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La denuncia sulle grotte di Arpino riporta al centro la fragilità del carsismo frusinate

Una cavità del sistema carsico di Arpino, in provincia di Frosinone, è stata segnalata come ricettacolo di grandi quantità di rifiuti. La denuncia delle associazioni locali ha portato alla presentazione di un esposto al Comune. L’amministrazione ha avviato verifiche catastali per accertare la proprietà dell’area e definire le eventuali responsabilità per la rimozione dei materiali. In una seconda grotta, a Santopadre, sono state rinvenute carcasse di animali: sono intervenuti i carabinieri e restano al vaglio diverse ipotesi, comprese possibili macellazioni abusive o l’abbandono di animali morti.

Rifiuti nelle grotte di Arpino, il quadro segnalato dalle associazioni

Le grotte di Arpino fanno parte di un territorio ricco di cavità e fenomeni carsici. In una delle cavità raggiungibili dal bosco sarebbero stati gettati metri cubi di rifiuti. Carlo Scappaticci, dell’associazione Arpino Vacanze, ha definito il deposito «recente», ricordando che circa vent’anni fa, al momento della scoperta della cavità, non vi erano rifiuti al suo interno.

La segnalazione non descrive quindi un problema storico ormai stabilizzato. Indica una pressione recente su un ambiente sotterraneo vulnerabile. Il dato sarà da precisare attraverso gli accertamenti tecnici e amministrativi in corso, a partire dalla localizzazione della cavità e dalla titolarità del terreno.

La verifica catastale è un passaggio necessario. Se l’area risultasse privata, l’eventuale bonifica potrebbe ricadere sul proprietario secondo gli esiti dell’istruttoria. Al momento non risultano nel servizio consultato indicazioni su tempi, modalità operative o volume esatto dei materiali da rimuovere.

Carsismo e acque sotterranee nelle grotte di Arpino

Il caso delle grotte di Arpino riguarda direttamente la protezione delle acque. Patrizio Ricciotti, della Federazione Speleologica del Lazio, ha richiamato il legame tra sistemi carsici e risorsa idropotabile. Nel servizio RaiNews ha spiegato che gli inquinanti possono raggiungere rapidamente le sorgenti, soprattutto durante eventi meteorologici intensi.

Il meccanismo è noto a chi opera in ambiente carsico. Fratture, inghiottitoi e condotti sotterranei possono collegare in tempi brevi la superficie alla circolazione idrica profonda. La capacità di filtrazione del sottosuolo non equivale a una barriera sicura contro gli sversamenti. Rifiuti indifferenziati, percolati e carcasse possono rappresentare sorgenti di contaminazione, la cui effettiva incidenza va valutata con sopralluoghi, campionamenti e analisi mirate.

Nel maggio 2026, un progetto divulgativo dedicato alle grotte di Arpino aveva già posto al centro il rapporto tra comportamenti in superficie, qualità delle acque e tutela degli ecosistemi ipogei. L’iniziativa, denominata “Nel Cuore di Arpino – Grotte e Tutela dell’Ambiente”, aveva coinvolto scuole, fotografia e divulgazione sul carsismo locale. La nuova segnalazione rende più concreto quel tema educativo.

Santopadre, carcasse animali in un’altra cavità

A breve distanza da Arpino, nel territorio di Santopadre, è stata indicata un’altra situazione critica. In una grotta sono state trovate carcasse di animali. I carabinieri sono intervenuti sul posto. Tra le possibilità considerate figurano macellazioni abusive, animali deceduti per cause naturali e abbandonati nella cavità per evitare gli oneri di smaltimento.

Non sono elementi che consentono di attribuire responsabilità prima delle verifiche. Resta il rilievo ambientale dell’episodio. Una grotta non è un luogo idoneo per depositare resti animali o scarti. In un sistema carsico, ogni materiale immesso nel sottosuolo deve essere valutato anche in relazione al reticolo delle acque e agli habitat presenti.

Le esplorazioni speleologiche tra Arpino e Frosinone

La ricerca su Scintilena restituisce un quadro di attività e conoscenze che amplia il contesto della denuncia. Ad Arpino, nel 2026, il progetto “Nel Cuore di Arpino” ha valorizzato le cavità del conglomerato arpinate, il Sentiero dei Sotterranei, la Grotta delle Fate e la Grotta dello Zoppo. Il percorso ha prodotto anche il reportage fotografico “Segui il filo: Arpino sotterranea”, collegando patrimonio ipogeo, scuola e tutela ambientale.

Per quanto riguarda le esplorazioni recenti nella provincia di Frosinone, il riferimento più rilevante pubblicato da Scintilena è la Grotta degli Urli, nei Monti Ernici. Nel settembre 2025 il sito veniva indicato come il sistema carsico più esteso del Lazio per sviluppo complessivo, con oltre 6 chilometri di ambienti esplorati tra pozzi e gallerie. Nei due anni precedenti, le attività di Paolo Turrini, Roberto Pettirossi e altri speleologi avevano ampliato in modo significativo la conoscenza della cavità. Le aggiunte riportate comprendevano circa un chilometro di nuovi passaggi nel 2024, con 430 metri nella galleria LiberaDoria e 350 metri nella Via dei Campi Flegrei.

Il confronto è utile. Le grotte di Arpino e i sistemi ipogei del Frusinate non sono spazi marginali. Sono archivi geologici, habitat, percorsi idrici e luoghi di ricerca. La loro conoscenza dipende da esplorazione, documentazione e monitoraggio. La loro tutela richiede anche controlli sul territorio e una gestione tempestiva degli abbandoni.

Verifiche, bonifica e documentazione ambientale

Le priorità indicate dalla vicenda sono chiare: individuare con precisione l’area interessata, stabilire l’origine e la natura dei rifiuti, definire le responsabilità, rimuovere i materiali in condizioni di sicurezza e valutare se occorrano controlli sulle acque o sugli ambienti sotterranei connessi. Ogni operazione dovrebbe evitare ulteriori alterazioni della cavità e conservare la documentazione utile agli accertamenti.

La denuncia sulle grotte di Arpino mostra un contrasto netto tra valorizzazione e abbandono. Da un lato esistono iniziative per far conoscere il patrimonio sotterraneo. Dall’altro, l’uso improprio delle cavità può compromettere in poco tempo ambienti formati in scale geologiche molto più lunghe. Gli esiti delle verifiche comunali e delle indagini a Santopadre chiariranno quali interventi saranno necessari.

Fonti