La spedizione scientifica “Fire under Ice” del “Consorzio Speleologi Ipogenici” ha documentato circa 2,5 chilometri di grotte glaciovulcaniche in Islanda. Avviati monitoraggi, campionamenti microbiologici e una collaborazione internazionale sul Vatnajökull.
Grotte glaciovulcaniche in Islanda
La spedizione scientifica “Vatnajökull 2026 Fire under Ice” si è svolta in Islanda nel mese di luglio, sotto il coordinamento del “Consorzio Speleologi Ipogenici”.
L’attività ha riguardato l’esplorazione, il rilievo e la documentazione delle grotte glaciovulcaniche, cavità originate dall’incontro fra criosfera e calore di origine idrotermale o vulcanica.
Le ricerche hanno interessato due aree. La prima è la caldera settentrionale del Kverkfjöll, sul grande ghiacciaio Vatnajökull.
La seconda è il distretto vulcanico della caldera del Torfa, nel settore meridionale dell’isola.
Le grotte glaciovulcaniche non sono semplici cavità nel ghiaccio.
Alle azioni dell’acqua e dell’aria, tipiche delle grotte glaciali, si aggiunge il calore proveniente dal sottosuolo.
Questo apporto energetico influenza la fusione, la circolazione delle acque e la stabilità delle pareti.
La loro evoluzione può quindi essere molto rapida.[scintilena]
Il Kverkfjöll ospita una delle aree geotermiche ad alta temperatura più attive dell’Islanda.
Il Parco Nazionale del Vatnajökull segnala la presenza di ghiacciai posti tra 1.600 e 1.700 metri di quota, sorgenti calde e acque geotermiche che modellano cavità sul margine del ghiacciaio.[vatnajokulsthjodgardur]
Monitoraggio delle grotte glaciovulcaniche sul Kverkfjöll
Uno degli obiettivi principali della spedizione era comprendere le trasformazioni osservate in una parte del Kverkfjöll.
Gli speleologi segnalano un’accelerazione dei processi di fusione. Restano da definire i rapporti tra il progressivo assottigliamento del ghiaccio, la conseguente riduzione della pressione e una possibile variazione dell’attività idrotermale.
Per raccogliere dati confrontabili nel tempo sono stati installati strumenti e fotocamere in alcune cavità già esplorate nel 2025. Il programma prevede un secondo controllo nel mese di settembre.
Una squadra di speleologi e ricercatori canadesi e statunitensi, collegata alla National Speleological Society e attiva da anni nelle cavità della Cascade Range, tornerà sul medesimo sito per recuperare i dati.
Il confronto fra rilievi, fotogrammetrie e parametri ambientali dovrebbe offrire una prima base per valutare l’evoluzione stagionale delle grotte glaciovulcaniche.
L’approccio internazionale risponde alla natura interdisciplinare della ricerca, che coinvolge speleologia, glaciologia, geologia, geochimica e microbiologia.
Le precedenti osservazioni nell’area hanno già mostrato quanto queste cavità siano vulnerabili.
La storica Rivière supérieur, esplorata dagli speleologi svizzeri negli anni Ottanta, risultava in larga parte non accessibile nel 2025 per crolli e modifiche della massa glaciale.[scintilena]
Frejya Hellir e nuove esplorazioni
Dal punto di vista esplorativo, la spedizione ha documentato circa 2,5 chilometri di nuove grotte glaciovulcaniche.
Il risultato più rilevante è il complesso denominato Frejya Hellir, dedicato alla divinità norrena Freyja.
Secondo i dati preliminari della spedizione, Frejya Hellir raggiunge circa 1,5 chilometri di sviluppo.
Il sistema presenta grandi gallerie e sale impostate nel contatto tra ghiaccio e substrato di lava riolitica.
Le emissioni fumaroliche, molto dense in alcuni settori, avrebbero contribuito a mantenere un sistema di drenaggio attivo nel tempo.
L’acqua ha inciso ceneri e lapilli, ma anche la riolite più compatta.
Solchi e marmitte osservati lungo il percorso indicano una lunga azione erosiva.
La cavità viene indicata dal gruppo come la più lunga grotta glaciovulcanica oggi documentata in Islanda e come una delle maggiori conosciute a livello mondiale.
Le cavità di questo tipo restano ambienti instabili.
Il ghiaccio può fondere, ricongelare o collassare in tempi brevi. Nel Kverkfjöll, inoltre, le acque di fusione possono accumularsi in piccoli laghi e svuotarsi improvvisamente, generando un ulteriore elemento di rischio segnalato anche dal Parco Nazionale del Vatnajökull.[vatnajokulsthjodgardur]
Ricerca microbiologica nelle cavità glaciovulcaniche
La spedizione ha eseguito campionamenti microbiologici in diversi siti, in accordo con il Parco Naturale del Vatnajökull.
I materiali saranno studiati nell’ambito della collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Le aree investigate rientrano nella definizione di DOVE, acronimo di Dark Oligotrophic Volcanic Environments.
Sono ambienti bui, poveri di sostanza organica e caratterizzati dalla presenza di reagenti chimici che possono sostenere comunità microbiche senza il contributo diretto della fotosintesi.[escholarship]
Nelle cavità campionate sono state segnalate alte temperature legate ai vapori fumarolici e concentrazioni significative di idrogeno solforato, anidride carbonica e metano.
Queste condizioni rendono necessarie procedure di sicurezza rigorose, compreso il controllo continuo dell’atmosfera mediante strumenti multigas.
Le ricerche condotte in precedenza su sorgenti calde alimentate dal ghiaccio al Kverkfjöll hanno individuato comunità batteriche e archeali associate a temperature elevate, basso ossigeno disciolto e composti dello zolfo.
Per questo le grotte glaciovulcaniche rappresentano siti importanti nello studio degli organismi estremofili e dei possibili analoghi terrestri di habitat extraterrestri.[pubmed.ncbi.nlm.nih]
Sicurezza e attività futura
Le condizioni operative hanno richiesto la definizione di tecniche e protocolli specifici.
Gli esploratori hanno lavorato in ambienti con vapore intenso, acque molto calde, cupole di ghiaccio, pozzi e possibili accumuli invisibili di anidride carbonica.
La CO2, più pesante dell’aria, può concentrarsi nei punti depressi delle cavità.
La carenza di ossigeno e i gas vulcanici costituiscono quindi un rischio primario.
Le precedenti esplorazioni islandesi avevano già documentato atmosfere ipossiche nelle cavità della zona, con necessità di misurazione costante dei gas e, in determinati settori, di dispositivi respiratori autonomi.[scintilena]
Nei prossimi mesi il gruppo elaborerà rilievi, immagini, dati strumentali e campioni.
Il lavoro dovrebbe confluire in presentazioni e pubblicazioni dedicate alla morfodinamica, alla geochimica e alla biologia delle grotte glaciovulcaniche.
La prosecuzione del monitoraggio sul Kverkfjöll consentirà di verificare l’entità e i tempi delle trasformazioni in atto.
Alla spedizione hanno partecipato Andrea Benassi, Tommaso Biondi, Lorenzo Bordin, Marco Ettrapini, Mattia Gerbaudo, Cristian Monticone, Lorenzo Scialò, Paolo Testa, Maria F. Trombini, Paolo Turrini, Carlo Urbanet, Ivan Vicenzi e Katia Zampatti.
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio di enti speleologici, accademici e associativi italiani, fra cui Società Speleologica Italiana ETS, CAI Nazionale, Società Geografica Italiana e Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Fonti
- La Scintilena, “Ghiaccio bollente: esplorazioni glaciovulcaniche in Islanda”
https://www.scintilena.com/ghiaccio-bollente-esplorazioni-glaciovulcaniche-in-islanda/08/07/ - Vatnajökull National Park, “Krepputunga – Kverkfjöll e Hvannalindir”
https://www.vatnajokulsthjodgardur.is/en/areas/krepputunga - PubMed, “Biogeochemical probing of microbial communities in a basalt-hosted hot spring at Kverkfjöll volcano, Iceland”
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29856116/ - eScholarship, “Microbial communities in dark oligotrophic volcanic ice cave ecosystems of Mt. Erebus, Antarctica”
https://escholarship.org/uc/item/2gr9z5d5
