Un molare di 60.000 anni fa rivela tecniche odontoiatriche Neanderthal prima sconosciute

Una scoperta nella grotta di Chagyrskaya, nei monti Altai siberiani, ha portato alla luce prove concrete che i Neanderthal praticassero cure odontoiatriche circa 40.000 anni prima degli esseri umani moderni . Un molare fossile con un foro realizzato intenzionalmente racconta una storia di intelligenza, collaborazione e cure mediche attive, lontana dalla caricatura del “bruto preistorico”.


La grotta di Chagyrskaya e i fossili Neanderthal dei monti Altai

La grotta di Chagyrskaya si trova nei monti Altai, in Siberia sudoccidentale, ed è uno dei rari siti dell’Asia centrale dove sono stati rinvenuti fossili di Neanderthal . Circa 60.000 anni fa, questa zona ospitava iene delle caverne, rinoceronti lanosi e lupi, insieme a una robusta comunità di Neanderthal che viveva sul confine orientale dell’areale della specie.

Dal 2007, gli scienziati hanno portato alla luce oltre 70 fossili di ominidi sotto il pavimento della grotta, tra cui frammenti di mandibola, ossa sparse e decine di denti, molti con evidenti carie . Un articolo del 2022 aveva già rivelato che tra gli abitanti della grotta vi era una coppia padre-figlia, documentando legami familiari nel DNA.


Il molare forato: odontoiatria Neanderthal a 60.000 anni fa

Il molare rinvenuto presenta un foro insolito nella struttura, analizzato e descritto dai ricercatori sulla rivista scientifica PLOS One . Le analisi indicano che il foro fu praticato intenzionalmente con uno strumento di pietra, con l’obiettivo di rimuovere la parte interna del dente danneggiata dalla carie.

Questa procedura di cure odontoiatriche Neanderthal precede di circa 40.000 anni la prima testimonianza analoga documentata tra gli esseri umani moderni . Per verificare la teoria, i ricercatori hanno usato strumenti di pietra per praticare fori in denti moderni — incluso un dente del giudizio estratto a uno degli stessi scienziati — confermando la compatibilità con la tecnica preistorica.


Cosa ci insegna questa scoperta sulle cure mediche Neanderthal

Andrey Krivoshapkin, paleoarcheologo presso l’Istituto di Archeologia ed Etnografia dell’Accademia Russa delle Scienze e coautore dello studio, è netto nella sua valutazione: “Scoperte come questa mettono definitivamente fine a quella vecchia caricatura. Questo va oltre la semplice igiene: siamo nel regno delle cure mediche attive” .

Penny Spikins, archeologa dell’Università di York specializzata nello studio delle pratiche di cura tra gli esseri umani primitivi, aggiunge una prospettiva sociale . Il molare trattato dimostra che i Neanderthal sapevano identificare la causa del dolore e collaboravano per risolverla. I Neanderthal erano, secondo Spikins, “disposti a fare qualcosa di davvero difficile: peggiorare temporaneamente il dolore di qualcuno per risolverlo a lungo termine” — un segno di fiducia reciproca e pensiero progettuale.


I denti come archivio della vita Neanderthal

I denti sono tra le fonti più ricche di informazioni sulla vita dei Neanderthal: il tartaro conserva tracce di cibo, abitudini e piante . Studi precedenti avevano già trovato tracce di amido nel tartaro, confermando che le piante erano parte della dieta paleolitica, mentre un articolo del 2013 aveva documentato l’uso di un primitivo stuzzicadenti da parte di un Neanderthal in Spagna per alleviare il dolore alle gengive.

La nuova scoperta nella grotta di Chagyrskaya si inserisce in questo quadro in espansione . Le cure odontoiatriche Neanderthal rappresentano ora un elemento concreto della loro capacità cognitiva e sociale: osservavano, ragionavano e agivano con intenzione.


Un’immagine dei Neanderthal sempre più complessa

Negli ultimi decenni, la ricerca ha progressivamente ridisegnato il profilo dei Neanderthal, con prove di espressione artistica, rituali funebri e ora di pratiche mediche strutturate . La grotta di Chagyrskaya continua a essere un sito chiave per comprendere questa specie estinta nel tardo Pleistocene circa 40.000 anni fa.

I Neanderthal praticavano cure dentali almeno 60.000 anni fa: questo dato, documentato da PLOS One, aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione dell’evoluzione dell’intelligenza nella storia umana .


Fonte: Jack Tamisiea, National Geographic, 14 maggio 2026 — Studio originale: Zubova et al., 2026, PLOS One, CC-BY 4.0