Immagine di copertina ‘Vista de Gestein’, 1858, Caspar Johann Nepomuk Scheuren, MNAA distribuita sotto licenza Creative Commons


La distruzione delle grotte come problema mondiale


Le grotte sono state e vengono distrutte in tutti i paesi in cui esistono – la stragrande maggioranza a causa dell’estrazione di materie prime. Tali casi vengono documentati solo raramente.

Ciò porta alla percezione da parte dell’opinione pubblica, della politica e delle autorità che ogni nuovo caso sia considerato un evento isolato, e di conseguenza le possibilità di conservare una grotta classificata come meritevole di protezione sono scarse.

Perché una documentazione delle grotte perdute?

Una raccolta di tutte le grotte distrutte in Germania mira a cambiare questa prospettiva del “caso isolato”, poiché la realtà dimostra che nella distruzione delle grotte si ripetono costantemente schemi ricorrenti nel modo di agire di coloro che non hanno interesse alla loro conservazione.

Con una buona documentazione di casi simili, è possibile contrastare questi schemi e le argomentazioni stereotipate dell’industria in modo più efficace e promettente.

Infatti, insieme alle grotte scompaiono anche i paesaggi circostanti e il loro contenuto, come reperti archeologici e paleontologici e le concrezioni, che forniscono dati importanti per la scienza come archivi climatici, così come gli habitat sotterranei per gli esseri viventi.

L’ultimo terzo della Grotta di Sachsenstein nel 1961. Questa grotta di gesso oggi è scomparsa. Foto di Uwe Fricke.

Approccio alla soluzione: Il catasto delle grotte perdute in Germania

Attualmente, in Germania sono state registrate 686 grotte scomparse.

L’obiettivo non è solo raccogliere i dati catastali usuali, ma anche documentare nel modo più preciso possibile la storia degli sforzi di protezione e degli eventi legati a una grotta scomparsa.

Alcuni casi ben documentati, che evidenziano soprattutto l’elevato valore di ciò che è andato perduto, sono noti a tutti.

Un esempio estremo in Germania è la Valle di Neander (Neandertal), una gola calcarea stretta e paesaggisticamente unica, situata a circa 10 km a est di Düsseldorf, che fu soggetto di molti pittori del Romanticismo.

In questa gola si trovavano diverse grotte, tra cui la Kleine Feldhofer Grotte, divenuta famosa in tutto il mondo nel 1856 come sito originale del ritrovamento dell’Uomo di Neanderthal.

Nel 1847 iniziò l’estrazione industriale del calcare e quando questa cessò nel 1945, dell’intera gola e delle sue grotte non era rimasto più nulla – senza che fosse stato possibile effettuare ulteriori indagini scientifiche sulle grotte!


Contatti e ulteriori informazioni:


La Federazione speleologica tedesca (www.vdhk.de) ha incaricato il Dr. Helmut Steiner (helmut.steiner@hoehlenkataster-hessen.de) e Gerhard Stein (kataster.stein@t-online.de) di gestire il catasto nazionale delle grotte perdute.

Un articolo approfondito sull’argomento è stato pubblicato in lingua tedesca sulla rivista DIE HÖHLE 2024 (volume 75, pagine 133-141) (https://www.zobodat.at/publikation_series.php?id=6645)

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Articolo in lingua originale

Forever Lost Places – Ein Kataster der verschwundenen Höhlen

Höhlenzerstörung als weltweites Problem

Höhlen wurden und werden in allen Ländern zerstört, in denen es sie gibt – die überwiegende Mehrheit durch Rohstoffgewinnung. Dokumentiert werden derartige Fälle nur selten.

Dies führt dazu, dass in der Wahrnehmung der Öffentlichkeit, Politik und Behörden jeder neue Fall wieder als Einzelfall betrachtet wird und die Chancen, eine als schützenswert eingestufte Höhle zu erhalten, entsprechend gering sind.

Warum eine Dokumentation von verlorenen Höhlen? 

Eine Zusammenstellung aller zerstörten Höhlen für Deutschland soll diese Einzelfall-Perspektive ändern, denn in der Realität zeigt sich, dass bei der Zerstörung von Höhlen immer wiederkehrende Muster beim Vorgehen derjenigen auftreten, die kein Interesse an der Erhaltung von Höhlen haben.

Diesen Mustern und den stereotypen Argumenten der Industrie kann man mit einer guten Dokumentation ähnlich gelagerter Fälle besser und erfolgversprechender begegnen.

Denn es verschwinden mit den Höhlen schließlich auch ihre umgebenden Landschaften und die Höhleninhalte wie archäologische und paläontologische Relikte und Tropfsteine, die als Klimaspeicher für die Wissenschaft wichtige Daten liefern, sowie unterirdische Habitate für Lebewesen.

Das letzte Drittel der Sachsensteinho?hle im Jahr 1961. Die Gipsho?hle ist heute verschwunden. Foto Uwe Fricke.

Lösungsansatz: Das Kataster der verlorenen Höhlen in Deutschland

Gegenwärtig sind in Deutschland 686 verschwundene Höhlen erfasst. Ziel dabei ist es, nicht nur die üblichen Katasterdaten zu erfassen, sondern auch die möglichst genaue Geschichte der Schutzbemühungen und der Ereignisse rund um eine verschwundene Höhle festzuhalten.

Einige gut dokumentierte Fälle, die vor allem den hohen Wert dessen, was verloren wurde, erkennen lassen, sind allgemein bekannt.

Ein extremes Beispiel in Deutschland ist das Neandertal, eine landschaftlich einzigartige enge Kalkschlucht, die rund 10 Km östlich von Düsseldorf lag und ein Motiv vieler Maler der Romantik war.

Mehrere Höhlen lagen in dieser Schlucht, von denen besonders die Kleine Feldhofer Grotte als Originalfundplatz des Neandertalers 1856 weltweit bekannt wurde.

In 1847 begann der industrielle Kalkabbau und als dieser in 1945 eingestellt wurde, war von der gesamten Schlucht und ihren Höhlen nichts mehr übrig  – ohne, dass irgendwelche weiteren wissenschaftlichen Untersuchungen der Höhlen hätte erfolgen können!

Kontakt und weitere Informationen

Der deutsche Höhlenforscherverband (www.vdhk.de) hat Dr. Helmut Steiner (helmut.steiner@hoehlenkataster-hessen.de) und Gerhard Stein (kataster.stein@t-online.de) damit beauftragt, das nationale Kataster der verlorenen Höhlen zu betreuen. Ein ausführlicher Artikel zu dem Thema ist in deutscher Sprache in der Zeitschrift DIE HÖHLE 2024 (Band 75, Seite 133-141) veröffentlicht worden (https://www.zobodat.at/publikation_series.php?id=6645).