Uno studio internazionale riepiloga la presenza di numerose specie in 80 cavità: tracce, resti e osservazioni dirette ampliano la conoscenza dell’uso degli ambienti ipogei da parte della fauna
Shillong (India) — Secondo quanto riportato dall’agenzia UNI, una ricerca basata su oltre tre decenni di esplorazioni ha documentato la presenza di diverse specie di mammiferi terrestri nelle grotte del Meghalaya, nel nord-est dell’India. I risultati, come riportato da Saikia et al. (2026) sulla rivista Cave and Karst Science, sono tra i contributi più ampi finora disponibili sul tema in ambito indiano.
Lo studio analizza più di 120 registrazioni raccolte tra il 1992 e il 2025 in 80 grotte distinte. I dati comprendono osservazioni dirette di animali vivi, ma anche di nidi, impronte e resti scheletrici: risulta un quadro articolato della frequentazione delle cavità da parte di una variegata fauna terrestre.
Il lavoro è stato condotto da un gruppo internazionale di ricercatori provenienti da istituzioni scientifiche e speleologiche di India, Regno Unito, Svizzera e Romania, insieme ad associazioni locali. Tra gli autori figurano Uttam Saikia dello Zoological Survey of India (Shillong), Dan Harries del Grampian Speleological Group (Edimburgo) e Manuel Ruedi del Natural History Museum di Ginevra.
Tra le specie documentate, il ratto gigante di Edwards è il mammifero più frequentemente osservato nelle grotte del Meghalaya, seguito da due specie di istrici. Sono segnalate anche evidenze della presenza di piccoli carnivori (tra cui gatto pescatore, zibetti e probabilmente manguste) in un numero significativo di cavità. Secondo gli autori, questi animali potrebbero sfruttare l’ambiente ipogeo per cacciare pipistrelli, insetti o prede acquatiche presenti in pozze e corsi d’acqua sotterranei.
Particolarmente rilevante è il rinvenimento di resti scheletrici e impronte attribuite all’orso nero asiatico in sei grotte: il dato evidenzia un’interazione più complessa tra grandi mammiferi e ambienti sotterranei.
Resti di primati, in particolare macachi e langur, sono stati osservati con frequenza in diverse cavità. Tuttavia, lo studio non ha rilevato prove del loro utilizzo delle grotte come siti di riposo. Secondo i ricercatori, i primati utilizzerebbero piuttosto gli ingressi delle grotte come rifugi temporanei o per sfuggire ai predatori, aumentando così la probabilità che ossa vengano successivamente accumulate all’interno.
Nel complesso, è il riassunto di un contributo trentennale che amplia la comprensione delle interazioni tra fauna e ambienti carsici in una delle regioni più ricche di cavità del pianeta.
Fonte:
- United News of India (UNI), “Scientists find evidence of various terrestrial mammalian species in Meghalaya caves”, 6 aprile 2026 – https://www.uniindia.com/scientists-find-evidence-of-various-terrestrial-mammalian-species-in-meghalaya-caves/east/news/3800984.html
- Saikia U., Harries D., Ruedi M., Arbenz T., Chachula O., Mukhim K., Daly B.K., An evaluation of evidence for utilization of cave habitats by terrestrial mammals in Meghalaya, northeast India, Cave and Karst Science, 2026 – https://bcra.org.uk/pub/candks/index.html
Per approfondire: Scintilena
