Una serie di approfondimenti speleologici guida i lettori attraverso le più grandi cavità naturali da crollo, dai tiankeng cinesi ai blue hole, dalle foreste sommerse venezuelane alle sorprese italiane
Le doline più grandi del mondo, un tema che la speleologia studia da decenni
Le doline più grandi del mondo rappresentano uno dei fenomeni carsici più studiati e, al tempo stesso, meno conosciuti dal grande pubblico. Si tratta di cavità naturali formatesi nel corso di millenni attraverso processi di dissoluzione chimica, crollo di volte sotterranee o subsidenza progressiva del suolo. Le loro dimensioni possono raggiungere centinaia di metri di profondità e larghezza. Sul fondo di alcune di esse crescono foreste vergini mai toccate dall’uomo.
Scintilena ha dedicato a questo argomento una serie di cinque articoli. Ogni contributo affronta una dolina o un gruppo di doline specifico, con dati tecnici, storia delle esplorazioni e contesto geologico. L’obiettivo è offrire un percorso di lettura strutturato, adatto sia agli speleologi esperti sia a chi si avvicina per la prima volta alla geomorfologia carsica.
Primo articolo: il tiankeng cinese che detiene tutti i primati
Il primo articolo della serie è dedicato allo Xiaozhai Tiankeng, nel Chongqing. È considerata la dolina più profonda del mondo, con 662 metri di profondità e un volume stimato di circa 119 milioni di metri cubi. La cavità ospita un fiume sotterraneo parzialmente inesplorato e un ecosistema con oltre 1.200 specie vegetali e animali.
L’articolo spiega anche cos’è un tiankeng, termine tecnico introdotto nel 2001 per distinguere le grandi doline da collasso carsico dalle cavità di minor scala.
Xiaozhai Tiankeng: dentro la dolina più profonda del mondo, dove una foresta primordiale sopravvive nell’ombra dell’abisso — [LINK 1]
Secondo articolo: la battaglia dei record tra le doline sommerse
Le doline marine, chiamate blue hole, sono cavità formatesi durante le glaciazioni quaternarie e successivamente sommerse dall’innalzamento del livello del mare. Il secondo articolo mette a confronto il Great Blue Hole del Belize — 318 metri di diametro, conosciuto in tutto il mondo grazie alle esplorazioni di Jacques Cousteau — con il Taam Ja’ Blue Hole in Messico, rimisurazioni del 2023, che con i suoi oltre 420 metri di profondità potrebbe superare qualsiasi altra dolina sottomarina conosciuta.
L’articolo analizza anche le difficoltà tecniche di misurazione e il confine sempre più sfumato tra speleologia e oceanografia.
Great Blue Hole vs Taam Ja’: la guerra dei record tra le doline sommerse che nessuno riesce a misurare davvero — https://www.scintilena.com/great-blue-hole-vs-taam-ja-la-guerra-dei-record-tra-le-doline-sommerse-che-nessuno-riesce-a-misurare-davvero/05/01/
Terzo articolo: la dolina impossibile sulla cima di un tepui venezuelano
La Sima Humboldt, nel Parco Nazionale Jaua-Sarisariñama in Venezuela, rappresenta un caso anomalo nella geomorfologia delle doline. Si trova sulla sommità di un tepui, la tipica montagna a tavola dell’America del Sud, ed è scavata nella quarzite. Si tratta di un materiale che i manuali di geologia descrivono come sostanzialmente insolubile. Eppure la dolina esiste: 314 metri di profondità, pareti verticali, e una foresta sul fondo mai raggiunta prima del 1974.
Il terzo articolo ripercorre la storia delle esplorazioni e spiega il meccanismo di dissoluzione dei silicati che rende possibile questo tipo di carsismo non convenzionale.
Sima Humboldt: la dolina nella quarzite che ha sfidato la geologia, nascosta sulla cima di un tepui venezuelano — [LINK 3]
Quarto articolo: il Geoparco UNESCO dove le doline crescono a decine
Nel Guangxi cinese, il Geoparco di Leye-Fengshan concentra oltre trenta doline carsiche in un territorio circoscritto. È un laboratorio naturale unico per lo studio del carso tropicale. Nel maggio 2022 una spedizione dell’Institute of Karst Geology ha individuato una nuova cavità — 306 metri di lunghezza, 150 di larghezza, 192 di profondità — con tre grotte nelle pareti e una foresta di alberi alti quaranta metri sul fondo.
Il quarto articolo descrive la scoperta, i dati rilevati sul campo e il ruolo del territorio nella ricerca speleologica internazionale.
Doline Carsiche nel Guangxi: nel Geoparco UNESCO di Leye-Fengshan ce n’è una con una foresta vergine sul fondo — [LINK 4]
Quinto articolo: la dolina europea che sorprende anche gli esperti
L’ultimo articolo avvicina il tema delle doline più grandi del mondo al territorio italiano. La Pozzatina, nel Gargano, è una dolina da crollo che le misurazioni del 2020 — condotte dal Gruppo Speleologico Speleoteam Montenero in collaborazione con il professor Michele Morsilli dell’Università di Ferrara — hanno riclassificato tra le più grandi d’Europa per la sua tipologia morfologica.
L’articolo contestualizza la scoperta nel panorama del carsismo garganico, spesso sottovalutato rispetto ad altri sistemi carsici italiani, e offre un collegamento tra la tradizione speleologica italiana e i grandi record mondiali.
In Puglia la Pozzatina del Gargano: perché la dolina più grande d’Europa è praticamente sconosciuta, anche tra gli speleologi italiani — [LINK 5]
Un percorso nelle doline più grandi del mondo tra scienza ed esplorazione
I cinque articoli coprono tipologie diverse di dolina — carsica, da quarzite, marina, da crollo — e aree geografiche distanti tra loro. Insieme costruiscono un quadro aggiornato di questo settore della geomorfologia. I processi che generano le doline più grandi del mondo sono per lo più lenti, misurati in decine di migliaia di anni. Le scoperte, invece, arrivano spesso all’improvviso, come dimostra la sequenza di ritrovamenti degli ultimi anni in Cina e in Messico.
La serie è disponibile integralmente su Scintilena.