Dati aggiornati sui ghiacciai dolomitici evidenziano una riduzione significativa di superficie e volume
Tra il 1980 e il 2023, i ghiacciai delle Dolomiti hanno subito una riduzione complessiva del 56% della loro superficie. Parallelamente, è stato registrato un decremento di circa 30 metri dello spessore medio dei ghiacci e una perdita di massa stimata in 0.105 gigatonnellate (Gt) di ghiaccio[1].
Questi dati derivano da una ricerca aggiornata e completa, frutto di una collaborazione tra ricercatori dell’istituto CNR Istituto di Scienze Polari, ARPAV, Comitato Glaciologico Italiano e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Lo studio, curato principalmente da Andrea, è ora disponibile online e rappresenta l’ultima fase di un lavoro pluriennale di monitoraggio e revisione, confermando così la tendenza al declino dei ghiacciai dolomitici negli ultimi decenni.
Monitoraggio continuo sull’evoluzione dei ghiacciai dolomitici: dati di superficie e spessore tra 1980 e 2023
L’analisi dell’andamento temporale dei ghiacciai in questa regione alpina mostra un costante ritiro dovuto a fattori climatici. La perdita di oltre la metà della loro superficie rappresenta un impatto rilevante sul paesaggio e sugli equilibri ambientali locali, con una riduzione di spessore media pari a 30 metri che sottolinea anche il rapido assottigliamento dei ghiacci.
La perdita di massa di 0.105 Gt di ghiaccio indica la quantità totale di acqua ghiacciata dispersa, un valore che contribuisce ad arricchire il quadro più ampio degli effetti dei cambiamenti climatici in ambiente alpino. Questi dati forniscono inoltre informazioni essenziali per il monitoraggio degli habitat montani e per la previsione dell’effetto delle variazioni glaciali sul bilancio idrico regionale.
Collaborazione scientifica multidisciplinare per lo studio dei ghiacciai dolomitici
Lo studio, basato su rigorosi rilievi e modellazioni, è il risultato di una collaborazione tra numerosi enti e istituzioni scientifiche italiane, tra cui CNR, ARPAV, Comitato Glaciologico Italiano e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tale lavoro rappresenta un aggiornamento importante per la comunità scientifica, con dati utili sia per la ricerca che per la pianificazione della tutela ambientale.
Il risultato finale è pubblicato nella rivista internazionale “The Cryosphere” (TC), portale specializzato in studi climatici e glaciologici, e ha già ottenuto rilievo attraverso comunicati stampa istituzionali e notizie divulgative, come quelli di ANSA e “Altra Montagna”[1].
Prospettive future e importanza del monitoraggio glaciologico nelle Dolomiti
Il monitoraggio continuativo dei ghiacciai dolomitici è fondamentale per comprendere meglio l’impatto locale dei cambiamenti globali del clima. La disponibilità di dati aggiornati e dettagliati consente di valutare con precisione le dinamiche di ritiro glaciale, elementi chiave per la gestione dell’ambiente alpino.
La riduzione del 56% della superficie tra 1980 e il 2023 indica che il trend di perdita è in atto da tempo e potrebbe influenzare in futuro il funzionamento dei bacini idrografici e la stabilità degli ecosistemi montani. Questi risultati sottolineano l’urgenza di strategie di adattamento e di conservazione specifiche per le aree glaciali delle Dolomiti.
[1] Dati e approfondimenti tratti da studi pubblicati dal CNR Istituto di Scienze Polari, ARPAV, Comitato Glaciologico Italiano, Università Ca’ Foscari Venezia, comunicati stampa CNR e fonti di divulgazione scientifica attuali.
Fonte: https://www.facebook.com/share/1EpWyFVgEE/?mibextid=wwXIfr