Scavi al Lucone, laboratori gratuiti e archeologia sperimentale per la settima edizione de “La macchina del tempo, una preistoria da vivere”, con Gruppo Grotte Gavardo e altri partner del territorio.

Appuntamento al Lucone

Domenica 14 giugno 2026 gli Scavi al Lucone di Polpenazze del Garda ospiteranno la settima edizione de “La macchina del tempo, una preistoria da vivere”. L’iniziativa propone una giornata dedicata a preistoria, archeologia, natura e antichi mestieri, con laboratori e attività di archeologia sperimentale. L’ingresso sarà libero e le attività gratuite, con apertura dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.30.[2]

L’appuntamento si svolge in via Lago Lucone, in una zona che unisce paesaggio, ricerca e divulgazione. La formula dell’evento punta a rendere accessibili contenuti scientifici e pratiche del passato a un pubblico ampio, con un taglio adatto anche a famiglie e appassionati di archeologia e speleologia.[2]

Laboratori e archeologia sperimentale

Il cuore della giornata sarà rappresentato dai laboratori e dall’archeologia sperimentale. Questa impostazione consente di osservare tecniche, strumenti e saperi legati alla vita antica non come semplice rievocazione, ma come ricostruzione concreta di gesti e processi. In un contesto di questo tipo, il pubblico può seguire da vicino attività che rimandano alla produzione, all’uso degli utensili e alle tecnologie tradizionali.[2]

Tra i temi più interessanti rientra il rapporto tra ambiente e frequentazione umana delle cavità e dei contesti carsici, un aspetto che la speleologia scientifica considera centrale. Le grotte e gli ambienti sotterranei conservano tracce utili alla ricerca perché hanno condizioni stabili e proteggono i depositi nel tempo. Proprio per questo sono preziosi anche per l’archeologia, oltre che per geologia, biologia e altre discipline.[2]

Le realtà coinvolte

L’evento è realizzato in collaborazione con il Gruppo Grotte Gavardo, gli appassionati della selce, la Compagnia Arcieri del Castello di Breno e La Melagrana. La presenza di soggetti diversi mostra una rete di competenze che intreccia speleologia, sperimentazione storica, didattica e pratiche legate ai materiali litici e alle tecniche antiche.[2]

Per il pubblico speleologico, il richiamo è anche culturale. La speleologia italiana ha sviluppato nel tempo un forte legame con la ricerca scientifica e con la divulgazione, fino a diventare uno strumento importante per la conoscenza del mondo sotterraneo e dei contesti preistorici.[3][2]

Informazioni utili

L’ingresso libero e la gratuità delle attività rendono la proposta facilmente accessibile. Per chi parteciperà sono consigliate calzature comode e un abbigliamento adatto alla permanenza all’aperto e alle attività previste. L’organizzazione invita quindi a presentarsi preparati a muoversi in un’area archeologica e didattica, dove il comfort pratico è parte dell’esperienza.[2]

L’indicazione geografica del Lucone, nell’area bresciana del Garda, colloca l’iniziativa in un territorio dove il dialogo tra paesaggio, storia e ricerca è da tempo presente. L’evento si inserisce così in una tradizione di incontri pubblici che avvicinano la divulgazione scientifica a un pubblico non specialistico, senza rinunciare al rigore dei contenuti.[3][2]

Valore divulgativo

“La macchina del tempo” offre un esempio di come la divulgazione possa unire preistoria e speleologia in un’unica giornata. La formula dei laboratori aiuta a comprendere meglio materiali, tecniche e modi di vita antichi, mentre la dimensione esperienziale favorisce il coinvolgimento diretto dei visitatori.[2]

In questo senso, il richiamo alla preistoria non resta astratto. Diventa un’occasione per osservare da vicino il lavoro di chi ricostruisce processi e strumenti del passato, con un approccio che parla sia agli appassionati di archeologia sia a chi segue con interesse le iniziative di divulgazione legate al mondo ipogeo e carsico.[3][2]