La task force finlandese di DAN Europe completa la prima immersione tecnica: vittime individuate, recupero in corso nei prossimi giorni


La tragedia: cinque sub italiani nella grotta sommersa di Vaavu

Il 14 maggio 2026, cinque subacquei italiani sono entrati nel sistema di grotte sommerse di Dhekunu Kandu — nota anche come Devana Kandu — nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, a una profondità compresa tra i 55 e i 60 metri.

L’accesso alla cavità si colloca ben al di sotto dei 30 metri consentiti dalle autorità maldiviane, limite che secondo le indagini locali sarebbe stato superato senza le necessarie autorizzazioni.

L’immersione si è trasformata in tragedia: il corpo del primo sub, Gianluca Benedetti — istruttore di immersione e responsabile operativo per Luxury Yacht Maldives e Albatros Top Boat — è stato recuperato nelle prime fasi delle ricerche.

Gli altri quattro, legati all’Università di Genova, sono rimasti dispersi all’interno del sistema di gallerie.[1][2][3]

Le quattro vittime che erano ancora disperse sono Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.

Il sistema di grotte si estende per centinaia di metri attraverso più camere e passaggi interni, rendendo le operazioni di ricerca estremamente complesse.

Nel corso dei primi tentativi di soccorso, un ufficiale della Marina maldiviana ha perso la vita durante le operazioni di recupero.[3][1]


DAN Europe attiva la task force internazionale di speleosub

Di fronte alla complessità tecnica della missione, DAN Europe ha mobilitato un team di specialisti internazionali di cave diving.

La task force è composta da tre esperti finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, tutti con esperienza consolidata in missioni di recupero ad alto rischio in ambienti subacquei confinati.

Il team è arrivato alle Maldive il 17 maggio 2026 e ha operato in pieno coordinamento con la Maldives National Defence Force, il Ministero degli Affari Esteri italiano e le autorità consolari italiane a Malé.[4][5][1][3]

La task force di DAN Europe ha avuto il compito di localizzare le quattro vittime, valutare le condizioni operative all’interno della grotta e pianificare le fasi di recupero.

L’operazione è stata descritta dalle stesse autorità maldiviane come ad “alto rischio”.

Il sito presenta caratteristiche operative particolarmente critiche: l’ingresso della cavità è profondo e il sistema sottomarino si sviluppa per centinaia di metri in ambienti angusti e buui.[6][3]


Prima immersione tecnica: tutte e quattro le vittime individuate

Il 18 maggio 2026, la squadra specialistica ha condotto la prima immersione tecnica in grotta nel sito di Dhekunu Kandu.

L’immersione è iniziata alle 08:30 ora italiana ed è durata circa tre ore.

Durante questa prima fase operativa, il team ha esplorato il sistema di grotte sommerse, valutato le condizioni ambientali e operative, localizzato tutte e quattro le vittime ancora disperse e raccolto le informazioni necessarie per pianificare le fasi successive del recupero.[4][6]

Per condurre l’immersione in sicurezza in un ambiente così ostile, i tre specialisti hanno utilizzato tecnologia subacquea avanzata.

Tra i sistemi impiegati figurano rebreather a circuito chiuso, DPV (Diver Propulsion Vehicles) ad alte prestazioni e configurazioni di supporto vitale completamente ridondanti.

Un rebreather è un sistema che ricicla il gas respirato, rimuove l’anidride carbonica tramite un assorbitore chimico e reintegra automaticamente l’ossigeno metabolizzato: questo permette immersioni prolungate, un consumo ridotto di gas e un controllo preciso della miscela respiratoria, caratteristiche essenziali nelle operazioni in grotta.[6]


Cave diving nelle grotte sommerse: tecnica e rischio nelle operazioni di recupero

Le grotte sommerse come Dhekunu Kandu rappresentano ambienti tra i più pericolosi per i subacquei.

L’assenza di una via di risalita diretta in caso di emergenza, la scarsa visibilità, le correnti interne e la profondità rendono ogni intervento un’operazione ad alto rischio.

Il cave diving tecnico — la disciplina che permette di lavorare in questi contesti — richiede anni di formazione specialistica, equipaggiamenti dedicati e pianificazione meticolosa di ogni fase dell’immersione.[7][3]

Il sistema di Dhekunu Kandu si sviluppa attraverso più camere collegate da stretti passaggi a profondità superiori ai 55 metri.

In questo scenario, i tre specialisti finlandesi hanno operato con margini di sicurezza elevati grazie all’impiego di tecnologie di supporto vitale ridondanti.

La localizzazione delle vittime durante la prima immersione è un risultato tecnico significativo, ma rappresenta solo la prima fase di un processo che richiederà ancora giorni di lavoro delicato e coordinato.[3][4][6]


Il recupero: operazioni in corso nei prossimi giorni

Dopo la localizzazione delle quattro vittime, DAN Europe ha comunicato che i giorni successivi al 18 maggio saranno dedicati alle delicate procedure di recupero.

Le operazioni si svolgono in costante coordinamento con la Maldives National Defence Force e con le autorità italiane competenti a Malé.

Ulteriori aggiornamenti sulla pianificazione operativa e sulle tempistiche del recupero saranno comunicati progressivamente, man mano che la coordinazione tra le parti prosegue.[6]

Sul fronte giudiziario, la Procura di Roma ha aperto un’indagine per fare luce sulla dinamica dell’incidente e sulla catena decisionale che ha preceduto l’immersione fatale.

Secondo quanto emerso, il gruppo si trovava a bordo di un liveaboard legato ad Albatros Top Boat e alla struttura commerciale Duke of York.

Resta da chiarire se l’immersione fosse stata autorizzata dall’operatore turistico e se i subacquei disponessero di equipaggiamento adeguato per un cave diving tecnico profondo.[2][1]

Fonti
[1] Maldive, arrivano gli speleosub dalla Finlandia per la ricerca dei … https://www.scintilena.com/maldive-arrivano-gli-speleosub-finlandesi-per-la-ricerca-dei-corpi-nella-grotta-sommersa/05/18/
[2] Maldives: Italian divers trapped 62 meters deep in a cave – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=zfmiNACn7GU
[3] DAN supports international Search & Recovery operations in the … https://www.scubaportal.it/en/operazioni-ricerca-maldive/
[4] È durata circa 3 ore l’immersione dei sub esperti nella quale oggi … https://www.instagram.com/reel/DYetwQXGnaC/
[5] DAN supporta le operazioni internazionali di search & recovery alle … https://www.daneurope.org/it/-/it-1
[6] DAN-led mission locates all four missing divers in the Maldives https://www.daneurope.org/en/-/maldives
[7] Il video dentro la grotta di Devana Kandu alle Maldive – Corriere TV https://video.corriere.it/il-video-dentro-la-grotta-di-devana-kandu-alle-maldive-qui-potrebbero-trovarsi-i-corpi-dei-quattro-italiani/1c8fefb1-5806-499c-ab6d-8e0a66634xlk