31 gennaio, 01 febbraio 2015
Ore 7:45 entra la prima squadra composta da Barbara Grillo (Radi), Orzo Wei e Pacu.
Ore 10:15 seconda squadra: io (Igor Palamin) , Sandro Sorzè , Andrea Pirovano, Luca Gandolfo, Matteo Cavanna e Tommaso. In piana c’è il sole e ci sono – 14° C.
Taro l’altimetro del Suunto a 1022 mt slm. La discesa procede veloce passando per il ramo basso (“Madonnina”) per evitare i faticosi traversi e il pozzo da 25 mt col “coniglio grande”.
Incontriamo Orzo Wei prima del P70 e proseguiamo con lui al seguito.
Al primo pozzo dentro alla forra troviamo anche Radi e Pacu che stanno sistemando le corde.
Li passiamo e procediamo verso il fondo. Sandro fa una deviazione fino al campo avanzato (hotel sottomonte) a prendere il telo che mi serve per cambiarmi. Arrivati al bivio prendiamo la direzione del fondo nuovo per avere un posto comodo (e non fangoso) per mangiare qualcosa e ci facciamo anche un bel brodino caldo.
Quindi ci portiamo dentro alla galleria fangosa e arriva anche Pacu dicendoci che deve tornare al campo per le 17 che ci sono Radi e Orzo che lo aspettano per uscire (usciranno dopo l’una di notte).
Per cui Pacu ci aiuta a stendere la corda per attraversare la pozza d’acqua che ci aveva fermati al tentativo del 15 dicembre (purtroppo però questa è l’ultima corda …)
Quindi arrivate le 17 ci saluta e rientra! Iniziamo a scendere il pozzo che ci separa dallo scivolo fangoso, davanti c’è Matteo e poi io, gli altri a seguire.
A questo punto trovato un ancoraggio, Matteo utilizzando la rimanenza della corda dell’ultimo pozzo, inizia a scendere (purtroppo non vedendo degli ancoraggi e non avendo abbastanza corda passeremo almeno 2 ore con il fango alle ginocchia)…. (con Sandro si parlava già di abbandonare l’impresa dato che eravamo abbondantemente al di fuori dell’orario massimo stabilito per l’immersione).
Pirovano scende per aiutare Matteo e sistemare un “garda”. Finalmente riusciamo a scendere nella grande sala terminale che con molto detrito scende ancora. Quindi arriviamo all’imboccatura del cunicolo (dove nel 2009 Leo era entrato in costume) e dopo 15 mt arriviamo al punto dove lui aveva lasciato le scritte e si era arrestato dicendo che “sifonava”.
Io e Sandro guardiamo l’acqua che però non riempie completamente il cunicolo ed è bella limpida e ci lascia intravedere delle rocce (circa 10/15 mt più avanti) quindi nuovamente una zona asciutta (che noi crediamo essere quello il punto raggiunto da Leo … in realtà poi capiremo che il punto massimo raggiunto era proprio là dove eravamo tutti)… Uno scambio di sguardi con Sandro e decido che mi immergerò anche se tardi! A turno mi portano l’attrezzatura; ed inizio a montare tutto: erogatori, casco, torce, ecc.
Nel frattempo verifico l’altimetro del Suunto e misuro 571 mt di dislivello dall’ingresso .
Terminati i preparativi mi metto d’accordo con Matteo che mi seguirà nel cunicolo fino all’acqua così, se dovessi avere bisogno delle bombole, potrà tornare indietro a prenderle.
Entro in acqua (la temperatura dell’acqua non è fastidiosa quindi non molto fredda come mi aspettavo).
Arrivato al punto che sembra di uscita, provo ad uscire ma mi incastro con il casco (è strettoooo)
a quel punto mi tolgo l’imbrago da sub (con svolgisagola, ecc.) e rimango con la stagna, ritento togliendo anche il casco e mi metto a pancia in su spingendo sul dorso (in perpendicolare rispetto al cunicolo) riesco a passare nella zona aerea e riuscendo nuovamente a girarmi a pancia in giù (tolgo anche il cappuccio) inizio a strisciare per circa una quindicina di metri in questo laminatoio che da come si era parlato in precedenza con Sandro si dirige in direzione sud-est verso il fondo nuovo, in leggera salita con fondo di sassi e sopra roccia, largo quanto due persone ma molto basso.
Dopo circa quindici metri capisco che il mio stato psicologico è al limite (sarà a causa dei molteplici ritardi, sarà l’ora e la stanchezza, Sandro e Andrea che sono tornati al campo ad accompagnare Luca che era precedentemente scivolato …) quindi punto il casco che me lo portavo accanto per illuminare e vedo che il laminatoio prosegue sempre nella stessa direzione e in leggera salita e decido di rientrare girandomi a pancia in su e facendo retromarcia ritorno alla strettoia.
Mi rimetto perpendicolare all’acqua e vi entro ritornando da Matteo al quale spiego tutto e gli dico molto “smonatamente”: qua di speleo sub non c’è niente!
Lui appreso quanto gli ho detto, mi tira subito su di morale e mi fa rendere conto che: primo sono stato il primo essere umano ad avere strisciato in quel posto, secondo la grotta continua, in aerea, ma continua!
Quindi usciamo e smonto tutto rifacendo i sacchi e ripartiamo … arriverò al campo alle 2:30 con Sandro seduto ad attendermi (dieci minuti dopo arriveranno anche Matteo e Tommi).
Prima di aprire bocca mi prendo 15 minuti per togliere l’attrezzatura e la tuta … racconto tutto, beviamo del te caldo e soddisfatti andiamo in tenda verso le 3:00 per alzarci alle 8:00 (io dormirò al massimo due orette).
Ci alziamo e dopo il te, il caffè ed aver mangiato qualcosa, partiamo lasciando al campo i due sacchi con gli erogatori e torce. Verso la fine della forra troviamo Mammolo e Ale a cui diciamo di recuperare i due sacchi al campo e proseguiamo.
Sopra il P70 troviamo altri tre ragazzi del gruppo di Sacile a cui affidiamo i sacchi che abbiamo con noi e mangiamo qualcosa .Facendo sempre il giro basso (evitando i traversi) arriviamo alla base del P60 dove troviamo Gianmarco che ci da un po’ da bere ed un pezzetto di cioccolata …continuiamo la risalita. Arrivato sopra il pozzo del salone, scivolo e rompo un po’ di roccia con il sedere (osso sacro) aaah che male! Usciranno prima Matteo e Tommi, Sandro ed io alle 16. .. all’uscita del “tombino” la sorpresa: il sole, Sara e Isi che mi aspettano e mi baciano!
Dopo un po’ usciranno anche Andrea e Luca. In piana tantissima gente, tanti speleo amici che ci attendono … è pieno di neve, sono sfinito ma felice e andiamo dal Generale (dopo esserci cambiati) a bere un punch che mi procurerà delle stornità per un paio d’orette!
La “Signora Genziana” questa volta si è concessa e quelle rare volte in cui lo fà …. lo fa in maniera ecclatante … questo per “noi” è un grande risultato e la ricompensa per tutti gli sforzi e la fatica in oltre 30 ore di grotta andando contro tutti quelli che ci dicevano: ma cosa volete andare a fare in quel posto là … in mezzo al fango … nn c’è niente … ma come ha scritto Sandro: “Questo video è per tutti quelli che ci credono, sempre! “

Genziana sifone fondo vecchio



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