Nel cuore del Geoparco del Cilento una nuova campagna di scavi 2026 indaga la palafitta protostorica e il luogo di culto ellenistico-romano delle Grotte di Pertosa-Auletta, dove il fiume sotterraneo racconta oltre 8.000 anni di rapporto tra uomo e grotta.

Una nuova campagna di scavo nelle Grotte di Pertosa?Auletta, avviata a fine gennaio 2026, riapre uno dei contesti speleo?archeologici più importanti d’Europa, in cui si intrecciano insediamenti protostorici su palafitta e frequentazioni cultuali ellenistico?romane legate alle acque sotterranee.[1][2][3]

Inquadramento del sito e del progetto 2025–2027

Le Grotte di Pertosa?Auletta si aprono nel settore interno della Campania, nel Geoparco Cilento, Vallo di Diano e Alburni, lungo la valle del Tanagro, dove un fiume sotterraneo (Negro/Tanagro) attraversa l’intera cavità prima di riaffiorare all’esterno.[2][4]
Il deposito archeologico oggi indagato si trova nell’alveo di questo corso d’acqua, a circa 40 metri dall’imbocco, in un tratto normalmente sommerso da un bacino artificiale che viene temporaneamente svuotato per consentire le ricerche.[3][1][2]

La campagna 2026 rientra in una concessione triennale (2025–2027) rilasciata dal Ministero della Cultura alla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente, in accordo con la Soprintendenza ABAP per Salerno e Avellino.[5][1][3]
Al progetto partecipano il Centro di ricerca speleo?archeologica “Enzo dei Medici” e l’Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA), con il sostegno tecnico?economico del Gruppo IREN che gestisce gli impianti idroelettrici a valle delle grotte.[6][3][5]

Il contesto archeologico: dalla protostoria all’età ellenistico?romana

I dati stratigrafici e i reperti indicano una lunga storia di utilizzo della cavità, in particolare dall’età del Bronzo medio?finale fino all’epoca ellenistico?romana.[1][2][3]
Le recenti ricerche hanno in realtà ampliato la cronologia complessiva delle frequentazioni, documentando, attraverso migliaia di reperti, un arco di tempo che supera gli 8.000 anni di rapporto tra comunità umane e grotta.[7]

Per la fase protostorica, le strutture lignee e i livelli antropici associati testimoniano la presenza di un vero e proprio insediamento su palafitta, con attività domestiche e di gestione degli spazi in un ambiente ipogeo reso abitabile da opere di bonifica dell’area umida.[2][7]
Per la fase ellenistico?romana, le evidenze più significative sono costituite da una struttura di culto lungo il corso del fiume sotterraneo, con materiali votivi (come lucerne e altri oggetti di uso rituale) che rimandano a pratiche religiose legate sia alla grotta sia alle acque sotterranee.[4][8][9]

La palafitta protostorica: un unicum europeo

L’area oggi al centro dello scavo concentra il maggior numero di pali verticali riconducibili alla palafitta protostorica, individuata già alla fine dell’Ottocento ma solo di recente indagata con metodi speleo?archeologici sistematici.[3][1][2]
Le ricerche 2025 hanno confermato l’estensione del villaggio su palafitta, databile a circa 3.500 anni fa (Bronzo recente), sottolineandone il carattere straordinario in quanto insediamento costruito interamente in ambiente ipogeo.[7][2]

A livello europeo, non sono conosciuti altri esempi di palafitte sviluppate all’interno di una grotta attraversata da un fiume, il che rende il sito un unicum non solo per la posizione ma anche per le soluzioni tecniche adottate dalle comunità protostoriche.[2][7]
L’impianto dei pali e le bonifiche dell’area umida rivelano una notevole capacità di adattamento ambientale: lo spazio è stato reso stabile nonostante le periodiche inondazioni, con interventi che dimostrano una gestione consapevole del rischio idrico e del comportamento del corso d’acqua sotterraneo.[7][2]

Un esempio significativo è la disposizione ravvicinata delle palificazioni nel tratto oggi indagato, che suggerisce una zona particolarmente densa di abitazioni o passerelle, forse corrispondente a un settore centrale dell’insediamento, funzionale al controllo del guado o di un approdo interno.[1][2]

Il luogo di culto ellenistico?romano e i culti delle acque

Le campagne 2025 hanno portato all’individuazione di una struttura di culto ellenistica (IV–I secolo a.C.) nell’Antegrotta e lungo l’alveo del fiume sotterraneo, confermando l’uso della cavità come spazio sacro almeno a partire dall’età ellenistica.[9][10][4]
La documentazione di lucerne, offerte e altri reperti votivi permette di leggere le Grotte di Pertosa?Auletta come un luogo di culto frequentato sia da comunità locali sia da viaggiatori di passaggio lungo la valle del Tanagro, attratti dal forte simbolismo dell’oscurità e dell’acqua.[8][4]

In questo quadro, la discesa nel buio della grotta e l’avvicinamento al fiume sotterraneo possono essere interpretati come un percorso rituale, associato a gesti di preghiera, ringraziamento o richiesta di protezione alle divinità collegate alla sfera delle acque e del mondo sotterraneo.[8][9]
Le nuove ricerche 2026, concentrandosi sull’alveo oggi accessibile grazie allo svuotamento del bacino, mirano a chiarire l’organizzazione spaziale di quest’area sacra, il rapporto tra la palafitta protostorica e i successivi usi cultuali, e la possibile continuità simbolica delle acque come elemento centrale dell’identità del sito.[3][1][2]

Metodologia, gestione e valorizzazione

Lo scavo nell’alveo del fiume sotterraneo è un cantiere sperimentale che richiede una stretta integrazione fra competenze speleologiche, geologiche e archeologiche, sotto il coordinamento di un’équipe specializzata in speleo?archeologia.[5]
La possibilità di operare in un tratto normalmente allagato deriva da una gestione coordinata degli impianti idroelettrici a valle, che consente lo svuotamento temporaneo del bacino artificiale in periodi di “fermo biologico” del sistema sotterraneo, quando le visite turistiche vengono sospese.[6][5]

Parallelamente allo scavo, il sistema museale della Fondazione MIdA – in particolare il Museo Speleo?Archeologico (SPARCH) e il Museo del Suolo – svolge un ruolo centrale nella restituzione al pubblico dei risultati scientifici.[11][6][7]
Attraverso reperti, plastici, ricostruzioni 3D e allestimenti interattivi, questi musei presentano la palafitta protostorica, le strutture di culto e il contesto carsico, trasformando il sito in un laboratorio permanente di ricerca e di educazione ambientale e archeologica.[11][6][7]

Informazioni pratiche e prospettive di ricerca

Le campagne di scavo vengono programmate in periodi limitati dell’anno, durante i quali il percorso turistico tradizionale può subire modifiche o sospensioni; la Fondazione MIdA cura la comunicazione al pubblico e la gestione delle prenotazioni.[12][1]
Per informazioni aggiornate su visite, attività didattiche e divulgative legate agli scavi, è possibile fare riferimento ai contatti ufficiali della Fondazione (sito web, e?mail e recapiti telefonici indicati nelle comunicazioni istituzionali).[13][12]

Dal punto di vista scientifico, il triennio 2025–2027 è destinato a definire con maggiore precisione la cronologia della palafitta, le dinamiche di abbandono dell’insediamento e il rapporto fra uso abitativo protostorico e sacralizzazione ellenistico?romana della cavità.[9][1][7]
Le analisi dei materiali organici (come i campioni di legno dei pali) e dei reperti cultuali apriranno nuove prospettive sul modo in cui le comunità antiche hanno percepito e trasformato un ambiente carsico complesso, facendo delle Grotte di Pertosa?Auletta un caso di studio fondamentale per la speleo?archeologia europea.[4][5][7]

Fonti
[1] Grotte di Pertosa-Auletta, al via una nuova campagna … https://cultura.gov.it/comunicato/28621
[2] Grotte di Pertosa-Auletta: al via la nuova campagna … https://www.infocilento.it/grotte-di-pertosa-auletta-al-via-la-nuova-campagna-di-scavi-archeologici/
[3] GROTTE DI PERTOSA-AULETTA: AL VIA UNA NUOVA … https://www.terronianmagazine.com/136650-2/
[4] Scoperte archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta: individuata un’area di culto ellenistica https://vallopiu.it/2025/02/19/scoperte-archeologiche-grotte-pertosa/
[5] Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente https://archeologiavocidalpassato.com/tag/fondazione-mida-musei-integrati-dellambiente/
[6] Scavi archeologici sostenuti da Iren: un triennio di ricerche https://storiearcheostorie.com/2025/07/04/grotte-pertosa-auletta-accordo-iren-fondazione-mida-scavi-archeologici/
[7] Riprendono gli scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa- … https://storiearcheostorie.com/2025/10/26/riprendono-scavi-grotte-pertosa-auletta-2025/
[8] Scoperte Lucerne e palafitte nelle Grotte di Pertosa-Auletta https://www.scintilena.com/scoperte-lucerne-e-palafitte-nelle-grotte-di-pertosa-auletta/12/18/
[9] Grotte di Pertosa-Auletta (Salerno), dallo scavo … https://storiearcheostorie.com/2025/02/20/grotte-di-pertosa-auletta-salerno-dallo-scavo-emerge-una-struttura-di-culto-ellenistico-novita-anche-dalla-palafitta-delleta-del-bronzo/
[10] Grotte di Pertosa – Auletta: individuata una struttura di culto di età ellenistica https://www.youtube.com/watch?v=PSOqCRuHpYo
[11] MIDA – Musei Integrati dell’Ambiente https://cultura.gov.it/luogo/mida-musei-integrati-dell-ambiente
[12] Fondazione MIdA: Homepage https://fondazionemida.com
[13] GROTTE DI PERTOSA-AULETTA: AL VIA UNA NUOVA … https://fondazionemida.com/news/scavi-archeologici-2026
[14] vulnerabilita-aree-carsiche.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_aeff132f-4e90-4a57-9599-51b44b46c5c8/7bb85516-a81a-4be5-8e60-ab6ca58753a0/vulnerabilita-aree-carsiche.txt
[15] Grotte di Pertosa-Auletta: nuove scoperte tra età ellenistica … https://fondazionemida.com/news/chiusura-scavi-novembre-2025
[16] Grotte di Pertosa-Auletta: nuova campagna di scavi al via a … https://www.classicult.it/grotte-di-pertosa-auletta-nuova-campagna-di-scavi-al-via-a-gennaio-2026/