lago interno delle Grotte di Pertosa-Auletta – © Lokomotiv, licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike (CC-BY-SA). Fonte: Wikimedia Commons

Alle Grotte di Pertosa-Auletta si apre una nuova fase di scavo: il controllo idraulico affianca la ricerca speleoarcheologica, nel dialogo con la natura

Nei prossimi giorni le Grotte di Pertosa-Auletta vivranno uno di quei momenti rari e densi di significato che segnano il lavoro speleologico e archeologico: l’avvio del progressivo svuotamento delle acque interne. Un’operazione lenta, attenta e misurata, resa possibile grazie alla collaborazione con IREN, che prevede l’apertura controllata della diga posta all’ingresso del complesso ipogeo per consentire il deflusso dell’acqua verso l’esterno e l’abbassamento graduale del livello idrico.

Foto: ingresso alle Grotte di Pertosa-Auletta (SA) – © Lokomotiv, licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike (CC-BY-SA). Fonte: Wikimedia Commons

La finalità non è eseguire un intervento tecnico, ma iniziare una nuova campagna di scavo.

Ogni volta che l’acqua si ritira, le grotte restituiscono porzioni di spazio finora nascoste, superfici, sedimenti e tracce che possono raccontare storie rimaste in sospeso per secoli o millenni.

La natura, però, non si arresta mai.

Dalla sorgente e dal sifone l’acqua continuerà comunque a scorrere, come ha sempre fatto, con un flusso costante, antico, che accompagnerà il lavoro degli speleoarcheologi senza mai interrompersi del tutto.

Nell’equilibrio dinamico tra controllo umano e processi naturali, i ricercatori potranno operare per portare alla luce nuovi reperti, nuove tracce e nuovi racconti sul rapporto profondo e continuativo tra l’uomo e le grotte.

“Liberare le acque delle Grotte è sempre un momento carico di emozione”, spiegano i responsabili del complesso in un post social “Vederle defluire, osservare come la loro forza rimanga costante e comprendere che il loro cammino continua anche quando proviamo a guidarlo accresce il rispetto e la consapevolezza. È in questo dialogo silenzioso con la natura che si comprende quanto le dobbiamo: le forme, gli spazi e le storie che oggi possiamo ancora scoprire e raccontare”.

La responsabilità della ricerca è ascoltare, osservare, intervenire con cautela, sapendo che le grotte, luoghi di studio, sono soprattutto archivi viventi di forme, spazi e storie, da scoprire e raccontare.

Attendiamo nuove e potenzialmente sensazionali scoperte: la storia riaffiora quando le acque si ritirano.

Le immagini sono tratte da un video pubblicato su Facebook dalle Grotte di Pertosa-Auletta (credit video: Serafino Stasi, membro del Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici”)

Approfondimenti:

https://fondazionemida.com/grotte-pertosa-auletta

Vallo Più – Magazine del Vallo di Diano- https://vallopiu.it/2026/01/07/scavi-grotte-pertosa-auletta/ (con video di Serafino Stasi, membro del Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici”, come da post Facebook Grotte Pertosa-Auletta)

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