Il 29° Raduno Speleologico Regionale Lombardo si è svolto a Malonno (BS), in Valle Camonica, dall’11 al 12 aprile scorsi

Dall’11 al 12 aprile 2026 Malonno ha ospitato il 29° Raduno Speleologico Regionale Lombardo, promosso dal Gruppo Speleo Camuno insieme alla Federazione Speleologica Lombarda.

Le due giornate hanno richiamato speleologi da tutta la regione, trasformando il paese camuno in un punto d’incontro per racconti di esplorazione, progetti, video e amicizia sotterranea.

Sabato pomeriggio i gruppi presenti hanno presentato le proprie attività, condividendo esplorazioni, rilievi, ricerche e progetti. Il raduno si è confermato soprattutto un momento di incontro e confronto tra speleologi, accomunati — come spesso accade — dalla stessa “lingua sotterranea”.

La Federazione Speleologica Lombarda ha poi raccolto e pubblicato sul proprio canale YouTube diversi contributi video presentati durante il raduno. Tra questi, vi segnaliamo in calce i collegamenti a brevi sintesi:

foto @ F.Prizio

Particolarmente avvincente il racconto della miniera ritrovata di Pisogne, una vicenda che intreccia memoria locale, ricerca storica e perseveranza speleologica. La miniera, cancellata dall’alluvione del 1953 e ormai ritenuta perduta, è stata individuata nuovamente dagli speleologi dopo anni di ricerche sul territorio: una storia che sembra uscita da una leggenda alpina e che restituisce bene il senso del lavoro di esplorazione e documentazione svolto dai gruppi lombardi.

foto @ GS CAI Varese

Molto seguito anche l’intervento dei giovani del GS CAI Varese, che hanno mostrato al 29° Raduno Regionale della Federazione Speleologica Lombarda le ultime novità dal Campo dei Fiori e dallo Stelvio.

Durante il raduno, è stato presentato ( Speleologia in Lombardia – Raduno Regionale 2026 – Gli strumenti FSLo) anche l’intervento di Maurizio Miragoli, dedicato agli strumenti realizzati da FSLo, con un excursus tra personaggi di alto livello, tra i quali Cigna, Vanin, Lismonde, Badino e altri.

Per approfondire questi temi, mettiamo in fondo all’articolo tre fonti da consultare, tenendo anche conto che la Federazione ha già annunciato una successiva giornata tecnica organizzata presso la sede del Gruppo Grotte Milano CAI SEM, prevista indicativamente per il 13 giugno 2026.

La domenica è stata dedicata soprattutto alla dimensione associativa e federativa.

Dopo l’Assemblea della Federazione Speleologica Lombarda e il pranzo sociale, il pomeriggio è proseguito con momenti di confronto tra gruppi, discussioni sui progetti futuri e occasioni informali di incontro tra speleologi provenienti da tutta la regione.

Un finale più raccolto rispetto alle attività del sabato, ma importante per consolidare relazioni, idee e collaborazioni nate nel corso della due giorni camuna.

Perché Malonno?

Scegliere Malonno come sede del Raduno regionale ha avuto anche un valore simbolico. Qui, infatti, il sottosuolo e la pietra raccontano una storia molto più antica della speleologia moderna. La Valle Camonica custodisce uno dei più importanti patrimoni europei di arte rupestre, e anche il territorio di Malonno conserva testimonianze incise nella roccia che attraversano millenni.

Prendiamo spunto dal volume Preistoria in Valle Camonica (“Preistoria in Valle Camonica itinerari illustrati dei siti e dell’arte rupestre” – 1983 – Ausilio Priuli – ed. Museo didattico d’arte e vita preistorica): lungo il sentiero Garda–Fobbio–Rino di Sonico, si incontrano numerose rocce istoriate, accanto all’antica mulattiera che collegava i versanti della valle. Grandi lastre sono state ricavate nella roccia, e si affiancano a superfici ricoperte di coppelle, canaletti, figure antropomorfe, cruciformi e incisioni geometriche.

Particolarmente suggestivo il dosso Fobbio: lì, una grande roccia montonata appare quasi interamente coperta da coppelle di varie dimensioni, spesso unite da canaletti. Alcune risultano persino levigate, segno di un uso rituale protratto nel tempo. Le incisioni medievali e moderne si sovrappongono a quelle più antiche, creando una sorta di dialogo inciso nella pietra attraverso i secoli.

Questi luoghi erano probabilmente collegati a percorsi di culto e passaggio, riutilizzati nel tempo anche in epoca cristiana. Le antiche incisioni preistoriche sono tracce di continuità culturale: santificano luoghi la cui sacralità è stata dimenticata, ma che continuano a essere frequentati dalle comunità locali.

Anche in questo contesto, il Raduno lombardo di Malonno ha assunto un significato che va oltre il semplice incontro associativo: la speleologia, in Val Camonica, si inserisce in un paesaggio dove l’uomo ha lasciato segni profondi da migliaia di anni: incisioni, sentieri, miniere, cavità e luoghi di passaggio.

E’ un territorio dove l’esplorazione legge anche la memoria della montagna.

  • LISMONDE B. “Circulation d’air dans les réseaux souterrains à deux ouvertures”, in: “Colloque de Seyssins sur le Karst”, Fédération Francaise de Spéléologie, 1981, pp. 37–53
  • LISMONDE B. “Aérologie des systè mes karstiques”, in: Climatologie du Monde Souterrain T 2, Comité Départemental de Spéléologie Isère, 2002, pp. 1–362
  • BADINO G. “Fisica del clima sotterraneo” – Bologna : Istituto italiano di speleologia, 1995. – 136 p. https://www.speleo.lazio.it/home/wp-content/uploads/2019/04/fsl9.pdf

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