Meiofauna delle acque carsiche protagonista nelle Vena del Gesso Romagnola

La sessione estiva delle attività di campo ha segnato la chiusura dei campionamenti previsti dal progetto Meiogypsos – Meiofauna delle Acque Carsiche della Vena del Gesso Romagnola. Dopo oltre un anno di indagini tra laboratori e grotte, il lavoro si avvia verso una nuova fase di analisi dei dati. L’attività si inserisce nel programma di ricerca nazionale promosso dal Centro Nazionale della Biodiversità “National Biodiversity Future Center” (NBFC), sostenuto dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal fondo europeo NextGeneration EU.

Campionamenti tra stagioni diverse: monitoraggio nei sedimenti e nelle acque sotterranee

Le campagne di raccolta si sono concentrate sui sedimenti e sulle acque di laghetti e torrenti sotterranei nelle grotte della Vena del Gesso Romagnola. Il lavoro dei tecnici nella stagione estiva si è rivelato essenziale per monitorare variazioni stagionali nei parametri ambientali e nei popolamenti di meiofauna delle acque carsiche. Nonostante temperatura e umidità delle grotte rimangano relativamente costanti durante l’anno, la piovosità stagionale può modificare in modo significativo la quantità d’acqua presente nei sistemi sotterranei. In estate, infatti, ruscelli attivi in inverno possono apparire prosciugati, con ripercussioni dirette sulla disponibilità di risorse per gli organismi che popolano questi habitat.

L’acqua, priva di luce e di produzione primaria vegetale, svolge il ruolo di principale vettore di trasporto della materia organica, elemento chiave per la sopravvivenza della meiofauna delle acque carsiche. Questi piccoli organismi, spesso invisibili a occhio nudo, sono stati al centro delle attività di ricerca.

Gli effetti della variabilità idrica sulla meiofauna delle acque carsiche

L’alternanza tra periodi secchi e piovosi può influenzare sensibilmente la composizione delle comunità di meiofauna delle acque carsiche. Le variazioni nel regime idrico determinano l’accessibilità delle risorse e la struttura stessa degli habitat. I campionamenti in diversi momenti dell’anno hanno permesso ai ricercatori di studiare come tali oscillazioni, spesso imprevedibili e repentine, incidano sulla distribuzione e l’abbondanza della meiofauna delle acque carsiche.

In alcune grotte, l’energia dell’acqua in ingresso e la peculiarità delle rocce hanno generato anche eventi estremi, come crolli o trasporto massiccio di materiali. La documentazione di questi fenomeni consente di avere una visione più completa della dinamica degli ambienti ipogei e dell’adattamento degli organismi che vi abitano.

Collaborazione tra scienza e speleologia nella Vena del Gesso Romagnola

L’indagine sulla meiofauna delle acque carsiche ha visto una stretta sinergia tra specialisti della ricerca scientifica e gruppi speleologici locali.

Fondamentale si è rivelata la conoscenza del territorio maturata dal Gruppo Speleologico Faentino (GSF), dalla Ronda Speleologica Imolese, dal Gruppo Speleologico Ferrarese (GSFe), dal Gruppo Speleo-Ambientalista di Ravenna (GSA) e dal Gruppo Speleologico Bolognese (GSB – USB).

La collaborazione tra questi gruppi ha permesso di pianificare in modo efficiente i campionamenti e di esplorare ambienti complessi, arricchendo la ricerca con approcci diversificati e interdisciplinari.

L’insieme delle competenze raccolte ha dato impulso allo studio della meiofauna delle acque carsiche, rafforzando al tempo stesso la comunità locale di appassionati e professionisti della speleologia.

Prospettive future nel monitoraggio della meiofauna delle acque carsiche

La conclusione delle campagne di campionamento rappresenta solo un passaggio verso il successivo approfondimento sui dati raccolti. I risultati attesi contribuiranno a comprendere meglio l’ecologia sotterranea e la resilienza degli ecosistemi ipogei di fronte ai cambiamenti climatici e ambientali.

L’auspicio è che le ricerche sulla meiofauna delle acque carsiche della Vena del Gesso Romagnola continuino a stimolare interesse e curiosità sia tra gli specialisti sia tra i cittadini. La conoscenza approfondita della vita che si cela nelle cavità sotterranee può offrire nuove chiavi di lettura sui delicati equilibri che regolano la biodiversità delle nostre grotte.

Fonte: https://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=83580