Con il progetto “Meiogypsos” si chiude il ciclo stagionale di studi sulla meiofauna delle acque carsiche: fondamentali le rilevazioni effettuate su sedimenti e corsi d’acqua nelle grotte del Parco
Si sono appena conclusi, nella prima metà di luglio 2025, gli ultimi campionamenti del progetto Meiogypsos – meiofauna delle acque carsiche della Vena del Gesso Romagnola, avviato oltre un anno fa.
Il progetto è finanziato nell’ambito del programma NBFC-PNRR con fondi NextGeneration?EU.
Durante le settimane estive, i ricercatori sono tornati nelle stesse grotte già esplorate nelle campagne precedenti, concentrandosi sull’analisi di sedimenti e acque di laghetti e torrenri sotterranei.
Ma cos’è esattamente la meiofauna? Si tratta dell’insieme degli organismi microscopici, spesso invisibili a occhio nudo, che vivono tra i granuli dei sedimenti acquatici, compresi quelli sotterranei. Detto poco scentificamente, sono minuscoli animali – come nematodi, copepodi, rotiferi e tardigradi – che svolgono un ruolo fondamentale negli equilibri ecologici: riciclano la materia organica e costituiscono una parte essenziale della catena alimentare ipogea. La presenza e l’abbondanza di essi possono rivelare molto sullo stato di salute delle acque carsiche, per cui hanno funzione di veri e propri bioindicatori.
Per quanto le cavità ipogee mantengano temperatura e umidità abbastanza costanti, le condizioni possono variare drasticamente in seguito alle precipitazioni stagionali: alcuni corsi d’acqia sotterranei, infatti, durante l’estate appaiono improvvisamente prosciugati .
Petra Cattano, naturalista e collaboratrice dell’Ente di gestione Parchi e Biodiversità Romagna, sottolinea l’importanza del monitoraggio stagionale, ringraziando i gruppi speleologici locali, che hanno contribuito operativamente, soprattutto nella fase di pianificazione e raccolta dei campioni.
Tra questi, il Gruppo Speleologico Faentino (GSF), la Ronda Speleologica Imolese di Imola, il Gruppo Speleologico Ferrarese (GSFe), il GSA – Gruppo Speleo-Ambientalista di Ravenna e il Gruppo Speleologico Bolognese (GSB – USB).
Solo attraverso una comparazione tra le condizioni estive e invernali è possibile individuare eventuali fluttuazioni nei popolamenti di meiofauna, indicativi dello stato ecologico delle acque carsiche.
Il progetto ha consentito di completare il ciclo annuale di raccolta di dati utiliper comprendere l’ecosistema microfaunistico sotterraneo, gettando le basi per la protezione e la valorizzazione di uno dei patrimoni naturali più rilevanti d’Italia.
Fonte e foto di copertina: Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, “Novità – Meiogypsos: ultimi campionamenti estivi” (16 luglio?2025) – https://www.parchiromagna.it/parco.vena.gesso.romagnola/novdettaglio.php?id=83580