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Una ricerca nelle cavità calcaree di Battambang rivela gechi, vipere e altri animali sconosciuti, ma anche habitat minacciati e poco protetti

Indagine nel carso cambogiano

Una ricerca svolta tra novembre 2023 e luglio 2025 nelle grotte calcaree della provincia di Battambang, nel nordovest della Cambogia, ha portato alla documentazione di numerose specie nuove per la scienza e di altri animali rari o minacciati. Il lavoro ha riguardato 64 grotte distribuite su dieci colline carsiche, in un paesaggio segnato da doline, cavità, sorgenti e corsi d’acqua sotterranei. Il quadro che emerge è quello di un ambiente ipogeo ricco di vita, ma ancora poco conosciuto e vulnerabile alle pressioni umane.[1][2]

Nuove specie nelle grotte della Cambogia

Tra i risultati più rilevanti figurano tre nuove specie di gechi già formalmente descritte, insieme a due micro-lumache e due millepiedi. Altre tre specie di gechi e una nuova vipera della fossa del genere Trimeresurus sono ancora in fase di descrizione scientifica. La ricerca segnala anche il ritrovamento di Gekko shiva, specie descritta in Thailandia nel 2025 e ora registrata per la prima volta anche in Cambogia.[2][1]

La vipera turchese del genere Trimeresurus è uno dei ritrovamenti più discussi del progetto. Si tratta di un serpente della famiglia delle vipere della fossa, dotato di organi sensibili al calore utili a individuare le prede nell’oscurità delle cavità. Accanto a questo animale, il censimento ha segnalato anche un serpente planante, indicato in alcune sintesi come “flying snake”, già noto alla scienza ma raro nei rilevamenti locali.[3][1][2]

Specie e isolamento

Lo studio evidenzia un aspetto molto importante per la speleologia e per la biologia evolutiva: le colline carsiche della zona funzionano come isole ecologiche separate. Questa separazione geografica limita il flusso genetico tra le popolazioni e favorisce percorsi evolutivi distinti. Nel caso del geco Cyrtodactylus kampingpoiensis, quattro popolazioni isolate potrebbero rappresentare linee evolutive autonome, forse destinate a essere riconosciute in futuro come specie diverse.[1][2]

Questo tipo di frammentazione è tipico dei sistemi carsici e rende le grotte luoghi di forte endemismo. Le cavità della Cambogia non ospitano solo specie nuove, ma anche comunità separate da barriere naturali che possono accelerare la speciazione. Per chi studia il mondo sotterraneo, il caso di Battambang mostra come il carso possa diventare un laboratorio naturale per osservare la diversità biologica.[2][1]

Pipistrelli e rete trofica

Le grotte cambogiane non sono importanti solo per rettili e invertebrati. Alcune cavità ospitano grandi colonie di pipistrelli Chaerephon plicatus, con numeri che superano i cinque milioni di individui in cinque grotte di importanza nazionale. Queste colonie alimentano il sistema sotterraneo attraverso il guano, che nutre insetti e altri invertebrati e sostiene una catena ecologica molto articolata. In alcune grotte, l’accesso diretto è stato limitato anche per motivi di sicurezza sanitaria legati al rischio di zoonosi.[1]

La presenza di grandi colonie di chirotteri rende queste cavità ancora più delicate da gestire. I pipistrelli svolgono una funzione ecologica essenziale, e la loro tutela si lega alla conservazione dell’intero ambiente ipogeo. Per la biospeleologia, questo caso conferma che le grotte vanno considerate sistemi integrati, non semplici contenitori di fauna.[2][1]

Tutela del carso

Gli autori del progetto segnalano anche minacce concrete per il carso cambogiano. Tra queste figurano l’estrazione di calcare per il cemento, la caccia illegale, il deposito di rifiuti, gli scavi nei pavimenti delle grotte e gli incendi stagionali. Il problema principale è che molte colline carsiche non sono protette in modo adeguato, pur ospitando specie endemiche e habitat fragili.[1][2]

La ricerca propone una gestione più attenta delle aree sensibili, con forme di protezione compatibili con gli usi locali e con la raccolta sostenibile del guano. In questo senso, la conoscenza scientifica diventa il primo passo per conservare ambienti che rischiano di cambiare prima ancora di essere compresi fino in fondo. Per il mondo speleologico, il caso di Battambang ricorda che ogni nuova esplorazione può aprire una finestra su ecosistemi ancora poco noti.[2][1]

Fonti
[1] Fliegende Schlangen, neue Geckos – Forscher feiern bemerkenswerte Tier-Funde https://www.merkur.de/welt/fliegende-schlangen-neue-geckos-forscher-feiern-bemerkenswerte-tier-funde-zr-94308467.html
[2] Joint Press Release: “Secrets of the Karst: New Species … https://www.facebook.com/MinistryOfEnvironmentCambodia/posts/joint-press-release-secrets-of-the-karst-new-species-and-rare-wildlife-discovere/1267529498901866/
[3] New species uncovered in Cambodian caves https://edition.cnn.com/2026/03/23/science/new-species-uncovered-caves-cambodia-intl-scli-c2e-spc
[28] Spotlighting the wildlife of Cambodia’s karst caves https://www.fauna-flora.org/explained/discoveries-in-the-dark-cambodias-karst-caves/
[29] Karst Biodiversity Report https://www.fauna-flora.org/wp-content/uploads/2026/03/fauna-flora-karst-biodiversity-report-2026.pdf