Riemergono i misteri della sepoltura paleolitica grazie a un nuovo studio guidato da Vitale Stefano Sparacello

Una morte antica, un giovane cacciatore, e un enigma rimasto irrisolto per millenni. Nella Grotta delle Arene Candide, a Finale Ligure, giace il corpo di un adolescente vissuto nel Paleolitico superiore, noto come il “Giovane Principe” per la ricchezza e l’eccezionalità del suo corredo funerario. La sepoltura, tra le più iconiche d’Europa, continua ancora oggi a raccontare storie — e a porre domande.

Un nuovo studio, appena pubblicato sulla rivista Journal of Anthropological Sciences, riapre il caso con uno sguardo attento e strumenti aggiornati.

Il lavoro, firmato da Vitale Stefano Sparacello e da un gruppo di studiosi, rivela nuove tracce di traumi scheletrici, compatibili con un evento violento che potrebbe aver causato la morte del giovane.

Tra le ipotesi più affascinanti: l’attacco di un grande predatore, forse un orso.

Il contesto preistorico in cui il giovane visse era infatti popolato da animali pericolosi, e il suo stesso corredo funebre — tra cui una tiara di conchiglie, pendagli e lame di selce — suggerisce un ruolo speciale nella comunità, forse quello di un giovane cacciatore caduto in circostanze drammatiche.

Il nuovo studio, intitolato “New signs of skeletal trauma in the Upper Paleolithic Principe from Arene Candide Cave (Liguria, Italy) bear novel insights into the circumstances of his death”, è frutto della collaborazione tra ricercatori italiani, francesi e canadesi, tra cui Fabio Negrino, che ha descritto il lavoro come “un onore e un piacere” a cui partecipare.

Oltre al contributo paleoantropologico, lo studio riporta l’attenzione su quanto sia ancora vivo e ricco di domande il passato sepolto nel sottosuolo ligure.

Il “Principe” delle Arene Candide torna così a parlarci, con nuove parole incise nelle sue ossa.

Il gruppo di ricerca, composto da Vitale Stefano Sparacello, Irene Dori, Nico Radi, Patrizia Garibaldi, Irene Molinari, Julien Riel-Salvatore, Claudine Gravel-Miguel, Marta Zunino, Fabio Negrino & Elisabetta Starnini, arricchisce con il suo lavoro il racconto archeologico di uno dei più affascinanti reperti umani del Paleolitico europeo.

https://www.isita-org.com/jass/Contents/2025vol103/Sparacello/41364101.pdf

https://www.isita-org.com/jass/Contents/2025vol103/Sparacello/Sparacello_Supplementary.pdf

Foto di copertina: Resti del “Giovane Principe” delle Arene Candide esposti al Museo Archeologico di Pegli (Genova). Foto di Lorenzo Donzelli (CC0 – pubblico dominio) via Wikimedia Commons

Un pensiero su “Il Principe e l’Orso: nuove tracce di morte nella caverna delle Arene Candide”

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