Da parole e immagini di Elia Pegollo su Facebook
“Namastè Alpi Apuane, Montagne irripetibili”: inizia così un recente post pubblicato da Elia Pegollo su Facebook. Accompagnato da una sua intensa fotografia, apre la porta su uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti delle Alpi Apuane: la Grotta del Tanaccio, sul versante sud del Monte Gabberi, sopra i villaggi di Farnocchia e Pomezzana.
Qui, circa 11.000 anni fa, una colonna stalattitica è stata modellata per creare un seggio di pietra, un vero e proprio “trono” rituale. Non è un dettaglio casuale della natura, ma un segno tangibile di culti antichissimi, legati alla Grande Madre e ai riti lunari dell’“Era del Cancro”.
La conformazione del seggio, con una concavità che raccoglie ancora oggi l’acqua filtrata dalla roccia, fa pensare a un utilizzo cerimoniale. Secondo la ricercatrice Maria Cristina Ciriello, scrive Elia, il manufatto poteva essere usato come seggio da parto: i neonati scivolavano nell’acqua in una sorta di primitivo parto rituale, richiamando anche usanze locali come la sepoltura della placenta presso la grotta, in voga fino alla metà del secolo scorso.
Il Tanaccio, insieme alla vicina Grotta all’Onda, sembra parte di un’antica area sacra dedicata a riti femminili e lunari. Lo confermano anche i toponimi che sopravvivono nelle Apuane: Serenaia, i monti di Selene, la Luna, e Orto di Donna, il giardino della Signora, Diana, anch’essa dea lunare.
Proprio a partire da queste suggestioni, Claudio Grandi ha scritto, a corredo del post di Elia che pubblicherà l’intervento di Pegollo nel libretto Manifesto per le Alpi Apuane, in preparazione, con un richiamo forte all’urgenza di tutelare e conservare queste montagne.
Il 20 settembre a Terrarossa: “I Monti Sacri”
Proprio in questa chiave di lettura, tra mito, storia e natura, si è inserita la presenza di Elia Pegollo il 20 settembre a Terrarossa di Licciana Nardi, nell’ambito della rassegna Sabato con il Personaggio a cura di Paola Fregosi.
L’incontro, dal titolo “I Monti Sacri. Alla ricerca degli antichi nomi delle Alpi Apuane”, ha visto Pegollo raccontare al pubblico i segreti simbolici e toponomastici delle montagne apuane. A introdurre la conferenza è stato Mario Ricciardi.
Un evento importante: ha confermato le Apuane come scenario naturale straordinario e anche come luogo di memoria e sacralità: sono monti che parlano di dei, di donne, di riti e di identità collettiva, ma sono terribilmente e quitidianamente aggrediti.
Fonte: https://www.facebook.com/lupoapuano