Fossili di 773.000 anni fa rinvenuti a Casablanca rivoluzionano la comprensione delle origini umane in Nord Africa
La scoperta di fossili risalenti a 773.000 anni fa in una caverna del Marocco sta trasformando la geografia delle origini umane.
Un team internazionale di ricercatori marocchini e francesi ha pubblicato mercoledì sulla rivista Nature i risultati della loro analisi.
I reperti provengono da una grotta denominata Grotte à Hominidés presso il sito di Thomas Quarry I a Casablanca.
Gli scienziati ritengono che questi fossili rappresentino il possibile antenato comune di umani moderni, Neanderthal e Denisovani.
Le origini umane nel Nord Africa
La ricerca colloca le origini della linea evolutiva degli umani moderni nel Nord-Ovest africano.
Questo risultato modifica significativamente le teorie precedenti sulla dispersione geografica della specie.
L’importanza della scoperta risiede nella localizzazione temporale e spaziale di questo momento cruciale dell’evoluzione umana.
Il sito di Thomas Quarry I rappresenta ora una testimonianza fondamentale per comprendere come si sono differenziate le principali linee evolutive umane.
Caratteristiche dei fossili di Casablanca
I resti fossili rinvenuti nella grotta marocchina consistono in tre mandibole inferiori parziali, diverse vertebre e numerosi denti isolati.
Questi reperti presentano caratteristiche che ricordano l’Homo erectus.
Tuttavia, mostrano anche tratti distintivi che li differenziano da questo antenato umano.
La combinazione di caratteri primitivi e derivati suggerisce una posizione intermedia nell’albero evolutivo umano.
Le mandibole sono particolarmente significative per la paleoantropologia.
L’importanza paleoantropologica della ricerca
Lo studio di questi fossili ha implicazioni rilevanti per la comprensione delle origini umane.
L’analisi comparativa con altri reperti africani fornisce nuovi dati sulla variabilità morfologica dei ominidi nord-africani.
Il confronto tra la mandibola di Thomas Quarry I, datata a 773.000 anni fa, e quella di Tighennif 3 dall’Algeria, risalente a circa 700.000 anni fa, illustra l’evoluzione in questo periodo cruciale.
Anche il raffronto con il Jebel Irhoud Homo sapiens del Marocco, datato a 300.000 anni fa, contribuisce a chiarire la sequenza evolutiva umana.
Implicazioni per lo studio dell’evoluzione umana
La scoperta del possibile antenato comune ha conseguenze significative per la paleoantropologia moderna.
Stabilire il momento e il luogo esatto di divergenza tra le linee umane e neanderthaliane è stato un obiettivo fondamentale della ricerca paleontologica.
Questi nuovi dati permettono di ridefinire i modelli evolutivi precedentemente proposti.
La ricerca dimostra l’importanza continua dell’Africa come centro di origine e diversificazione della specie umana.
Le caverne marocchine si confermano come siti paleontologici di eccezionale valore scientifico.
Articolo redatto sulla base della ricerca pubblicata in Nature, gennaio 2026
Fonte
https://www.nature.com/articles/s41586-025-09914-y#citeas