Dopo quindici giorni tra ghiacciai e vulcani, risultati oltre le aspettative per il team: Andrea Benassi promette a breve un report dettagliato
Si è conclusa la spedizione glaciospeleologica “Vatnajokull 2026 – Fire under Ice”, di cui avevamo annunciato a fine giugno la prossima partenza (leggi qui: https://www.scintilena.com/islanda-il-9-luglio-prende-il-via-la-spedizione-glaciospeleologica-vatnajokull-2026-fire-under-ice/06/30/).
A dare notizia della chiusura delle attività è Andrea Benassi, speleologo ed esploratore impegnato da anni in progetti di ricerca in ambienti estremi, con particolare attenzione ai contesti glaciali e vulcanici.
Questo il suo messaggio pubblicato sui social:
“Si conclude oggi la Spedizione speleologica e scientifica sui ghiacciai dell’ Islanda. Per quindici giorni in 13 abbiamo percorso ghiacciai e vulcani alla ricerca di nuove grotte glaciovuocaniche. I risultati sono stati decisamente sopra le aspettative e già si progettano futuri ritorni. A breve un primo report e notizie dettagliate. Per ora un ringraziamento di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile questa bella avventura: sponsor, enti e istituzioni che hanno concesso il loro patrocinio e ovviamente tutti i partecipanti che dato il massimo. Grazie.
Lazzaro Speleo Lorenzo Bordin Maria F Trombini Paolo Testa Paolo Turrini Ivan Vicenzi Mattia Gerbaudo Katia Zampatti Tommaso Biondi Lorenzo Scialò Carlo Urbanet Marco Ettrapini”
Le immagini condivise dal team mostrano alcune delle aree di lavoro, con mappe georeferenziate utilizzate per pianificare le attività sul campo, evidenziando zone glaciali, crepacci e possibili settori di interesse esplorativo

La spedizione si è svolta nell’area del Vatnajokull, uno dei più grandi ghiacciai d’Europa, dove l’interazione tra ghiaccio e attività vulcanica genera sistemi sotterranei unici, ancora in gran parte inesplorati.

Dalle prime informazioni, i risultati ottenuti hanno superato le aspettative, in termini esplorativi e scientifici, aprendo nuove prospettive per future campagne di ricerca che – siamo pronti a scommettere – sono certo già in fase di progettazione.
Un lavoro che merita i complimenti a tutti i partecipanti, per aver affrontato con competenza e spirito di squadra uno degli ambienti più affascinanti e difficili della speleologia, non solo contemporanea.
