La vittima è Raquel D. Brunet, speleologa e geologa, volto di molti scatti di Victor Ferrer

Intorno alle 13 di sabato 24 maggio 2025 è scattato un intervento di soccorso in Catalogna, dopo che alcuni speleologi impegnati in un’esplorazione hanno lanciato l’allarme: una donna era rimasta ferita e intrappolata in una grotta della zona.

L’incidente è avvenuto nell’Avenc de la Crisi, una cavità tra le più tecniche della Catalogna, con 148 metri di profondità e un pozzo verticale iniziale di 117 metri, particolarmente complesso da affrontare.

Data la gravità della situazione, sono state mobilitate 13 unità di soccorso da parte dei Bombers de la Generalitat (i Vigili del Fuoco catalani, con competenze analoghe a quelle del nostro Corpo Nazionale e del Soccorso Alpino Speleologico), tra cui:

  • il GRAE (Grup d’Actuacions Especials), specializzato in interventi in ambienti complessi;
  • un elicottero;
  • un’unità congiunta dei Bombers e del Sistema d’Emergències Mèdiques (SEM).

Purtroppo, nonostante l’impegno dei soccorritori, il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso della speleologa. I dettagli dell’incidente non sono ancora stati resi noti. Le difficili condizioni della cavità — tratti verticali, passaggi stretti e bagnati — hanno complicato sia i tentativi di soccorso sia le operazioni di recupero del corpo, avvenute solo nella mattinata di domenica 25 maggio, dopo l’autorizzazione delle autorità giudiziarie.

La vittima è Raquel Daza Brunet, 40 anni, speleologa esperta e geologa. Era ricercatrice post-dottorato presso l’Istituto di Geologia dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), con competenze specifiche in identificazione e topografia di cavità carsiche.

Nel 2019 aveva rappresentato la comunità speleologica spagnola alla Convention della National Speleological Society (NSS) negli Stati Uniti, intervenendo insieme al fotografo Dave Bunnell in una relazione sui tubi di lava delle Hawaii.

Membro attivo dell’associazione Espeleofoto, Raquel era nota anche come modella in numerosi progetti fotografici sotterranei. Con il suo volto espressivo e la sua presenza scenica, ha contribuito alla realizzazione di centinaia di scatti diventati simbolo della bellezza nascosta del mondo ipogeo.

In un post pubblicato sui social, il fotografo Victor Ferrer, compagno di molte spedizioni, ha ricordato che proprio lo stesso giorno dell’incidente era stato presentato un video in cui Raquel, durante un’esplorazione alla Cueva de los Chorros a Riopar, affrontava sorridente un lago sotterraneo.

“Raquel era una vera appassionata, una scienziata e una compagna preziosa — scrive Ferrer — Porteremo a termine il progetto a cui stavamo lavorando insieme e onoreremo la sua memoria.”

Tra gli ultimi progetti di Raquel, in collaborazione con la Federació Catalana d’Espeleologia e l’Universitat d’Almeria, c’è il riconoscimento della Sala Rovellonera dell’Avenc Sabarín come Punt d’Interès Geològic de Catalunya.

Raquel lascia una grande eredità fatta di immagini, studi, pubblicazioni scientifiche e soprattutto un ricordo profondo e affettuoso in chi ha condiviso con lei la passione per l’esplorazione del sottosuolo.

L’annuncio della sua morte ha colpito profondamente tutti coloro che l’hanno conosciuta come compagna di esplorazioni, collega di ricerca, e amica disponibile e sorridente, pronta sempre a dare una mano – che fosse per una foto, una topografia o una discesa verticale.

“Continueremo a esplorare e a divulgare l’importanza di preservare il mondo sotterraneo e i tuoi amati speleotemi,” scrive la Federació nel messaggio di saluto.

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