Tensioni tra barcaioli per le visite, denunciati pagamenti extra non ufficiali

Grotta Azzurra di Capri, fenomeno turistico e criticità nella gestione degli ingressi

La Grotta Azzurra di Capri è una delle attrazioni più famose al mondo, nota per i suoi suggestivi riflessi di luce azzurra prodotti dalla particolare rifrazione della luce solare attraverso l’acqua.

Ogni anno, migliaia di visitatori si recano sull’isola per provare l’esperienza di entrare nella grotta mediante piccole barche a remi, che possono trasportare al massimo quattro persone per volta.

L’ingresso è caratterizzato da un passaggio stretto e basso, che obbliga i visitatori a stendersi sul fondo della barca per poter entrare.

L’accesso alla Grotta è regolato da un ticket ufficiale, il cui costo è pari a 18 euro, e la visita è possibile dalle 9 alle 17 con condizioni meteo-marine favorevoli, dal mese di aprile a ottobre, mentre in inverno la grotta è generalmente chiusa per la sicurezza dei visitatori[1][2].

Denuncia di risse e pagamenti aggiuntivi non autorizzati presso l’ingresso della Grotta Azzurra

Recentemente, una lite fra barcaioli all’ingresso della Grotta Azzurra è stata filmata e diffusa, attirando l’attenzione delle autorità e degli operatori del turismo.

I protagonisti della denuncia, tra cui il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere di Europa Verde Gianni Caselli, hanno segnalato che episodi simili si verificano con frequenza, generando tensioni e rischi di risse anche davanti ai turisti.

Al centro del contenzioso vi sarebbe la pratica di richiedere somme di denaro extra in contanti (‘a nero’), oltre al biglietto ufficiale, per poter saltare la fila e accedere prima alla grotta.

Chi non versa questa mancia viene invece costretto ad attendere in coda, con conseguente aumento dello stress tra visitatori e operatori[3][8][9].

Impegno per verifiche e trasparenza nella gestione degli ingressi alla Grotta Azzurra

Le autorità e i rappresentanti politici chiedono un immediato intervento di controllo per accertare se i soggetti che pretendono questo “pizzo legalizzato” appartengano alle cooperative che gestiscono le prenotazioni ufficiali o se si tratti di operatori abusivi tollerati.

Si sottolinea l’importanza di una gestione trasparente e regolare degli ingressi per salvaguardare l’immagine dell’isola e garantire un’esperienza turistica corretta e sicura.

La situazione evidenzia criticità che potrebbero compromettere la reputazione e l’attrattiva della Grotta Azzurra, una vera icona del patrimonio naturale campano[3][8][9].

Sicurezza e rispetto delle norme nella visita alla Grotta Azzurra

Per motivi di sicurezza, l’accesso alla grotta avviene soltanto tramite le barche a remi e con condizioni meteo ottimali per evitare incidenti.

È inoltre vietato fare il bagno all’interno o nei pressi della Grotta Azzurra, come confermato da ordinanze della Capitaneria di Porto, proprio per i rischi derivanti da corrente e risacca.

Dunque, una corretta organizzazione e rispetto delle regole sono essenziali per proteggere sia i visitatori sia il delicato ecosistema marino e rupestre del sito[1][2][6].

L’episodio delle risse e delle richieste di pagamento extra rappresenta un campanello d’allarme per la gestione turistica locale, invitando a interventi decisivi da parte delle autorità competenti.


[8] Risse in mare per entrare nella Grotta Azzurra di Capri https://www.metropolisweb.it/2025/07/19/risse-mare-entrare-nella-grotta-azzurra-capri/