C’è un posto sulla Terra dove puoi scendere a 120 metri di profondità dentro la camera magmatica di un vulcano, usando un ascensore, e trovarti circondata da pareti gialle di zolfo, blu cobalto di roccia distaccata e micro-organismi fluorescenti che non esistono da nessun’altra parte al mondo. Si chiama Thrihnukagigur, è in Islanda, ed è l’unico vulcano al mondo dove questo è possibile. Ma è solo l’inizio di quello che l’isola offre agli speleologi.
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Perché l’Islanda è il Paradiso Mondiale della Vulcanospeleologia
L’Islanda occupa una posizione geologica assolutamente unica sul pianeta: si trova esattamente sopra il punto caldo dell’Atlantico settentrionale (hotspot) e al tempo stesso lungo la dorsale medio-atlantica, il confine tra la placca tettonica euroasiatica e quella nordamericana. Queste due forze — il rifting continuo che allarga l’isola di circa 2 cm all’anno e il pennacchio magmatico che alimenta eruzioni frequenti e abbondanti — creano le condizioni ideali per la formazione di enormi quantità di lava basaltica fluida. È proprio questo tipo di lava, a bassa viscosità, il materiale che origina i tubi lavici (lavatubes): mentre la superficie del flusso si raffredda e solidifica, la lava sottostante continua a scorrere, lasciando dietro di sé gallerie cave.[1][2]
L’Islanda ospita alcune delle più grandi concentrazioni di tubi lavici al mondo, con lunghezze che vanno da pochi metri a diversi chilometri. A questo si aggiunge un’altra peculiarità: la quasi totale assenza di vegetazione superficiale densa su molti campi lavici (hraunfield) facilita l’identificazione degli ingressi alle grotte, rendendo l’esplorazione più accessibile rispetto ad altri ambienti vulcanici tropicali. Il Paese conta anche grotte glaciovulcaniche, nate dall’interazione tra la massa dei ghiacciai — come il Vatnajökull — e il calore geotermico dei vulcani sottostanti, sistemi che rappresentano la frontiera più avanzata della speleologia mondiale.[3][4][5]
La vulcanospeleologia islandese non si limita all’esplorazione turistica: ogni anno ricercatori di Università italiane (Bologna, Padova, Sassari), insieme alla spedizione La Venta coordinata da Francesco Sauro, conducono campagne scientifiche all’interno dei tubi lavici, anche di recente formazione, per studiare la colonizzazione microbica, la mineralogia metastabile e le dinamiche di raffreddamento della lava.[6][7][8]
Vidgelmir: La Grotta Lavica Più Grande d’Islanda
Caratteristiche Geologiche e Dimensioni
Vidgelmir (o Víðgelmir) è il tubo lavico per volume più grande dell’Islanda, con 148.000 metri cubi di spazio interno. Si trova nella regione occidentale del Paese, all’interno del campo lavico di Hallmundarhraun, nella valle di Borgarfjörður. La sua formazione risale a circa il 935-940 d.C., quando un’eruzione nei pressi del ghiacciaio Langjökull diede vita all’intera colata. La grotta si estende per 1.585 metri di lunghezza, con un’altezza massima del soffitto di 15,8 metri e una larghezza massima di 16,5 metri. Ha un’unica zona d’accesso, dove il tetto del tubo è crollato creando due grandi aperture al suolo.[9][10][11]
Speleotemi e Interesse Scientifico
Vidgelmir è celebre per la sua straordinaria varietà di formazioni laviche: stalattiti e stalagmiti di lava, colonne, cordoni e pavimenti increspati documentano la dinamica del flusso originario. Nella zona più interna della grotta si trovano formazioni di ghiaccio che cambiano aspetto stagionalmente — in alcuni periodi storici, come tra il 1918 e il 1930, il ghiaccio ha completamente ostruito l’ingresso rendendo la grotta inaccessibile. Indagini archeologiche del 1993 hanno rinvenuto ossa e manufatti di epoca vichinga, confermando che la grotta fu utilizzata come rifugio da fuorilegge e schiavi irlandesi nei secoli successivi all’eruzione.[10][11][9]
Come Visitarla
La grotta è accessibile dall’azienda agricola Fljótstunga, in Hvítársíða, situata circa 2 km a nord-ovest dall’ingresso. Il percorso turistico interno è dotato di passerelle e scale metalliche che permettono l’accesso in sicurezza anche a visitatori senza esperienza speleologica. I tour guidati, disponibili tutto l’anno previo appuntamento, includono equipaggiamento (casco, torcia frontale) e una guida specializzata. È la grotta lavica considerata visivamente più spettacolare dell’Islanda e la più raccomandata per chi visita la regione occidentale.[11][10]
Raufarhólshellir: Il “Tunnel di Lava” a 30 Minuti da Reykjavik
Posizione e Accessibilità
Il tunnel di lava di Raufarhólshellir è uno dei più grandi e spettacolari tubi lavici dell’Islanda e il più vicino alla capitale: si trova a soli 30 minuti di auto da Reykjavik, nella regione di Suðurland, nei pressi del villaggio di Hveragerði e dell’area geotermica di Hengill. Per raggiungerlo si percorre la strada 1 (Hringvegur) verso sud-est e poi si svolta sulla strada 39. L’area dispone di parcheggio dedicato.[12]
Esperienza di Visita
All’interno si snodano numerose gallerie formate dall’azione vulcanica sulla roccia basaltica. I tour guidati, della durata di circa un’ora, coprono un tratto di 350 metri e sono classificati come bassa difficoltà. Le pareti mostrano una mirabile varietà cromatica dovuta alla presenza di diversi minerali vulcanici: il percorso è dotato di scale e passerelle interne per la sicurezza dei visitatori. Raufarhólshellir ha una curiosità cinematografica: alcune scene del film Noah (2014) con Russell Crowe e Anthony Hopkins sono state girate in una delle sue grotte interne.[13]
Il tour completo, incluso il trasporto da Reykjavik, dura circa tre ore ed è disponibile in diverse lingue, inclusa l’italiano tramite audioguida. Il prezzo parte da 54 euro a persona. È la scelta ideale per chi vuole sperimentare un tubo lavico islandese con un minimo investimento di tempo e senza rinunciare a una guida esperta.[12][13]
Leidarendi e Vatnshellir: Per Chi Vuole Uscire dai Circuiti Turistici
Leidarendi: Il Tunnel dei “Segugi della Lava”
Leidarendi si trova a meno di 30 minuti dal centro di Reykjavik ed è spesso trascurata a favore del più famoso Raufarhólshellir. Il suo nome islandese significa approssimativamente “fine della strada” e si addice perfettamente all’atmosfera del luogo. Il tunnel si sviluppa per circa 900 metri, con pareti che variano dal nero profondo al rosso e al giallo, testimonianza delle diverse temperature raggiunte dalla lava durante l’eruzione.[14]
L’aspetto più interessante di Leidarendi è la sua vocazione naturalistica: la grotta è un habitat importante per diverse specie, in particolare per i pipistrelli, che si rifugiano nelle sue fessure e cavità durante i mesi estivi. Questo la rende un luogo di interesse non solo geologico, ma anche biologico, ideale per chi abbina la speleologia all’osservazione faunistica. I tour sono solitamente più piccoli e intimi rispetto a Raufarhólshellir, con un’atmosfera più autentica e meno affollata.[14]
Vatnshellir: Sotto il Ghiacciaio di Jules Verne
Vatnshellir si trova nella penisola di Snæfellsnes, a sud del ghiacciaio Snæfellsjökull — lo stesso immortalato da Jules Verne come ingresso del “Viaggio al Centro della Terra”. Questo tubo lavico si è formato circa 8.000 anni fa in seguito all’eruzione di un cratere vicino: la lava fluì velocemente, la superficie si solidificò formando una crosta isolante, e quando il flusso interno cessò, rimase il tunnel cavo.[15]
La grotta è lunga circa 200 metri e raggiunge una profondità di 35 metri. La discesa avviene tramite una scala a chiocciola che porta direttamente al livello inferiore, dove le pareti mostrano colori vivaci: rosso, arancione, verde, giallo — le firme chimiche dei minerali vulcanici. I tour durano circa 50 minuti e sono condotti da guide locali esperte, con gruppi di massimo 16 persone. Vatnshellir è spesso combinata con un’escursione più ampia nella penisola di Snæfellsnes, che offre cascate, crateri vulcanici e spiagge di sabbia nera.[16][17][15]
Thrihnukagigur: La Camera Magmatica Come Nessun’Altra al Mondo
Il Fenomeno Geologico Unico
Thrihnukagigur è, senza ombra di dubbio, l’attrazione speleologica più straordinaria del pianeta. Si trova all’interno del Bláfjöll Blue Mountain Country Park, a sud-est di Reykjavik. Il suo nome significa “tre crateri” e il vulcano fa parte del sistema vulcanico dei Monti Azzurri (Bláfjöll). L’ultima eruzione risale a circa 4.000 anni fa — e qui comincia il mistero geologico.[18][19][20]
Normalmente, dopo un’eruzione vulcanica, la camera magmatica rimane piena di lava che si raffredda lentamente. Se invece si svuota completamente, il vulcano collassa su se stesso. A Thrihnukagigur non è successa né l’una né l’altra cosa. Una spaccatura sottostante ha drenato l’intera massa di magma ancora fluida, lasciando la camera completamente vuota — senza che il vulcano crollasse. Il risultato è una cavità di dimensioni monumentali: 213 metri di profondità totale, con la camera che copre un’area di 3.270 metri quadrati. Per dare un termine di paragone, la Statua della Libertà potrebbe stare comodamente all’interno, e si potrebbe contenere la chiesa di Hallgrimskirkja di Reykjavik.[19][20]
La Scoperta e l’Apertura al Pubblico
La vasta camera magmatica fu scoperta solo nel 1974 da un esploratore di grotte islandese, Árni B. Stefánsson. La notizia sorprese i vulcanologi di tutto il mondo, che non avevano mai osservato nulla di simile, e alimentò decenni di discussione scientifica per spiegarne l’origine. Solo nel 2012 vennero aperti i tour regolari che portano i visitatori all’interno.[21][19]
Come Si Visita
Il tour parte da Reykjavik con pullman che lasciano i visitatori all’ingresso del Blue Mountain Country Park. Da qui si percorrono 3,2 km a piedi (circa 50 minuti) fino al cratere superiore — la camminata stessa è parte integrante dell’esperienza. All’imboccatura del cratere, un ascensore a vetri cala lentamente i gruppi all’interno della camera magmatica, impiegando circa 6 minuti per coprire i 120 metri verticali fino al fondo. Una volta alla base, i visitatori possono camminare liberamente nello spazio, ammirando le pareti di colori straordinari:[20][18][21]
- Giallo: minerali solforosi depositati dai gas vulcanici
- Blu cobalto: rocce distaccatesi dalle pareti per processi termici
- Rosso, arancione, violetto: i segni chimici di ossidi di ferro e manganese
- Bianco e grigio: depositi minerali da sublimazione[18][21]
Le pareti ospitano anche micro-organismi fluorescenti adattati all’oscurità e all’ambiente geochimico estremo — alcune di queste specie sono state trovate unicamente qui. I tour sono attivi da maggio a ottobre (il sito è inaccessibile d’inverno per le condizioni meteorologiche), durano circa 6 ore in totale e includono una zuppa calda al rientro.[20][18]
Frontiera della Ricerca: Fagradalsfjall e le Grotte Ancora Calde
Un capitolo a parte merita la ricerca nelle grotte di più recente formazione. Le eruzioni del vulcano Fagradalsfjall sulla penisola di Reykjanes — avvenute tra il 2021 e il 2024 — hanno creato tubi lavici letteralmente nati di ieri, con temperature ancora superiori ai 250°C all’interno. Il progetto Hraunrásir, guidato da Francesco Sauro (La Venta) e finanziato dalla National Geographic Society, ha portato speleologi e ricercatori italiani a esplorare queste cavità con tute alluminizzate e respiratori speciali, raccogliendo campioni ad alte temperature.[7][6]
Durante la spedizione del 2023, il team ha utilizzato:
- Droni Elios 3 (Flyability) per mappare i tubi in precondizioni di sicurezza
- Laser scanner (VIGEA e CNR) per rilievi tridimensionali di precisione
- Microscopio SEM Phenom (Thermo Fisher Scientific) per analisi mineralogiche direttamente sul campo[7]
I ricercatori hanno scoperto che in diverse sezioni dei tubi lavici esistono già distinte comunità microbiche, alcune delle quali si nutrono per chemioautotrofia — ossia ossidando zolfo e ferro inorganico in assenza di luce solare. Questi micro-ecosistemi primordiali sono considerati analogici a quelli che potrebbero svilupparsi all’interno di tubi lavici su Marte o sulla Luna, rendendo l’Islanda un laboratorio naturale per l’astrobiologia.[8][22]
Grotte Glaciovulcaniche: La Frontiera Più Estrema
L’Islanda ospita anche un tipo di grotta che non esiste pressoché altrove al mondo: le Fumarolic Ice Caves (FIC), o grotte glaciovulcaniche, nate dall’incontro tra i ghiacciai — in particolare il Vatnajökull — e il calore dei vulcani sottostanti come il Kverkfjöll. Speleologi italiani (Cristian Monticone, Andrea Benassi, Maria F. Trombin e Lorenzo Bordin) hanno esplorato questi ambienti, pubblicando nel gennaio 2026 sulla Rivista del CAI un resoconto delle esplorazioni condotte nella caldera di Kverkfjöll e nel campo geotermale di Hveradalur.[4]
Questi sistemi possono svilupparsi per oltre 900 metri, con camini profondi, laghi subglaciali bollenti e geometrie instabili in continua trasformazione. I rischi principali per i loro esploratori sono l’accumulo di anidride carbonica (CO?) e acido solfidrico (H?S) nei punti più bassi della cavità, dove questi gas — più pesanti dell’aria — sostituiscono l’ossigeno respirabile. Il cambiamento climatico sta accelerando la trasformazione morfologica di queste grotte, rendendo alcune storiche cavità come la “Rivière supérieur” ormai inaccessibili per crolli e scioglimento.[23][3][4]
Differenze tra le Grotte Laviche Islandesi e Quelle Etnee: Stessa Genesi, Ambienti Opposti
Le grotte laviche dell’Etna e quelle islandesi condividono la stessa genesi di base — il raffreddamento differenziale di un flusso di lava basaltica — ma si trovano in contesti ambientali, geologici e climatici profondamente diversi, che producono ambienti sotterranei dalle caratteristiche opposte.[24]
| Caratteristica | Grotte Laviche Islandesi | Grotte Laviche dell’Etna |
|---|---|---|
| Contesto tettonico | Dorsale medio-atlantica + hotspot | Margine di subduzione (Euroasiatica-Africana) |
| Tipo di lava | Basalto tholeitico molto fluido | Basalto alcalino (più viscoso) |
| Dimensioni tipiche | Molto grandi (Vidgelmir: 1.585 m, vol. 148.000 m³) | Più contenute (es. Grotta del Gelo: ~125 m) |
| Temperatura interna | Fredda (da 0° a negativa in inverno) | Variabile; alcune ospitano ghiaccio perenne |
| Presenza di ghiaccio | Comune (effetti climatici e altitudini) | Rara e speciale (Grotta del Gelo) |
| Formazioni speleotematiche | Ricche: stalattiti/stalagmiti di lava, cordoni | Più semplici per la natura del magma |
| Vita microbica | Ampiamente studiata, specie uniche | Presenza documentata ma meno esplorata |
| Attività vulcanica attuale | Moderata/alta (nuove eruzioni periodiche) | Alta (eruzioni quasi annuali) |
| Accessibilità | Buona (pianure laviche) | Spesso difficile (alta quota, terreno instabile) |
| Ricerca scientifica | Avanzata (progetti La Venta, CNR, SETI) | Attiva (CSE, gruppi CAI) |
[25][26][10][24]
L’Etna produce lava leggermente più viscosa e con minor fluidità rispetto a quella islandese, formando tubi di dimensioni inferiori ma con una loro unicità: la Grotta del Gelo, a 2.043 m di quota sul versante nord del vulcano, è il ghiacciaio più meridionale d’Europa. Lunga circa 125 metri, ospita un microclima che mantiene perennemente temperature sotto zero, con stalattiti e stalagmiti di ghiaccio. In Islanda, invece, la presenza di ghiaccio nelle grotte è un fenomeno diffuso ma stagionale, mentre è l’abbondanza e la varietà speleotematica vulcanica a distinguere i sistemi.[26][25]
Dal punto di vista della vulcanospeleologia attiva, l’Islanda ha un vantaggio: le eruzioni frequenti (Fagradalsfjall 2021-2024, Kverkfjöll, Katla) producono nuovi tubi lavici esplorabili in tempi brevi, rendendo possibile lo studio in tempo reale dei processi geologici e biologici. L’Etna, pur essendo molto più attiva in termini di frequenza eruttiva, produce flussi lavici in ambienti difficili da raggiungere e con pendenze elevate che complicano l’esplorazione scientifica sistematica.[27][24]
Guida Pratica per lo Speleologo-Esploratore
Riepilogo delle Grotte Visitabili
| Grotta | Tipo | Distanza da Reykjavik | Difficoltà | Stagione | Unicità |
|---|---|---|---|---|---|
| Raufarhólshellir | Tubo lavico | ~30 min auto | Facile | Tutto l’anno | La più accessibile, scenografia cinematografica |
| Leidarendi | Tubo lavico | ~30 min auto | Facile-Medio | Tutto l’anno | Atmosfera autentica, pipistrelli |
| Vidgelmir | Tubo lavico | ~2h auto (ovest) | Facile (con guida) | Tutto l’anno | La più grande per volume in Islanda |
| Vatnshellir | Tubo lavico | ~3h auto (Snæfellsnes) | Facile | Tutto l’anno | Nell’area del “Viaggio al Centro della Terra” |
| Thrihnukagigur | Camera magmatica | ~30 min auto + 3 km trek | Medio (fisicamente) | Maggio-Ottobre | Unica camera magmatica visitabile al mondo |
[10][13][15][12][20][14]
Equipaggiamento Consigliato
Per una visita ai tour guidati standard è sufficiente l’equipaggiamento fornito (casco + torcia). Per escursioni autonome in grotte non attrezzate è necessario:
- Casco speleologico con illuminazione LED di riserva
- Abbigliamento termico a strati (le grotte islandesi mantengono temperature tra 2° e 8°C)
- Scarponi impermeabili con suola antiscivolo
- Guanti (pareti affilate)
- Almeno due fonti di luce indipendenti
Note di Sicurezza
Per le grotte glaciovulcaniche (Kverkfjöll, Vatnajökull) è assolutamente indispensabile l’utilizzo di rilevatori di gas (CO?, H?S) e non ci si avventura mai senza guide esperte e conoscenza della topografia aggiornata — queste cavità cambiano struttura molto rapidamente. Thrihnukagigur, Vidgelmir, Raufarhólshellir e Vatnshellir sono gestite con tour regolamentati e non presentano rischi geochimici per i visitatori normali.[4]
Conclusioni
L’Islanda offre allo speleologo e all’appassionato di vulcanologia un ventaglio di esperienze senza eguali al mondo: dai tubi lavici accessibili a 30 minuti dalla capitale — Raufarhólshellir e Leidarendi — alla maestosa Vidgelmir nell’Islanda occidentale, dall’ancestrale Vatnshellir alle pendici di un ghiacciaio eternamente romantizzato, fino all’unicità assoluta di Thrihnukagigur e alla frontiera scientifica delle grotte glaciovulcaniche del Vatnajökull. Ogni cavità racconta un capitolo diverso della storia vulcanica dell’isola, che si estende dall’antichità vichinga alle eruzioni del 2024, rendendo il sottosuolo islandese tanto ricco quanto quello che si vede in superficie.[5][28]
Fonti e Riferimenti
- Scintilena — Esplorazione del Vulcano Thrihnukagigur: https://www.scintilena.com/esplorazione-del-vulcano-thrihnukagigur-un-viaggio-nel-cuore-della-terra/01/02/
- Scintilena — Ghiaccio bollente: esplorazioni glaciovulcaniche in Islanda: https://www.scintilena.com/ghiaccio-bollente-esplorazioni-glaciovulcaniche-in-islanda/08/07/
- Scintilena — La Venta e la Missione Hraunrásir: https://www.scintilena.com/la-venta-e-la-missione-hraunrasir-esplorazione-dei-tubi-lavici-del-vulcano-fagradalsfjall-in-islanda/
- Scintilena — Avventura con La Venta in Islanda, Progetto “Hraunrásir”: https://www.scintilena.com/avventura-con-la-venta-in-islanda-il-progetto-hraunrasir-svela-i-segreti-dei-nuovi-tubi-lavici/05/22/
- Scintilena — Fagradalsfjall: Un Viaggio All’Interno Delle Grotte Più Giovani: https://www.scintilena.com/fagradalsfjall-un-viaggio-allinterno-delle-grotte-piu-giovani-della-terra/05/28/
- Scintilena — La Grotta del Gelo: Un Tesoro Nascosto sull’Etna: https://www.scintilena.com/la-grotta-del-gelo-un-tesoro-nascosto-sulletna/11/11/
- Scintilena — Grotte su Marte e sulla Luna, l’Esospeleologia: https://www.scintilena.com/grotte-su-marte-e-sulla-luna-lesospeleologia-apre-la-strada-allesplorazione-sotterranea-dello-spazio/
- Scintilena — Ghiaccio e fuoco: esplorazioni glaciovulcaniche (CAI, 2026): https://www.scintilena.com/ghiaccio-e-fuoco-esplorazioni-glaciovulcaniche-in-islanda-firmate-da-speleologi-italiani-sulla-rivista/
- Scintilena — Drone scansiona e mappa una grotta lavica in Islanda (Lofthellir): https://www.scintilena.com/drone-scansiona-e-mappa-una-grotta-lavica-in-islanda-in-attesa-di-esplorare-grotte-sulla-luna-e-su-ma/
- Scintilena — Speleologia all’interno dei vulcani (Etna): https://www.scintilena.com/speleologia-allinterno-dei-vulcani/04/28/
- Scintilena — Lava inflation e formazione grotte vulcaniche: https://www.scintilena.com/quando-la-lava-si-gonfia-il-ruolo-dellinflation-nella-formazione-delle-grotte-vulcaniche/01/25/
- Guide to Iceland — Thrihnukagigur: https://guidetoiceland.is/it/viaggio-in-islanda/itinerari/thrihnukagigur
- Guide to Iceland — Grotte in Islanda: https://guidetoiceland.is/it/la-natura-islandese/grotte-in-islanda
- Guide to Iceland — Vatnshellir: https://guidetoiceland.is/it/viaggi-e-vacanze-in-islanda/grotta-vatnshellir
- IslandaFacile.it — Raufarhólshellir: https://www.islandafacile.it/itinerario/raufarholshellir/
- IslandaFacile.it — Vidgelmir: https://www.islandafacile.it/itinerario/vidgelmir/
- IslandaFacile.it — Leidarendi: https://www.islandafacile.it/itinerario/leidarendi-lava-cave/
- SiViaggia — Entrare all’interno di un vulcano: https://siviaggia.it/posti-incredibili/entrare-viscere-vulcano-thrihnukagigur/347805/
- ForExchange — Tour vulcano Thrihnukagigur: https://www.forexchange.it/mondo/blog/entrare-in-una-camera-magmatica-lesperienza-unica-del-tour-vulcano-thrihnukagigur-in-islanda/
- Civitatis — Tour Raufarhólshellir: https://www.civitatis.com/it/reykjavik/tour-tunnel-lava-raufarholshellir/
- GrottoMap — Víðgelmir: https://grottomap.org/en/entrance/L1n5TLv9/vidgelmir
- Wikipedia (SV) — Víðgelmir: https://sv.wikipedia.org/wiki/V%C3%AD%C3%B0gelmir
- MDPI Resources — Iceland Open-Air Museum for Geoheritage: https://www.mdpi.com/2079-9276/9/2/14/pdf
- ZigZagOnEarth — 10 migliori grotte di lava in Islanda: https://www.zigzagonearth.com/it/islanda-lava-grotte-tunnel/
- MyCar.is — Grotte laviche raggiungibili in auto: https://mycar.is/it/article-overview/lava-tube-cave-iceland