Attivato il Soccorso Speleologico durante un’uscita esplorativa. Lo speleologo ha poi ripreso autonomamente la risalita

Ancora una volta il Soccorso si conferma presenza fondamentale nei momenti che contano.

Stazzema – Si è concluso con esito positivo l’intervento di recupero dello speleologo ferito nell’Abisso Rodolfo Farolfi, nel sistema carsico del Monte Corchia, sulle Alpi Apuane.

Siamo nel cuore delle Alpi Apuane, costituite da una grande piega formata da marmi nella parte superiore e grezzoni nella parte inferiore. Qui, sul Monte Corchia, si trova l’Abisso Farolfi, nel comune di Stazzema, in località Fociomboli: scoperto casualmente nel 1980, è ancora in esplorazione.

L’allarme era scattato nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 23 maggio 2026.

L’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano è stata chiesta a seguito di un incidente accaduto durante un’uscita esplorativa e di rilievo condotta da un gruppo di speleologi.

La squadra, composta da nove persone, stava operando in una zona interna della cavità: l’attività di progressione e rilievo topografico stava procedendo, suddivisa in due gruppi impegnati su differenti obiettivi esplorativi.

Nel corso delle operazioni, uno degli speleologi è scivolato durante una breve arrampicata in un meandro e ha urtato la parete con il fianco.

I compagni lo hanno immediatamente assistito e, in via precauzionale, è stato richiesto l’intervento del Soccorso Speleologico per verificare le condizioni dell’infortunato.

L’allarme è stato raccolto rapidamente dal CNSAS, che si trovava già in zona per un’attività addestrativa. Nel frattempo lo speleologo, dopo una fase iniziale di difficoltà dovuta alla contusione, ha mostrato un progressivo miglioramento ed è stato in grado di riprendere autonomamente la risalita accompagnato dal resto della squadra.

All’esterno della cavità il personale sanitario del Soccorso Alpino e Speleologico ha effettuato le prime valutazioni mediche, disponendo successivamente il trasferimento in ospedale per ulteriori controlli.

L’episodio si è concluso senza gravi conseguenze e ha evidenziato ancora una volta l’importanza delle procedure di sicurezza e della collaborazione tra speleologi e tecnici del soccorso.

Un grande ringraziamento va ancora una volta a tutti i soccorritori impegnati nell’intervento: con competenza, sacrificio e straordinaria preparazione, operano ogni giorno anche nelle situazioni più difficili e rischiose.

Una presenza silenziosa ma fondamentale per il territorio e per la sicurezza di tutti.

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