La speleologia perde un Personaggio che ha passato la vita a documentare le grotte, io perdo un amico.

Se n’è andato nel silenzio del mondo speleologico, il 16 Agosto di quest’anno, senza che la comunità speleologica a cui ha donato tanto se ne accorgesse.

Guglielmo Esposito l’ho conosciuto di fama in un sottoscala al Raduno Nazionale di Speleologia di Frasassi 2004 mentre proiettava immagini 3D in continuo ad un pubblico affascinato da quella roba.

Ci incontrammo di nuovo, subito dopo pochi mesi, a Levigliani dalla Piera, dove insieme ad altri speleofotografi e divulgatori, davanti ad una tanica di vino da 10 litri venuta da Genova, prese forma il progetto Speleofotocontest di cui Guglielmo fu fondatore e colonna portante, insieme a me e agli altri ritratti in questa foto.

Fu una esperienze onirica e rivoluzionaria, qualcosa di nuovo nel panorama immobile della documentazione speleologica di allora.

Se proprio oggi Speleofotocontest celebra i suoi 20 anni, è grazie anche a lui e al suo impegno.

Personaggio spigoloso e particolare, ha dedicato gran parte della sua vita a fotografare e documentare in 3D grotte e cavità artificiali soprattutto nella sua ‘zona di competenza’ compresa prevalentemente nel Friuli Venezia Giulia.

Ho avuto un rapporto difficile con lui, per i nostri caratteri e le nostre visioni della vita incompatibili, ma era un amico e un personaggio tutto di un pezzo. Integro.

Mi è dispiaciuto enormemente leggere della sua scomparsa su Facebook in un post di Barbara Grillo, e immediatamente ho ripreso il filo di rapporti di 20 anni fa: Paolo Dori, Toni Cosentino, Maurizio Lancia, Carla Silvestri, Andrea Cerquetti, Stefano Rossini, Sandra Basilischi. Una telefonata ad ognuno, subito, perché era uno di noi di quella bellissima avventura. E il Muto di Servizio che fine avrà fatto?

Con l’occasione ricordiamo anche Marco Ottalevi, figura istituzionale di quel vecchio progetto SFC.

Io non ci credo alla vita dopo la morte, il lavoro di Guglielmo è la testimonianza del suo passaggio. Guglielmo non c’è più. Mi rimane in eredità un supporto con una slitta per foto 3D costruito da lui stesso, e la voglia di documentare il nostro mondo che ci accomunava tanto.

Oggi il mondo della speleologia perde un pezzetto importante. Faccio le mie condoglianze personali alla figlia.

Andrea Scatolini