Un viaggio nel sottosuolo dei Monti di Campiglia, tra cavità naturali, antiche miniere, testimonianze etrusche e biodiversità ipogea. È questo il tema dell’incontro “Il mondo nascosto dei Monti di Campiglia. Tra grotte, miniere etrusche e vita sotterranea”, promosso dalla Federazione Speleologica Toscana e ospitato al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno.

Relatori della serata saranno Luisa Dainelli, speleologa e biologa, e Luca Tinagli, speleologo e geologo, che accompagneranno il pubblico alla scoperta di uno dei territori più affascinanti della Toscana dal punto di vista geologico, minerario e speleologico.

Luisa è ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Verbania Pallanza, dove si occupa di ecosistemi sotterranei e macroinvertebrati. Laureata all’Università di Pisa in Conservation and Evolutionary Biology, ha dedicato la sua tesi allo studio dei macroinvertebrati terrestri nelle grotte ricche di guano. Accanto all’attività scientifica, Dainelli è anche istruttrice di speleologia SSI ets e istruttrice tecnica del Gruppo Speleologico Archeologico Livornese, esperienza che le consente di unire ricerca accademica ed esplorazione sul campo. Le sue attività comprendono campionamenti di acqua, suolo e invertebrati in cavità italiane ed europee, con partecipazioni a conferenze nazionali e internazionali dedicate alla biospeleologia.

Luca, geologo e speleologo esploratore, svolge attività di ricerca e divulgazione sui sistemi carsici e minerari della Toscana. Da anni è impegnato nello studio del comprensorio dei Monti di Campiglia, dove l’intreccio tra geologia, attività estrattive e frequentazione umana ha dato origine a un patrimonio sotterraneo di straordinario interesse scientifico e storico.

I Monti di Campiglia custodiscono infatti un patrimonio sotterraneo di straordinario interesse: grotte naturali, antiche miniere sfruttate fin dall’epoca etrusca e ambienti ipogei ricchi di peculiarità geologiche e biologiche. Un paesaggio nascosto che racconta migliaia di anni di storia, dall’evoluzione del territorio alle attività estrattive, fino agli adattamenti della fauna che vive nel buio delle cavità.

‘I Monti di Campiglia – scrive Nadia Ricci, presidente della FST – custodiscono un articolato sistema di cavità naturali che raggiungono quasi il livello del mare e antiche grotte-miniera etrusche, testimonianza di un’intensa attività estrattiva sviluppatasi già oltre duemila anni fa.  Non mancherà uno sguardo al delicato ecosistema sotterraneo, popolato da specie perfettamente adattate alla vita nel buio, tra ragni, ortotteri e pipistrelli, e alle conoscenze maturate grazie alle esplorazioni e agli studi condotti direttamente sul campo’.

L’incontro è a ingresso libero: avvicinerà il pubblico al mondo sotterraneo attraverso il racconto di chi lo esplora, lo studia e ne tutela l’ambiente.

L’iniziativa è organizzata dalla Federazione Speleologica Toscana in collaborazione con il Gruppo Speleologico Archeologico Livornese e il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno.

Fonte: locandina dell’evento diffusa dalla Federazione Speleologica Toscana – foto di Luca Tinagli, e mail su lista Speleo.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *