. Una forte permeabilità rende l’acquifero vulnerabile all’inquinamento.
Iter burocratico e collaborazione istituzionale per la bonifica
Il progetto di pulizia della Grotta di Fiara è rimasto fermo per quattro anni per questioni amministrative.
L’iter ha visto rimpalli di competenze tra enti e ritardi nei permessi. Nel 2024 un’inchiesta televisiva e il supporto del Club Alpino Italiano hanno sbloccato la situazione.
Il Comune di Rotzo e i Carabinieri Forestali di Asiago hanno poi garantito assistenza operativa. Il risultato è stato un’azione condivisa e coordinata.
L’impegno dei volontari speleologici nella bonifica
Nell’edizione 2024 hanno partecipato 29 speleologi. Sono state dedicate 464 ore di lavoro volontario.
Gli interventi hanno richiesto verricelli, motoseghe e sistemi di sollevamento. Ogni sacco di rifiuti è stato recuperato con cura.
I Recuperanti di Montagne garantiscono vitto e materiali collettivi ai partecipanti. L’appuntamento di settembre rappresenta un momento decisivo per completare la rimozione dei detriti rimasti.
Prospettive per speleologia e tutela delle acque carsiche
Il caso della Grotta di Fiara non è isolato. In Italia risultano compromesse circa 800 cavità su oltre 50.000 censite.
Gli acquiferi carsici costituiscono spesso la principale fonte di acqua potabile.
Il progetto nazionale “Puliamo il Buio”, promosso dalla Società Speleologica Italiana con Legambiente, ha già rimosso oltre 163 tonnellate di rifiuti da grotte naturali.
L’intervento sul territorio vicentino si inserisce in questo quadro più ampio di tutela ambientale.
Come partecipare e informazioni pratiche
Chi desidera aderire può raggiungere la Grotta di Fiara seguendo
il percorso segnalato dalle coordinate GPS (https://maps.app.goo.gl/wTfvsbUu6FnjRsjK6).
Per dettagli logistici è possibile contattare l’organizzazione via WhatsApp al numero 3275762515.
È consentito il pernottamento autonomo vicino alla cavità.
Il coordinatore Claudio Barbato invita chiunque sia interessato alla protezione delle grotte a offrire anche una sola giornata di volontariato.
L’iniziativa si conclude con un breve momento conviviale. Si tratta di un’opportunità per rinsaldare i legami tra appassionati di speleologia e per riaffermare l’importanza della salvaguardia del patrimonio ipogeo.
Con il ritorno dei Recuperanti di Montagne, la Grotta di Fiara si avvicina a una rinascita. Il progetto conferma come l’impegno collettivo e la disciplina speleologica possano contribuire alla difesa degli ambienti sotterranei.