Nuovi dati paleomagnetici dalla Nurra (Sardegna nord-occidentale) mostrano che la microplacca Sardo-Corsa compì una rotazione antioraria più ampia del previsto. Trenta milioni di anni fa, Sardegna e Corsica erano orientate Est-Ovest. Lo studio, pubblicato su Tectonics (AGU), ridefinisce i modelli geodinamici del Mediterraneo occidentale accettati da mezzo secolo.


Paleomagnetismo della Nurra: la microplacca Sardo-Corsa ruotò di 90°, non di 60°

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Tectonics dell’American Geophysical Union (AGU) ridefinisce in modo sostanziale la storia geologica della microplacca Sardo-Corsa nel Mediterraneo occidentale.

La ricerca è firmata da Gaia Siravo e Fabio Speranza dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma, e da Giacomo Oggiano del Dipartimento di Chimica, Fisica, Matematica e Scienze Naturali dell’Università di Sassari.

Il lavoro si basa sull’analisi paleomagnetica di 38 siti nelle successioni sedimentarie della Nurra, nella Sardegna nord-occidentale. I campioni coprono un arco temporale che va dal Permiano al Cretaceo. L’obiettivo era vincolare con precisione i tempi e l’entità della rotazione del blocco crostale.

Il risultato principale è chiaro: la microplacca Sardo-Corsa compì una rotazione antioraria di circa 90° durante l’apertura dell’oceano Liguro-Provenzale, tra 30 e 15 milioni di anni fa. Questo valore supera significativamente i 50°–60° stimati in precedenza sulla base dei soli dati vulcanici miocenici. I nuovi dati sedimentari permettono di correggere e ampliare quel quadro.


Rotazione differenziale: Sardegna e Corsica meridionale vs Corsica centro-settentrionale

I dati mostrano che la rotazione non fu uniforme sull’intero blocco. Sardegna e Corsica meridionale registrarono una rotazione completa di 90°.

La Corsica centro-settentrionale si fermò intorno ai 30°. Questo differenziale cinematico indica che le due porzioni del blocco si comportarono in modo distinto durante la deriva.

La posizione originaria del blocco è uno degli aspetti più rilevanti dello studio. Circa 30 milioni di anni fa, Sardegna e Corsica erano allineate in senso Est-Ovest.

Oggi sono orientate Nord-Sud. La rotazione di 90° spiega questa trasformazione nell’assetto paleogeografico del Mediterraneo occidentale durante il Paleogene e il Neogene.

Lo studio chiarisce anche un punto a lungo dibattuto tra i geologi. La microplacca Sardo-Corsa era collegata al margine provenzale della Francia meridionale, non a quello catalano della Penisola Iberica, come sostenevano alcuni modelli precedenti.

Questa correzione ha implicazioni dirette per la ricostruzione dell’apertura del bacino Liguro-Provenzale.


La mobilità di Pangea nel Permiano: la Sardegna settentrionale ruotò già 290 milioni di anni fa

L’analisi non si limita al Miocene. I sedimenti permiani della Nurra registrano una rotazione oraria di circa 30°, avvenuta tra 290 e 250 milioni di anni fa. In quel periodo la Sardegna era parte integrante di Pangea.

Pangea non era un blocco rigido e immobile. I dati mostrano chiaramente che al suo interno esistevano rotazioni di microplacche decine di milioni di anni prima della frammentazione definitiva del supercontinente. La causa probabile è la subduzione dell’Oceano Paleo-Tetide ai margini meridionali di Pangea, un processo tettonico che generava forze sufficienti a indurre rotazioni locali.

Questa mobilità intra-pangeanica è documentata in modo sistematico per la prima volta per la Sardegna settentrionale. Il suo significato è che il supercontinente era un sistema molto più dinamico di quanto i modelli tradizionali abbiano ipotizzato. La rotazione permiana precede di 90–50 milioni di anni gli episodi di rifting dell’Atlantico Centrale che avrebbero poi portato alla frammentazione di Pangea.


Il progetto ROSE (MUR): INGV e Università di Sassari insieme sulla geodinamica sarda

La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto ROSE, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), con la collaborazione tra l’INGV di Roma e l’Università di Sassari. Il progetto mira a ricostruire la storia geodinamica della Sardegna attraverso tecniche paleomagnetiche applicate a successioni rocciose di diversa età.

Il paleomagnetismo consente di leggere nelle rocce la direzione del campo magnetico terrestre al momento della loro formazione. Confrontando queste direzioni con quelle attese per una determinata regione in una determinata epoca, è possibile calcolare di quanto e in quale senso un blocco crostale si è ruotato nel tempo. Si tratta di uno strumento fondamentale per la geodinamica del passato.

I 38 siti della Nurra rappresentano un punto di controllo unico, perché si trovano tutti sullo stesso blocco crostale. Questo permette di attribuire le variazioni paleomagnetiche alle rotazioni del blocco nel suo insieme, escludendo deformazioni interne.


Implicazioni per i modelli geodinamici del Mediterraneo occidentale

Le nuove evidenze hanno ricadute che vanno oltre la sola storia sarda. Correggere la rotazione da 60° a 90° modifica i parametri dell’apertura dell’oceano Liguro-Provenzale. Cambia la posizione di partenza della microplacca Sardo-Corsa rispetto all’Europa continentale. Questo ha effetti a cascata sui modelli di subduzione e sui meccanismi di formazione delle Alpi e degli Appennini.

La storia della microplacca Sardo-Corsa si rivela più complessa e articolata di quanto ipotizzato negli ultimi cinquant’anni. Il nuovo modello cinematico dovrà essere integrato nelle ricostruzioni paleogeografiche del Mediterraneo occidentale. La pubblicazione su Tectonics apre un confronto nella comunità scientifica internazionale che si occupa di geodinamica mediterranea.

I dati della Nurra forniscono un vincolo di primo ordine per i futuri studi sull’evoluzione del bacino ligure, sulla deriva della microplacca e sul più ampio contesto tettonico del Mediterraneo.


Fonte: Siravo G., Speranza F., Oggiano G., Spagnuolo L. – “Magnetic Evidence From Permian–Cretaceous Sediments of Nurra (NW Sardinia)”, Tectonics, AGU, 2026. DOI: 10.1029/2026TC009397