Un primo studio esplorativo con sorprendenti scoperte grazie a Stefano Mina Lapadula, Stephanie Sherpa e altri coautori
I Monolistra
- I Monolistra sono crostacei isopodi adattati spesso a vivere in ambienti umidi e sotterranei, strettamente legati al mondo carsico.
- Il genere Monolistra è presente in Italia, Svizzera, ex Jugoslavia e aree circostanti.
- Alcune specie sono considerate vulnerabili o addirittura in pericolo secondo liste di tutela (es. IUCN) per la loro distribuzione limitata e la forte specializzazione ambientale.
È stato pubblicato su Journal of Zoological Systematics lo studio “Population Genomic Divergence Reveals Uncertainties in Species Identification of Cave-Dwelling Isopods”, firmato da Stefano Mina Lapadula, Raoul Manenti, Benedetta Barzaghi, Gentile Francesco Ficetola e Stéphanie Sherpa.
L’articolo rappresenta la prima indagine genomica completa sulle popolazioni di Monolistra — crostacei isopodi adattati alla vita sotterranea — che abitano le Prealpi italiane e svizzere, dal Carso classico fino alle Prealpi di Lugano.
Il lavoro, segnalato da Valentina Balestra con parole di sincero entusiasmo, offre uno sguardo inedito sulla diversità genetica e sull’evoluzione di questi enigmatici organismi.
Un universo genetico sotto terra
Per molto tempo la tassonomia dei Monolistra si è basata su tratti morfologici: dimensioni, forma del corpo, occhi, pigmentazione. Tuttavia, in ambienti bui e isolati come le grotte, questi caratteri possono convergere tra specie diverse o variare molto all’interno della stessa popolazione, generando confusione.
Lo studio ha utilizzato una tecnologia di sequenziamento di nuova generazione (ddRADseq) per analizzare genomi completi e decine di migliaia di marcatori SNP, ricostruendo la storia evolutiva di sette specie lungo 21 popolazioni sotterranee.
Il risultato? Una forte divergenza genetica tra i gruppi, organizzata in sette cladi principali, con un chiaro gradiente est–ovest.
Morfologia e DNA: un confronto che cambia tutto
Il dato più rilevante è la discrepanza tra classificazione morfologica e dati genomici: alcune specie considerate distinte appaiono geneticamente affini, mentre altre, ritenute varianti locali, mostrano differenze profonde, tali da suggerire l’esistenza di specie criptiche.
Le analisi di struttura genetica indicano inoltre un isolamento quasi totale tra le singole grotte, dove ogni popolazione evolve indipendentemente, come un piccolo laboratorio naturale separato da pochi chilometri ma milioni di anni di storia.Le Prealpi come mosaico evolutivoI laghi prealpini — Garda, Iseo, Como, Lugano — agiscono come barriere biogeografiche che delimitano la distribuzione delle specie, confermando un modello già osservato in passato ma ora documentato geneticamente.L’analisi genomica suggerisce che il genere Monolistra si sia originato da antenati marini durante la crisi di salinità del Messiniano (circa 5 milioni di anni fa), e che le glaciazioni pleistoceniche abbiano contribuito a separare e differenziare le popolazioni.Un invito a esplorare e a proteggereI risultati mostrano che la diversità reale del genere Monolistra è probabilmente molto più ampia di quanto oggi riconosciuto.Ogni nuova analisi genetica porta alla luce linee evolutive uniche, spesso confinate in una singola grotta: patrimoni invisibili, fragili e irripetibili.