Il marmo di Carrara vale miliardi, ma le montagne che lo contengono vengono consumate a una velocità senza precedenti. Il caso del Picco di Falcovaia è solo il simbolo più visibile di un sistema estrattivo che trasforma le Apuane in crinali scavati, ravaneti sterili e corsi d’acqua contaminati.


Il Picco di Falcovaia: la Cima che Non Esiste Più

Dal Picco di Falcovaia, nelle Alpi Apuane, si poteva vedere un quarto d’Italia. In una giornata limpida, lo sguardo spaziava da Portovenere fino all’isola d’Elba, con la costa della Corsica sullo sfondo.[1]

Quel punto panoramico non esiste più.

La punta è stata demolita dall’espansione della cava delle Cervaiole, nel comune di Seravezza (Lucca), gestita dalla società Henraux S.p.A.

Il crinale è stato terrazzato per estrarre il pregiato bianco arabescato.

Nel 2022 la stessa società ha avviato una procedura autorizzativa per proseguire l’estrazione per altri dieci anni, con un piano che prevede lo scavo di circa 710.803 m³ di roccia.[2][3]

CAI e Legambiente hanno espresso “la più viva preoccupazione” per il nuovo piano decennale. I due enti sottolineano che l’area è già stata “abbondantemente deturpata, culminata nella distruzione del Picco di Falcovaia”.[4]


Le Cave di Marmo delle Alpi Apuane: Dimensioni di un Fenomeno Industriale

Le Alpi Apuane ospitano circa 165 cave attive, 510 inattive e circa 200 saggi di cava. Il paesaggio montano ne porta i segni ovunque: cime abbassate di decine di metri, ravaneti che coprono interi versanti, vette ridotte a pianori di detriti sterili.[1][5]

L’estrazione del marmo nelle Alpi Apuane ha radici di oltre 2.000 anni. La svolta industriale è arrivata negli anni Novanta, con l’introduzione del filo diamantato. Questa tecnologia ha permesso di moltiplicare la produzione in modo esponenziale.[6]

I dati parlano chiaro. Dall’antichità al 1990 si stima siano state estratte circa 500.000 tonnellate di marmo. Dal 1990 ad oggi si è arrivati a 30 milioni di tonnellate. Negli ultimi anni la produzione ha toccato 5 milioni di tonnellate l’anno, di cui solo 50.000 destinate al marmo statuario.[7]

L’80% del materiale estratto non viene lavorato come marmo pregiato. Finisce polverizzato come carbonato di calcio in gomme, plastiche, vernici, farmaci, carta e dentifrici. Solo lo 0,5% è destinato a scopi artistici.[8]


Marmettola nelle Acque: L’Inquinamento da Polvere di Marmo nelle Alpi Apuane

La polvere di marmo prodotta dal taglio dei blocchi si chiama marmettola. Per legge, deve essere raccolta e smaltita come rifiuto speciale. Spesso, viene abbandonata nei piazzali o nei ravaneti.[9]

Le piogge la dilavano verso i torrenti. Una parte si infiltra attraverso le fratture della roccia.

L’impatto sulle acque è documentato da anni. Nei bacini del Frigido e del Carrione, ARPAT ha accertato fenomeni di siltazione e frequenti episodi di torbidità. Nel novembre 2022, dopo un’impennata di marmettola nel sistema idrico, il paese di Forno è rimasto senza acqua potabile per cinque giorni.[1][9]

Quando la marmettola sedimenta sul fondo dei fiumi, forma uno strato asfittico che occlude le branchie dei pesci, elimina i siti riproduttivi dei macroinvertebrati e impermeabilizza l’alveo. ARPAT documenta che nel Carrione la comunità macrobentonica subisce danni “notevoli in termini di diversità e abbondanza”.[9]

La situazione è aggravata dalla natura carsica delle Alpi Apuane. Fino al 75% delle precipitazioni si infiltra nel suolo, alimentando un sistema di acquiferi sotterranei. In questi sistemi, gli inquinanti si spostano rapidamente senza filtrazione naturale, con capacità di autodepurazione quasi nulla. La marmettola è stata rilevata persino all’interno dell’Antro del Corchia, il sistema carsico più esteso d’Italia.[10][9]

Dal 2024, ARPAT e l’Università di Firenze hanno avviato un progetto di ricerca per mappare i percorsi sotterranei della marmettola nelle falde acquifere carsiche delle Alpi Apuane.[11]


Biodiversità a Rischio nelle Apuane

Le Alpi Apuane racchiudono circa il 50% della biodiversità toscana. Ospitano specie rare e altamente endemiche: uno studio del 2025 dell’Università di Pisa ha censito 141 specie vegetali inserite nella Lista Rossa Nazionale, di cui 30 presenti esclusivamente sulle Alpi Apuane.[12][13]

Il documentario Anthropocene ha inserito le Apuane tra i 43 luoghi del mondo in cui l’attività umana ha cambiato il volto del pianeta.[5]

Il Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane, istituito nel 1985 grazie a una legge di iniziativa popolare, è riconosciuto come Geoparco Mondiale UNESCO dal 2012. Nonostante questo riconoscimento, la superficie del parco è stata ridotta da 54.000 a 20.598 ettari per proteggere le cave. Circa 80 cave si trovano oggi all’interno del perimetro del parco stesso.[7][8][14]


Cave di Marmo e Ricchezza: un Divario che Non Si Chiude

Il distretto apuano del marmo genera numeri di rilievo: nel 2024, le esportazioni di materiale lapideo hanno superato i 623 milioni di euro. Il distretto apuano ha superato quello veneto per valore di materiali lavorati.[15]

I profitti del marmo delle Alpi Apuane non restano sul territorio.

In tutto il bacino estrattivo lavorano meno di 1.000 persone direttamente nelle cave. Dal 1994 al 2020, la meccanizzazione ha ridotto l’occupazione del 30%. La lavorazione si è spostata in Sudest Asiatico e nei Paesi arabi.[1]

La provincia di Massa-Carrara registra il tasso di disoccupazione più alto del Centro-Nord.[1]

Le circa 70 cave in concessione a Carrara pagano all’amministrazione comunale un canone complessivo di circa 23 milioni di euro annui. Il 33% delle superfici estrattive sfrutta ancora un privilegio basato su un editto di Maria Teresa d’Austria del 1751, trasmesso di generazione in generazione.[16]

Un caso emblematico: la cava delle Cervaiole pagherà 100.000 euro l’anno per i prossimi dieci anni per estrarre una quantità di marmo che potrebbe rendere almeno cinque miliardi di euro.[1]


Infiltrazioni nelle Cave Apuane: Opacità e Criminalità Organizzata

Il sistema delle cave apuane ha attirato storicamente la criminalità organizzata. Alla fine degli anni Ottanta, alcune società di estrazione furono acquisite da imprese collegate a famiglie vicine a Salvatore Riina. L’indagine della Procura di Massa si inserì in un filone collegato al dossier mafia-appalti, ritenuto uno dei possibili moventi della strage di Via D’Amelio del 1992.[17]

Nel settembre 2025, la Prefettura di Massa-Carrara ha emesso tre provvedimenti antimafia contro altrettante aziende della provincia, nei settori degli scavi, del commercio di materiale lapideo e della gestione dei rifiuti.[18]


Un Quadro Normativo Incompleto per le Cave delle Alpi Apuane

Il Piano Integrato del Parco approvato nel 2023 prevede la riduzione del 55,7% delle aree di cava attive, da 1.661 a 736 ettari. Nel 2024, la Regione Toscana ha proposto un aumento del 5% della produzione, in contraddizione con il proprio Piano Regionale Cave del 2020.[1][19]

Nel marzo 2026, l’associazione Apuane Libere ha presentato ricorso al TAR contro l’autorizzazione alla riapertura di due cave dismesse da 60 anni nel comune di Vagli di Sotto.[20]


Turismo ed Escursionismo nelle Alpi Apuane: un’Alternativa al Modello Estrattivo

L’alternativa all’estrattivismo esiste, e in parte è già attiva. Il Geoparco Mondiale UNESCO delle Alpi Apuane comprende 250 geositi, testimoniando una geodiversità che copre archi temporali dal Paleozoico a oggi.[21]

Esperienze come Musica sulle Apuane — festival di musica classica e teatro che si tiene da quasi quindici anni anche in cave dismesse — dimostrano che la riconversione culturale dei siti estrattivi è realizzabile.[1]

Nel 2026, il Parco Apuane e il CNR hanno siglato un accordo per lo sviluppo di nuovi percorsi geoturistici nelle Alpi Apuane, con l’obiettivo di stimolare l’economia locale. L’ex cava Henraux di Seravezza, con le sue pareti verticali di marmo bianco e i laghetti naturali formatisi nel sito, è già frequentata da escursionisti e fotografi.[22][23]

La proposta degli ambientalisti non è la chiusura immediata di tutte le cave delle Alpi Apuane. Richiede una transizione graduale verso canoni equi proporzionali agli utili, limiti quantitativi credibili all’estrazione, investimento delle royalties nel territorio e riconversione professionale per i lavoratori del settore.

Come ha dichiarato Nicola Cavazzuti del CAI di Massa: “Non improvvisamente, non necessariamente del tutto, ma bisogna iniziare subito. Prima che sia troppo tardi.”[1]

Fonti
[1] Le vette scarnificate delle Apuane https://lucysuimondi.com/le-vette-scarnificate-delle-apuane/
[2] Per saperne di più… http://www.escursioniapuane.com/itinerari/lemma.aspx?ID=813
[3] Non possono essere rilasciate quelle autorizzazioni per quella cava di marmo sul Monte Altissimo (Seravezza). https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2022/11/05/non-possono-essere-rilasciate-quelle-autorizzazioni-per-quella-cava-di-marmo-sul-monte-altissimo-seravezza/
[4] CAI e Legambiente su nuova cava alle Cervaiole – CAI Prato https://www.caiprato.it/cai-e-legambiente-su-nuova-cava-alle-cervaiole/
[5] La lotta per la salvaguardia delle Alpi Apuane https://www.italiauomoambiente.it/?p=480634
[6] L’estrattivismo selvaggio nelle Alpi Apuane – DINAMOpress https://www.dinamopress.it/news/lestrattivismo-selvaggio-nelle-alpi-apuane/
[7] Lì, proprio lì, c’erano le Alpi Apuane – Mountain Wilderness Italia ONLUS https://www.mountainwilderness.it/editoriale/li-proprio-li-cerano-le-alpi-apuane/
[8] Concessioni abusive, cave di marmo e profitto https://www.corriere.it/cronache/20_ottobre_23/concessioni-abusive-cave-marmo-profitto-cosi-muoiono-alpi-apuane-2d40f7b0-14f7-11eb-b371-ea3047c1855f.shtml
[9] Marmettola, emergenza invisibile: le Alpi Apuane soffocate dal rifiuto … https://www.scintilena.com/marmettola-emergenza-invisibile-le-alpi-apuane-soffocate-dal-rifiuto-del-marmo12/02/23/
[10] Marmettola nelle Alpi Apuane: effetti della sua diffusione negli … https://www.scintilena.com/marmettola-nelle-alpi-apuane-effetti-della-sua-diffusione-negli-acquiferi-carsici/08/20/
[11] Apuane, via allo studio dell’inquinamento da marmettola – intoscana https://www.intoscana.it/it/apuane-via-allo-studio-dellinquinamento-da-marmettola/
[12] Parco naturale regionale delle Alpi Apuane – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_naturale_regionale_delle_Alpi_Apuane
[13] Alpi Apuane – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Alpi_Apuane
[14] Apuane, Geoparco Unesco. Bramerini: ‘Grande occasione per il … https://www.toscana-notizie.it/-/apuane-geoparco-unesco-bramerini-grande-occasione-per-il-nostro-territorio-
[15] Marmo, il distretto apuano supera quello veneto: export oltre i 600 … https://www.intoscana.it/it/marmo-distretto-apuano-report-2024/
[16] Il marmo e la disputa delle Alpi Apuane tra imprenditori e ambientalisti https://www.avvenire.it/attualita/il-marmo-e-la-disputa-delle-alpi-apuane-tra-imprenditori-e-ambientalisti_80651
[17] Cave e mafia, il filo sottile . Torna alla ribalta di Rai Tre l’inchiesta … https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/cave-e-mafia-il-filo-sottile-torna-alla-ribalta-di-rai-tre-linchiesta-sulla-calcestruzzi-eaaab488
[18] Infiltrazioni mafiose, stop a tre aziende apuane – NoiTV https://www.noitv.it/2025/09/infiltrazioni-mafiose-stop-a-tre-aziende-apuane-692490/
[19] Alpi Apuane: un equilibrio impossibile? – Mountain Genius https://mountaingenius.org/apuane-un-equilibrio-impossibile/
[20] “Stop allo scempio sulle Apuane”. Ricorso al Tar degli ambientalisti https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/stop-allo-scempio-sulle-apuane-07e98e2b
[21] Geoparco Alpi Apuane – Patrimonio Unesco https://www.patrimoniounesco.it/directory-tangibili/listing/geoparco-alpi-apuane/
[22] Accordo Parco Apuane e Cnr. Investimento da 40mila euro https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/accordo-parco-apuane-e-cnr-d9b4f38d
[23] Ex Cava Henraux a Seravezza https://www.welcome2lucca.com/ex-cava-henraux-a-seravezza/