Tra vino, speleologia e paesaggio carsico, “La Luce del Venerdì” porta il pubblico nelle lame e nelle grotte di Ostuni per raccontare fragilità, storia e meraviglia del sottosuolo
1. Introduzione: quando il buio diventa racconto
“La Luce del Venerdì – Suggestioni carsiche” è un ciclo di tre serate divulgative ospitate da Vinicolo, enoteca nel centro storico di Ostuni, in via Francesco Arc. Zaccaria 37.tripadvisor+1
Conduce lo speleologo Francesco Lorusso, figura di riferimento del GEOS – Gruppo Escursionistico Speleologico Ostunese, presidente del gruppo e protagonista di importanti esplorazioni nel territorio, come il recente lavoro sulla Grave di San Biagio.geosostuni+2
Un viaggio in tre tappe:
- Le lame: un reticolo nel territorio carsico – Venerdì 20 febbraio
- Ostuni sotterranea: le cavità carsiche – Venerdì 27 febbraio
- Il complesso delle grotte di Sant’Angelo di Ostuni – Venerdì 6 marzo
Sempre alle ore 21, in uno spazio conviviale dove il vino diventa pretesto per parlare di geologia, esplorazione e paesaggio.
L’idea forza, espressa anche nel testo di presentazione – “scendere per capire, osservare per meravigliarsi” – è quella di usare immagini, storie e testimonianze speleologiche per trasformare il buio ipogeo in racconto, e la luce delle lampade frontali in strumento di conoscenza scientifica ed emotiva.
Questa ricerca approfondita prende le tre serate come filo conduttore per analizzare:
- Il paesaggio carsico pugliese e il ruolo delle lame.
- Il sistema di cavità sotterranee di Ostuni.
- Il caso emblematico della Grotta Sant’Angelo di Ostuni.
- La funzione educativa del GEOS e di iniziative come “La Luce del Venerdì”.
- Le implicazioni ambientali e di tutela dei territori carsici.
2. Il contesto geologico: la Puglia carsica e le Murge
Il territorio pugliese, e in particolare le Murge, è costituito da una potente successione di calcari e dolomie di età cretacica, parte della piattaforma carbonatica apula. Queste rocce, di per sé poco permeabili, diventano altamente permeabili quando sono fratturate; l’acqua piovana arricchita di anidride carbonica penetra nelle fratture e dissolve progressivamente il carbonato di calcio, scavando:paesaggio.regione+1
- grotte e condotti sotterranei
- doline e sinkhole
- inghiottitoi e risorgenze
- solchi erosivi superficiali come lame e gravine[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?riservaboscopianelle+1
Questo insieme di forme prende il nome di carsismo. Le acque superficiali, anziché organizzarsi in una fitta rete di fiumi permanenti, tendono a scomparire rapidamente nel sottosuolo, creando acquiferi carsici profondi, essenziali per l’approvvigionamento idrico regionale ma estremamente vulnerabili all’inquinamento.[isprambiente.gov]?[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?
Il territorio di Ostuni si colloca lungo il margine orientale delle Murge meridionali e rappresenta un esempio particolarmente ricco e maturo di paesaggio carsico, con decine di cavità naturali censite e un reticolo fitto di lame che scendono verso l’Adriatico.stune+1
3. Prima serata – Le lame: un reticolo nel territorio carsico
3.1 Cosa sono le lame
In geologia pugliese, con il termine lama si indicano solchi erosivi poco profondi che convogliano le acque meteoriche dall’altopiano murgiano verso la costa adriatica.distrettobiolame+2
Caratteristiche essenziali:
- Origine fluvio?carsica: scavate da antichi corsi d’acqua oggi per lo più effimeri, attivi solo durante eventi di pioggia intensa.wikipedia+1
- Sezioni spesso ampie, con versanti più o meno ripidi e fondi pianeggianti occupati da depositi alluvionali, “terre rosse” e suoli fertili.riservaboscopianelle+1
- Ruolo di corridoi ecologici tra la Murgia e la costa: pur occupando piccole porzioni di territorio, concentrano una quota elevatissima di biodiversità vegetale e offrono rifugio a specie rare.bari-e+1
In Puglia le lame sono diffuse soprattutto nella conca barese e lungo i margini della Murgia sud?orientale, dove si affiancano alle gravine, incisioni molto più profonde che si aprono verso il Mar Ionio.paesaggio.regione+2
3.2 Le lame di Ostuni e il paesaggio rupestre
Nel territorio di Ostuni le lame scandiscono il paesaggio agricolo, collegando l’altopiano murgiano alle campagne terrazzate e alla piana degli ulivi secolari. Uno studio divulgativo locale sottolinea come esse rappresentino “corridori che creano continuità nel reticolato paesistico” in un contesto altrimenti frammentato dall’urbanizzazione e dall’agricoltura intensiva.[stune]?
Le lame ostunesi ospitano:
- insediamenti rupestri e testimonianze di antropizzazione antica (ipogei, cisterne, percorsi pastorali);
- vegetazione ripariale residua e microclimi umidi, in netta discontinuità rispetto alle aree circostanti più aride;distrettobiolame+1
- ingressi di cavità naturali che si aprono sui versanti, mettendo in comunicazione paesaggio epigeo e mondo ipogeo.geosostuni+1
La loro lettura in chiave narrativa – “il suggestivo mondo delle lame, dove il buio diventa racconto e la luce svela mondi nascosti” – valorizza l’intreccio fra geomorfologia, ecologia e storia insediativa.
3.3 Funzione idraulica e rischio
Dal punto di vista idraulico, le lame funzionano come valvole di sfogo per le acque meteoriche durante eventi di pioggia intensa. La presenza di alvei liberi da edificazioni, ancora in buona parte sfuggiti alla cementificazione, contribuisce a ridurre il rischio di alluvioni improvvise in pianura.bari-e+1
Proprio per la loro natura torrentizia e la connessione con il sistema carsico, le lame sono tutelate dalla normativa regionale pugliese come aree non edificabili, riconosciute dal TAR Puglia come “alvei torrentizi interessati dal deflusso di acque meteoriche”.wikipedia+1
In questo contesto, una serata dedicata alle lame ha il doppio valore di:
- educazione alla lettura del paesaggio;
- sensibilizzazione sulla necessità di non alterare questi corridoi naturali con opere che ne compromettano la funzione idraulica ed ecologica.
4. Seconda serata – Ostuni sotterranea: le cavità carsiche
4.1 Un territorio fitto di grotte
Un censimento speleologico recente del GEOS indica 61 grotte nel territorio comunale di Ostuni, con ingressi che vanno da poche decine fino a oltre 500 metri s.l.m. e sviluppi planimetrici che superano i due chilometri per le cavità maggiori. Tra queste spiccano:[geosostuni]?
| Grotta | Tipo / rilievo | Note principali |
|---|---|---|
| Grave di San Biagio (Pizzicucco) | ampia dolina?grotta verticale | Importante complesso ipogeo e paesaggio di “grave” carsica, oggetto di recenti esplorazioni guidate da GEOSgeosostuni+1. |
| Grotta Sant’Angelo | grotta orizzontale, 3ª per lunghezza in Puglia | Cavità di grande interesse geologico e archeologico, cuore della terza seratascintilena+1. |
| Grotta di Cava Zaccaria – Grotta delle Volpi | grande complesso orizzontale, 2ª per lunghezza in Puglia | Oltre 1,8?2 km di gallerie, concrezionamento eccezionaleulivisecolaridipuglia+1. |
Le cavità ostunesi sono scavate al contatto fra diversi tipi di calcari cretacici, in particolare il Calcare di Altamura e i cosiddetti “calcari di Ostuni”, con differenti resistenze all’azione dissolutiva dell’acqua. Questo contatto litologico favorisce lo sviluppo di vasti sistemi di condotti, sale e gallerie sovrapposte.salogentis+2
4.2 Santa Maria d’Agnano e la dimensione preistorica
Anche se non rientra direttamente nel programma delle serate, il territorio ostunese ospita un altro sito carsico di portata nazionale: Santa Maria d’Agnano, grotta?riparo dove sono stati rinvenuti i celebri scheletri gravettiani Ostuni 1 e Ostuni 2, fra le più antiche sepolture gravide note in Europa.[juniperpublishers]?
Questo complesso rientra fra le grotte carsiche pugliesi che la Regione Puglia ha deciso di candidare a Patrimonio UNESCO per il loro eccezionale valore preistorico, insieme a Riparo L’Oscurisciuto, Grotta dei Cervi, Grotta Romanelli, Grotta delle Veneri e il complesso di Nardò.[ledicola]?
La serata su “Ostuni sotterranea” offre quindi anche l’occasione per collegare la dimensione speleologica contemporanea (esplorazione, rilievi, fotografia) con la profondità temporale del popolamento umano in ambiente carsico, mostrando come le grotte siano state, per millenni, luoghi di culto, rifugio e sepoltura.
4.3 Concrezioni, ecosistemi e fragilità
Le grotte ostunesi presentano un ricco concrezionamento – stalattiti, stalagmiti, colonne, drappi, croste – alimentato dalla lenta percolazione di acque sovrassature in carbonato di calcio. In cavità come Cava Zaccaria si incontrano ambienti battezzati “sala dei cristalli”, “ramo della Via Lattea”, “grande colata”, a testimonianza della spettacolarità delle forme.grottedicastellana+1[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?
All’interno delle cavità si sviluppano ecosistemi altamente specializzati:
- fauna troglobia e troglòfila (invertebrati ciechi o depigmentati, pipistrelli);
- microrganismi che sfruttano fonti energetiche chimiche;
- comunità microbiche che interagiscono con i processi di precipitazione minerale.[scintilena]?[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?
Questi ecosistemi sono estremamente sensibili a variazioni chimiche e fisiche dell’ambiente; l’introduzione di inquinanti o l’alterazione del regime idrico può avere effetti irreversibili sulla biodiversità sotterranea.[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?
5. Terza serata – Il complesso delle grotte di Sant’Angelo di Ostuni
5.1 Una delle grandi grotte orizzontali della Puglia
La Grotta Sant’Angelo di Ostuni è riconosciuta come la terza grotta più lunga della Puglia, dopo le Grotte di Castellana e il complesso di Cava Zaccaria, entrambe di riferimento nazionale.ulivisecolaridipuglia+3
La cavità:
- è una grotta prevalentemente orizzontale, con sviluppo di oltre 1,5–1,8 km, percorribile con tecniche di progressione di base (tuta, casco, illuminazione frontale);ulivisecolaridipuglia+1
- presenta numerosi rami, sale concrezionate e strettoie che richiedono una buona condizione fisica e conoscenza delle tecniche speleologiche per essere attraversate in sicurezza;ulivisecolaridipuglia+1
- costituisce un laboratorio naturale per lo studio della speleogenesi murgiana, della circolazione idrica sotterranea e degli ecosistemi ipogei.boegan+2
Per la maggior parte del percorso non è attrezzata per il turismo di massa; è accessibile solo con accompagnamento speleologico, come negli itinerari “Ostuni sotterranea” proposti da guide specializzate.ulivisecolaridipuglia+1
5.2 Valore scientifico e culturale
Una recente conferenza interamente dedicata alla Grotta Sant’Angelo, promossa dal GEOS con il patrocinio dell’Università di Bari, della Società Speleologica Italiana e della Federazione Speleologica Pugliese, ha messo in luce il suo valore scientifico multidisciplinare:[scintilena]?
- il geologo Mario Parise ha approfondito i processi di speleogenesi e le relazioni con la piattaforma carbonatica apula e la Murgia meridionale;isprambiente+1
- l’archeologo Donato Coppola ha illustrato le tracce di frequentazione umana e i reperti che collegano la cavità alla storia insediativa locale;[scintilena]?
- studi biospeleologici coordinati da ricercatori GEOS hanno documentato comunità faunistiche adattate al buio e alla scarsità di nutrienti.[scintilena]?
Questa convergenza di geologia, archeologia e biospeleologia fa della grotta non solo un obiettivo sportivo, ma un vero archivio naturale della storia ambientale e umana del territorio.
5.3 Un laboratorio per l’educazione speleologica
Per le sue caratteristiche, Sant’Angelo è anche un campo scuola ideale per corsi di speleologia di primo livello: permette di sperimentare:
- orientamento in reti di gallerie complesse;
- lettura delle forme di corrosione e deposito;
- percezione diretta del microclima ipogeo;
- gestione del gruppo e della sicurezza in un ambiente non turistico.
La Scuola di Speleologia “Città di Ostuni”, gestita dal GEOS e riconosciuta dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della SSI, ha proprio fra i suoi obiettivi diffondere tecniche corrette di progressione e norme di sicurezza, insieme al rispetto dell’ambiente carsico.geosostuni+1
6. GEOS, Francesco Lorusso e “La Luce del Venerdì”: speleologia come cultura del territorio
6.1 Il ruolo del GEOS
Il Gruppo Escursionistico Speleologico Ostunese (GEOS) è una associazione di volontariato nata nel 2016 con lo scopo di coniugare esplorazione, ricerca scientifica, documentazione e tutela dell’ambiente carsico.geosostuni+1
Le sue principali attività:
- esplorazioni e rilievi topografici di cavità naturali e artificiali;
- studi sui fenomeni carsici e idrogeologici;
- ricerca biospeleologica e paleontologica;
- didattica e divulgazione (corsi, conferenze, eventi pubblici);
- collaborazione con parchi, università, federazioni speleologiche e istituzioni locali.geosostuni+2
GEOS è anche sede della Scuola di Speleologia “Città di Ostuni” e associazione di protezione civile iscritta ai registri regionali, con un ruolo operativo in caso di emergenze correlate a fenomeni carsici o a ricerche di persone disperse.[geosostuni]?
6.2 Francesco Lorusso: tra esplorazione e divulgazione
Francesco Lorusso, speleologo ostunese, è fra i promotori più attivi della conoscenza del carsismo locale. Oltre a guidare spedizioni come quella che ha riportato all’attenzione pubblica la Grave di San Biagio, firma articoli divulgativi e coordina iniziative di formazione e avvicinamento dei giovani alla speleologia.barinedita+2
In una intervista di presentazione di attività giovanili speleologiche, Lorusso sottolinea come “le grotte affascinano ogni essere umano, ma è con maggiore forza che il mistero colpisce i ragazzi”, evidenziando il potere educativo dell’esperienza diretta in grotta per sviluppare attenzione, responsabilità e rispetto per la natura.[scintilena]?
La sua conduzione di “La Luce del Venerdì” unisce dunque competenza tecnica, conoscenza di dettaglio del territorio e capacità narrativa, elementi ideali per trasformare una serata in enoteca in un viaggio scientifico?emotivo nel sottosuolo.
6.3 Vinicolo: un luogo informale per un sapere complesso
Vinicolo, wine?bar ed enoteca molto apprezzata da residenti e turisti, è noto per un’offerta di vini di qualità e per eventi culturali e musicali serali. Collocare qui un ciclo di incontri su lame e grotte significa:instagram+1
- avvicinare un pubblico non specialistico a temi geologici e ambientali;
- collocare la scienza in uno spazio conviviale, dove il dialogo è favorito;
- creare un ponte simbolico tra prodotti della terra (il vino) e sottosuolo che regola acqua, suoli e paesaggi.
In termini di comunicazione della scienza, è una scelta che rompe la separazione tra sapere specialistico e vita quotidiana, coerente con la vocazione divulgativa del GEOS e con lo spirito di un notiziario speleologico come La Scintilena.scintilena+1
7. Dietro le suggestioni: la vulnerabilità dei territori carsici
Le immagini affascinanti di lame verdi e sale concrezionate non devono far dimenticare che i sistemi carsici sono fra gli ambienti più vulnerabili all’inquinamento e ai cambiamenti prodotti dalle attività umane.
Uno studio divulgativo?scientifico recente, dedicato alla “vulnerabilità delle aree carsiche”, sintetizza alcuni punti chiave:[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?
- Struttura degli acquiferi – Rocce carbonatiche fessurate e grandi cavità favoriscono infiltrazione rapidissima; mancano spessi strati di suolo che possano filtrare o degradare gli inquinanti.
- Trasporto veloce – Pesticidi, fertilizzanti, metalli pesanti, idrocarburi e reflui urbani possono raggiungere sorgenti e pozzi in poche ore o giorni, senza significativa depurazione naturale.
- Scarsa capacità autodepurante – Il sistema carsico non trattiene né degrada facilmente le sostanze chimiche; piccole quantità possono contaminare grandi volumi d’acqua e sedimenti per tempi lunghi.
- Fragilità degli ecosistemi sotterranei – Faune altamente specializzate, spesso endemiche, hanno bassa resilienza; l’inquinamento chimico può causare estinzioni locali irreversibili.
- Rischi geologici – La dissoluzione delle rocce e il collasso delle cavità possono produrre sinkhole e fenomeni di subsidenza, aggravati da emungimenti eccessivi di acqua o da carichi edilizi in aree instabili.[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?
Le normative italiane e pugliesi, pur non essendo ancora specifiche per ogni singola grotta, riconoscono la vulnerabilità degli acquiferi carsici e prevedono vincoli idrogeologici e paesaggistici, valutazioni di impatto ambientale e limitazioni a scarichi e uso di sostanze pericolose nelle aree di ricarica.geosostuni+2
In questo quadro, iniziative come “La Luce del Venerdì” possono svolgere un ruolo decisivo di sensibilizzazione pubblica, rendendo evidente che:
- le lame non sono “vuoti urbanizzabili” ma sistemi ecologici e idraulici delicati;
- le grotte non sono solo scenografie spettacolari, ma riserve strategiche di acqua e biodiversità;
- ogni scelta di gestione del territorio (agricoltura, urbanizzazione, turismo) ha conseguenze dirette sul sottosuolo.
8. Sintesi critica: perché un ciclo di incontri su lame e grotte conta davvero
Riassumendo, il progetto “La Luce del Venerdì – Suggestioni carsiche” possiede una forte coerenza scientifica, territoriale e culturale:
- Coerenza con il contesto carsico
- Ostuni è al centro di uno dei paesaggi carsici più sviluppati d’Italia, con un reticolo di lame e oltre 60 cavità censite, tra cui grotte di rilevanza regionale come Sant’Angelo e Cava Zaccaria.salogentis+4
- Valorizzazione di tre livelli di profondità
- Lame (paesaggio superficiale, connesso al rischio idraulico e alla biodiversità).
- Cavità sotterranee diffuse (Ostuni sotterranea).
- Grande grotta di riferimento (Sant’Angelo) come caso studio completo.
- Integrazione tra esplorazione, scienza e narrazione
- L’esperienza diretta degli speleologi GEOS si intreccia con risultati di ricerca accademica su speleogenesi, archeologia e biospeleologia.geosostuni+2
- Il linguaggio scelto nel testo promozionale – “dove il buio diventa racconto e la luce svela mondi nascosti” – traduce in chiave poetica il metodo speleologico: entrare nel buio per produrre conoscenza condivisa.
- Funzione educativa e civica
- La scelta di un’enoteca del centro storico come sede amplifica la ricaduta sociale: si raggiunge un pubblico ampio, non specialistico, legando il tema del vino e del cibo al substrato geologico che li rende possibili.tripadvisor+1
- Il messaggio implicito è che chi abita o visita Ostuni deve riconoscere e rispettare il suo sottosuolo: un capitale naturale invisibile ma determinante per acqua, paesaggio, agricoltura e turismo.ledicola+1[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?
- Connessione con le politiche di tutela
- Le serate si inseriscono in un contesto in cui la Puglia candida le sue grotte preistoriche a Patrimonio UNESCO e rafforza gli strumenti di protezione delle aree carsiche.paesaggio.regione+2
- La divulgazione speleologica diventa così supporto culturale alle politiche di conservazione, facilitando il consenso sociale attorno a vincoli e limitazioni necessari.
9. Conclusione: scendere per capire, osservare per meravigliarsi
“La Luce del Venerdì” dimostra come una semplice serie di incontri serali possa diventare una piattaforma strategica di educazione ambientale:
- racconta la genesi delle lame e delle grotte ostunesi in modo accessibile ma rigoroso;
- mostra, attraverso immagini e testimonianze, la bellezza nascosta di un territorio che vive per metà sotto i nostri piedi;
- mette in relazione emozione estetica e consapevolezza scientifica, spingendo chi partecipa a percepirsi non solo come fruitore, ma come custode del paesaggio carsico.
Nel solco della migliore tradizione speleologica italiana – esplorare, documentare, proteggere – l’iniziativa di GEOS e di Francesco Lorusso fa sì che la luce del venerdì non sia soltanto quella di un calice di vino in enoteca, ma anche quella, più esigente e duratura, della conoscenza condivisa delle profondità della terra e della loro fragile meraviglia.scintilena+2