Un anniversario che celebra quattro decenni di esplorazioni nel sottosuolo sardo

Il Gruppo Speleologico T.A.G. (Truma de Arkeo-Guturulugia “Monte Majore”) di Thiesi si prepara a celebrare il 40° anniversario della sua fondazione con un convegno di grande rilevanza scientifica che si terrà sabato 27 settembre 2025 presso la Sala Sassu in via Garau 53 a Thiesi[1][2].

L’evento, organizzato con il patrocinio dei Comuni di Thiesi e Cheremule e della Federazione Speleologica Sarda, rappresenta un momento di bilancio per una realtà che ha segnato la storia della speleologia in Sardegna[1].

La storia del T.A.G. e la fondazione negli anni ’80

Il gruppo speleologico T.A.G., nato nel settembre 1985, ha dedicato quattro decenni alla ricerca e all’esplorazione delle cavità naturali della Sardegna nord-occidentale[1][2].

Il nome stesso, “Truma de Arkeo-Guturulugia Monte Majore”, riflette l’anima dell’associazione che ha sempre combinato l’approccio speleologico con quello archeologico e paleontologico[1][3].

La formazione del gruppo ha rappresentato un punto di svolta per la speleologia del territorio del Logudoro-Meilogu, portando avanti ricerche sistematiche che hanno permesso di documentare e catalogare numerose cavità della zona[2][3].

L’attività del T.A.G. si è caratterizzata fin dall’inizio per un approccio multidisciplinare, che ha portato a collaborazioni con università e istituzioni scientifiche[1][4].

Le scoperte nella Grotta di Nurighe: una finestra sul Pleistocene

L’esplorazione più significativa del T.A.G. rimane quella della Grotta di Nurighe, situata nel comune di Cheremule[1][4][5].

Le ricerche, condotte tra il 1988 e il 1997, hanno portato alla luce uno dei più importanti giacimenti paleontologici della Sardegna[1][4].

La grotta, che si sviluppa per 552 metri in un tavolato calcareo del Miocene, ha rivelato resti fossili di fauna pleistocenica risalenti a circa 250.000 anni fa[4][5].

Tra i ritrovamenti più significativi emergono i resti del cervide insulare Megaloceros cazioti, del canide Cynotherium sardous e del lagomorfo Prolagus sardus[4].

La grotta ha anche restituito una falange umana che secondo alcuni studi potrebbe appartenere al Paleolitico, aprendo interrogativi sulla presenza dell’uomo in Sardegna in epoche remote[4][5].

Le metodologie di esplorazione e la ricerca scientifica

L’esplorazione della Grotta di Nurighe ha richiesto tecniche speleologiche avanzate, data la particolare morfologia della cavità[4][5].

Il percorso sotterraneo, caratterizzato da ambienti ristretti e dalla presenza costante di un corso d’acqua, ha presentato notevoli difficoltà tecniche superate grazie alla preparazione degli speleologi del T.A.G.[4].

Hanno partecipato alle otto spedizioni esplorative speleologi come Corrado Conca, Franco Congiu, Gianfranco Marras, Antonello Mele, Enzo Mele, Tore Meloni, Davide Pulpito, Antonio Sassu, Antonio Serra, Piero Virgilio e Alessandro Zara[4].

Il lavoro di rilievo topografico e di documentazione fotografica ha consentito di creare una mappatura completa della cavità[4].

L’importanza paleontologica e archeologica delle scoperte

I resti fossili rinvenuti nella Grotta di Nurighe hanno fornito informazioni preziose sulla fauna endemica sarda del Pleistocene medio[4][6].

La presenza di specie insulari come il Megaloceros cazioti testimonia l’evoluzione particolare della fauna sarda durante i periodi di isolamento dell’isola[4][6].

Daniel Zoboli, paleontologo dell’Università di Cagliari, ha sottolineato l’importanza di questi ritrovamenti per la comprensione dell’evoluzione biogeografica della Sardegna[6][7].

Gli studi paleontologici condotti sui reperti di Nurighe hanno contribuito a definire meglio i processi evolutivi che hanno interessato la fauna insulare sarda[6].

Il convegno del 40° anniversario: programma e relatori

Il convegno del 27 settembre 2025 si articolerà in diverse sessioni che ripercorreranno la storia del gruppo e presenteranno gli ultimi sviluppi della ricerca speleologica[1].

La giornata inizierà alle ore 10:00 con l’apertura della mostra fotografica “Grotte della Sardegna” a cura della Federazione Speleologica Sarda[1].

Alle ore 17:30 prenderà il via la parte ufficiale del convegno con i saluti delle autorità e una breve storia del gruppo T.A.G.[1].

La sessione principale, prevista per le ore 18:30, sarà dedicata alla Grotta di Nurighe con interventi su “Esplorazione e prospettive future”[1].

Il dottor Daniel Zoboli dell’Università di Cagliari terrà una relazione sulla “Fauna pleistocenica della Sardegna”[1].

La fauna pleistocenica e l’inquadramento cronologico

Gli studi condotti sui reperti di Nurighe hanno permesso di ricostruire l’ambiente sardo del Pleistocene medio[1][4].

La presenza di resti di Megaloceros, insieme ad altri mammiferi insulari, indica un ecosistema caratterizzato da specie endemiche evolutesi durante i lunghi periodi di isolamento dell’isola[4][6].

La dottoressa Ariana Williams dell’Università di Bremen presenterà al convegno i risultati dell'”Inquadramento cronologico del deposito fossilifero di Nurighe e tracce di attività umana”[1].

Questi studi rappresentano un contributo fondamentale per comprendere i processi di colonizzazione umana della Sardegna in epoche remote[1][4].

L’eredità del T.A.G. nella speleologia sarda moderna

Il lavoro svolto dal T.A.G. negli ultimi 40 anni ha contribuito significativamente al patrimonio scientifico della speleologia sarda[1][3].

Le metodologie di esplorazione sviluppate dal gruppo e l’approccio multidisciplinare alle ricerche hanno influenzato molte altre realtà speleologiche dell’isola[2][3].

La collaborazione con enti di ricerca e università ha permesso di valorizzare le scoperte dal punto di vista scientifico, contribuendo alla conoscenza della preistoria e della paleontologia sarda[1][4].

Il gruppo ha anche svolto un ruolo importante nella sensibilizzazione verso la tutela dell’ambiente ipogeo[2][3].

Il convegno del 40° anniversario rappresenta l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e delineare le prospettive future della ricerca speleologica nel territorio[1].

L’evento si concluderà con una riflessione sui prossimi obiettivi del gruppo e sulle nuove sfide che attendono la speleologia scientifica in Sardegna[1].

Fonti
[1] www.nurighe.it – LA GROTTA DEI MISTERI http://www.nurighe.it/b7scoper.htm
[2] Cheremule https://www.lamiasardegna.it/cheremule.htm
[3] Sardegna-Speleologica-13_Giugno-1998.pdf https://www.federazionespeleologicasarda.it/content/files/2023/05/Sardegna-Speleologica-13_Giugno-1998.pdf
[4] Nurighe https://it.wikipedia.org/wiki/Nurighe
[5] Scheda Catastale 2339 SA/SS – GROTTA DI NURIGHE https://m.catastospeleologicoregionale.sardegna.it/scheda-catastale/2339
[6] I fossili della Sardegna: una storia lunga mezzo miliardo di … https://www.carboniamusei.it/it/eventi/i-fossili-della-sardegna-una-storia-lunga-mezzo-miliardo-di-anni_117.html
[7] Studioso col gusto della divulgazione https://www.lanuovasardegna.it/regione/2021/05/10/news/studioso-col-gusto-della-divulgazione-1.40258642