Il DNA della medusa asiatica Craspedacusta sowerbii individuato nella grotta Luftloch grazie a una collaborazione tra Università di Trieste, SAS e Museo di Storia Naturale


Collaborazione scientifica e speleologica: la scoperta della medusa aliena nel Timavo

Nelle acque sotterranee del fiume Timavo è stato rilevato il DNA di una medusa aliena, la Craspedacusta sowerbii, una specie d’acqua dolce di origine asiatica.

Il risultato è frutto di una collaborazione tra l’Università degli Studi di Trieste, la Società Adriatica di Speleologia (SAS) e il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste.

Il campionamento è avvenuto nella grotta Luftloch, recentemente esplorata dalla SAS, a quasi 300 metri di profondità[2][3].

Il gruppo di ricerca guidato dalla Dott.ssa Chiara Manfrin ha utilizzato la tecnica del DNA ambientale (eDNA), che permette di individuare tracce genetiche lasciate dagli organismi nell’acqua, anche in assenza di osservazioni dirette.

Questo approccio innovativo consente di monitorare la biodiversità degli ambienti ipogei e di identificare specie difficilmente osservabili[2][3].

Craspedacusta sowerbii: una medusa aliena nelle acque sotterranee del Carso

La presenza del DNA della medusa Craspedacusta sowerbii nelle acque sotterranee del Timavo rappresenta una conferma genetica importante.

Questa specie, originaria della Cina, è innocua per l’uomo, ma i suoi effetti sugli ecosistemi carsici sono ancora oggetto di studio.

La scoperta nelle acque sotterranee del Timavo rafforza le precedenti segnalazioni visive effettuate nella parte slovena del sistema Reka-Timavo dal 2016, ma ora la conferma genetica suggerisce un insediamento stabile della specie nel sistema carsico[2][3][4].

La medusa è stata già osservata anche in Sardegna e in laghi e canali dell’Italia del Nord, oltre che in Grecia e nella Penisola Iberica.

Gli esperti sottolineano che la presenza della medusa aliena nel Timavo potrebbe avere implicazioni sull’equilibrio degli ecosistemi sotterranei.

Studi futuri dovranno valutare l’impatto della specie sulle comunità biologiche locali e sulle dinamiche ecologiche delle acque carsiche[3][4].

Il ruolo della speleologia e della ricerca scientifica nella tutela delle acque sotterranee

La scoperta è stata presentata durante il convegno SPELEO25 a Gorizia, organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale e dalla Direzione centrale ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Friuli Venezia Giulia.

Marco Restaino, presidente della SAS, e Raffaele Bruschi sono stati tra i primi a raccogliere i campioni d’acqua nella grotta Luftloch, contribuendo in modo decisivo alla ricerca[2][3].

Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico regionale, ha evidenziato l’importanza del sostegno istituzionale alle attività speleologiche.

Secondo Zanetti, la speleologia fornisce strumenti fondamentali per la conoscenza e la gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee, un patrimonio strategico per il territorio regionale[3][4].

Biodiversità ipogea e gestione delle specie aliene nel Carso

La ricerca sulla medusa aliena nel Timavo rappresenta un passo avanti nello studio della diffusione delle specie aliene negli ecosistemi ipogei del Carso.

Il monitoraggio tramite DNA ambientale offre nuove possibilità per la salvaguardia della biodiversità sotterranea e per la gestione consapevole delle risorse naturali.

La collaborazione tra scienziati e speleologi si conferma essenziale per approfondire la conoscenza degli ambienti carsici e per affrontare le sfide legate alla presenza di specie non autoctone[2][3][4].

La medusa aliena nel Timavo diventa così un caso di studio per comprendere meglio le dinamiche degli ecosistemi sotterranei e il ruolo della ricerca scientifica nella tutela delle acque e della biodiversità del Carso.

Fonti
[1] Una medusa asiatica 300 metri sottoterra: il Timavo regala … https://www.triesteprima.it/cronaca/medusa-asiatica-timavo.html
[2] Scoperta una medusa “aliena” nelle acque sotterranee del … https://www.friulioggi.it/friuli-venezia-giulia/scoperta-una-medusa-aliena-acque-sotterranee-timavo-16-giugno-2025/
[12] A synthesis of known Iberian localities for Craspedacusta sowerbii Lankester , 1880 ( Cnidaria : Hydrozoa ) : new record for Spain from low Guadalquivir River https://www.semanticscholar.org/paper/938e16049eb0eb5dae1f2b779032851125db017a
[13] First record of the freshwater jellyfish Craspedacusta sowerbii Lankester, 1880 in Greece suggests distinct European invasion events http://link.springer.com/10.1007/s10201-015-0452-9
[14] THE FRESHWATER jELLYFISH CraspedaCusta sowerbii LANkESTER, 1880: AN OvERvIEW OF ITS DISTRIBuTION IN FRANCE https://www.semanticscholar.org/paper/929bcaae8e37303d3c189bfed231a410ef8e4488

Impatto della medusa aliena Craspedacusta sowerbii sugli ecosistemi del Timavo

Biodiversità sotterranea e introduzione di specie aliene nel Timavo

L’introduzione della medusa aliena Craspedacusta sowerbii nelle acque sotterranee del Timavo potrebbe influenzare gli ecosistemi carsici in diversi modi.

Le grotte e i corsi d’acqua sotterranei sono ambienti molto stabili, caratterizzati da basse energie fisiche, chimiche e biologiche, e ospitano comunità adattate a condizioni di scarsità di nutrienti e risorse[1].

L’arrivo di una specie aliena può alterare questi delicati equilibri.

Possibili effetti ecologici della medusa aliena nei sistemi carsici

La presenza di Craspedacusta sowerbii potrebbe:

  • Competere per le risorse alimentari con le specie autoctone, modificando la rete trofica locale.
  • Introdurre nuove dinamiche predatorie o di competizione, influenzando la sopravvivenza di organismi endemici e specializzati degli ambienti ipogei[1].
  • Modificare i cicli di nutrienti attraverso la sua attività biologica, con possibili effetti a cascata sulla composizione delle comunità microbiche e animali presenti nelle acque sotterranee.

Vulnerabilità degli ecosistemi carsici del Timavo

Gli ecosistemi delle grotte sono particolarmente vulnerabili all’introduzione di specie aliene, a causa della loro bassa resilienza e della lentezza dei processi di recupero.

L’arrivo di una nuova specie può avere effetti duraturi, soprattutto se la specie riesce a stabilirsi e riprodursi nel nuovo ambiente[1].

Nel caso di Craspedacusta sowerbii, gli effetti a lungo termine sugli ecosistemi del Timavo sono ancora oggetto di studio, ma la presenza della medusa aliena richiede un attento monitoraggio per valutare eventuali impatti sulla biodiversità ipogea.

Conclusioni sulla gestione delle specie aliene nel Timavo

L’individuazione della medusa aliena nel Timavo sottolinea l’importanza della ricerca scientifica e del monitoraggio degli ambienti sotterranei per prevenire e gestire possibili impatti sulle risorse idriche e sulla biodiversità del Carso.

La collaborazione tra speleologi e ricercatori resta fondamentale per comprendere e mitigare le conseguenze dell’introduzione di specie aliene negli ecosistemi carsici[1].

Stabilità ambientale del Timavo e sopravvivenza della medusa aliena

Condizioni stabili delle acque sotterranee del Timavo

L’ambiente sotterraneo del Timavo è caratterizzato da condizioni fisiche e chimiche molto stabili. In queste acque, la temperatura, la composizione chimica e il flusso idrico variano poco nel tempo. Queste caratteristiche sono tipiche degli ambienti carsici profondi, come quelli del Carso triestino, dove la variabilità ambientale è ridotta rispetto agli ambienti superficiali[1].

Vantaggi per la sopravvivenza della medusa aliena Craspedacusta sowerbii

La stabilità di questi parametri ambientali favorisce la sopravvivenza di specie come la medusa aliena Craspedacusta sowerbii.

Questa specie, infatti, predilige acque calme, con poche variazioni di temperatura e composizione.

In un ambiente stabile come il Timavo, la medusa può trovare condizioni ideali per mantenere il proprio ciclo vitale, senza dover affrontare stress ambientali improvvisi.

Inoltre, la scarsità di predatori e la limitata competizione con altre specie in ambienti ipogei possono facilitare l’insediamento e la persistenza della medusa aliena nelle acque sotterranee del Timavo.

Sintesi

In sintesi, la stabilità dell’ambiente sotterraneo del Timavo crea un habitat favorevole alla sopravvivenza e all’insediamento della medusa aliena, offrendo condizioni costanti e prevedibili, che riducono i rischi legati a cambiamenti ambientali rapidi o estremi[1].