Dall’orso delle caverne ai grandi mammiferi del Pleistocene, l’analisi dei resti di megafauna nelle grotte preistoriche italiane aiuta a ricostruire ambiente, frequentazioni umane e dinamiche di occupazione delle cavità.
Le grotte preistoriche italiane conservano resti di megafauna che vanno letti come archivi naturali e archeologici insieme.[1][2]
Ossa di orso delle caverne, denti, mandibole, crani frammentari e depositi misti di fauna permettono di capire quali animali usavano le cavità e in quali fasi climatiche.[3][4]
In molti casi, questi reperti non documentano solo la presenza degli animali. Raccontano anche il rapporto tra predatori, prede e gruppi umani che frequentavano le stesse grotte.[5][6]
Le grotte come archivi
In Italia, numerose cavità hanno restituito resti di grandi mammiferi del Pleistocene, con una forte presenza di Ursus spelaeus, ma anche di leoni delle caverne, linci, uri, rinoceronti e altri grandi erbivori e carnivori.[5][7]
Le grotte di Toirano, Bossea, Pocala, Fumane, Monte Fenera, Buco del Piombo e altre cavità alpine e appenniniche sono fra i siti più noti per questo tipo di depositi.[3][8][5]
In diversi casi i resti di megafauna si accumularono per uso naturale della grotta da parte degli animali, in altri per cadute accidentali o per attività di caccia e macellazione umana.[2][9]
La lettura stratigrafica è decisiva. Una stessa grotta può restituire fasi diverse, con livelli occupati da orsi, livelli usati dall’uomo e livelli rimescolati da frane o flussi d’acqua.[10][11]
Per questo l’analisi dei resti di megafauna non si limita alla specie. Deve considerare posizione, stato di conservazione, associazione con strumenti litici e tracce di lavorazione sulle ossa.[6][5]
Metodi di studio
Gli studi più recenti si basano su osservazione tafonomica, datazioni, confronto anatomico e, quando possibile, analisi metriche dei frammenti ossei.[12][13]
Le strie da taglio, i segni di macellazione, le fratture intenzionali e le alterazioni dovute al deposito aiutano a distinguere tra carcasse accumulate naturalmente e resti trattati dall’uomo.[5][7]
Nel caso dell’orso delle caverne, la frequenza dei ritrovamenti in grotta rende possibile ricostruire anche aspetti di comportamento, come il letargo e la scelta delle cavità come rifugio riproduttivo.[2][3]
La tecnologia aggiunge strumenti nuovi alla ricerca. Imaging, rilievi digitali e confronto con banche dati osteologiche permettono di leggere dettagli prima poco visibili.[14][12]
Questo approccio è utile anche per capire se i resti appartengono a grandi predatori, a erbivori portati all’interno da esseri umani o a animali morti per cause naturali e poi accumulati nel tempo.[10][11]
Orsi delle caverne
L’orso delle caverne è la megafauna più ricorrente nelle grotte italiane.[3][5]
Le sue ossa compaiono in quantità notevoli in località alpine e prealpine, ma anche in cavità dell’Italia centrale e nordorientale.[8][3]
A Toirano, nelle grotte liguri e in altri sistemi carsici, i reperti mostrano sia la lunga frequentazione della grotta da parte degli ursidi, sia la successiva interferenza umana.[5][15]
In alcuni siti le ossa presentano segni di macellazione. Questo indica che gli uomini sfruttavano l’orso per carne, grasso e pelli, oppure occupavano le stesse grotte in momenti successivi alla presenza animale.[2][5]
In altri casi i resti sono quasi completi e suggeriscono morti naturali dentro ambienti adatti al letargo.[3][8]
La distinzione tra queste situazioni è uno dei punti centrali dell’analisi paleontologica in grotta.[7][10]
Megafauna e presenza umana
La presenza di megafauna nelle grotte preistoriche italiane dice molto anche sui gruppi umani del Paleolitico.[6][7]
Gli uomini sceglievano le stesse cavità per rifugio, sepoltura, occupazione temporanea e lavorazione delle carcasse.[4][5]
Per questo i depositi ossei vanno letti come indicatori sia ambientali sia culturali.[1][11]
In alcune cavità, come quelle con ricchi depositi di orso, le ossa documentano un alternarsi di occupazioni tra fauna e uomini.[2][3]
In altre, la quantità e la varietà dei reperti mostrano un vero paesaggio faunistico del Quaternario, utile per ricostruire clima, disponibilità di risorse e reti ecologiche.[12][1]
Lo studio della megafauna in grotta diventa così uno strumento per leggere il rapporto tra subsistenza, mobilità e trasformazione degli ecosistemi.[7][10]
Valore scientifico
L’analisi dei resti di megafauna nelle grotte preistoriche italiane è importante perché integra archeologia, paleontologia e speleologia.[1][2]
Ogni frammento osseo contribuisce a definire cronologie, ambienti e comportamenti. Anche un singolo dente può indicare specie, età dell’animale e modalità di deposito.[12][13]
Per le grotte italiane, questo lavoro è particolarmente utile perché molte cavità hanno depositi complessi, formati da alternanze di occupazioni naturali e umane.[6][10]
La ricerca continua a produrre nuovi dati su orsi, grandi carnivori e mammiferi pleistocenici.[16][12]
Nel quadro della speleologia scientifica, questi resti non sono solo fossili. Sono indizi concreti della storia profonda delle cavità e degli ecosistemi che le hanno attraversate.[5][7]
Metodologie di analisi tafonomica sui resti fossili in grotta
Microscopia 3D, osservazione micromorfologica, stratigrafia e confronto sperimentale permettono di distinguere tra predazione, macellazione, trasporto naturale e alterazioni post-deposizionali nei depositi sotterranei.
La tafonomia in grotta studia ciò che accade a un resto biologico tra la morte e il suo ritrovamento come fossile.[1][2]
Nelle cavità italiane questo lavoro è centrale, perché i depositi sotterranei conservano ossa, denti, manufatti e sedimenti in sequenze spesso complesse.[3][4]
L’analisi tafonomica serve quindi a capire chi ha accumulato i resti, in quale momento e con quali processi di alterazione successivi.[2][1]
Osservazione dei segni
Il primo passaggio è l’esame macroscopico dei reperti. Gli studiosi cercano fratture, abrasioni, corrosione, morsi, strie da taglio e segni di calpestio.[5][6]
Questi elementi aiutano a distinguere tra modificazioni causate dall’uomo, da carnivori, da roditori o da processi geologici.[1][5]
In grotta, però, il contesto è spesso rimescolato. Per questo l’osservazione visiva deve essere accompagnata da un’analisi più fine.[2][3]
La posizione del reperto nello strato è fondamentale. Un osso trovato in un livello indisturbato racconta una storia diversa rispetto a un reperto spostato da crolli, colate o infiltrazioni d’acqua.[4][3]
L’analisi tafonomica considera sempre il rapporto tra osso, sedimento e struttura della cavità.[7][8]
Microscopia e imaging
Le tecniche di microscopia sono oggi tra gli strumenti più utili. In particolare, la microscopia 3D consente di misurare profondità, angoli e profili delle tracce con precisione elevata.[5]
Questo approccio permette di separare segni prodotti da strumenti litici, utensili metallici, denti di carnivoro o altre azioni meccaniche.[6][5]
La differenza non è solo descrittiva. È cruciale per ricostruire attività di caccia, macellazione o predazione.[1][5]
L’imaging 3D aiuta anche nella documentazione non invasiva. Il reperto resta protetto, mentre il ricercatore acquisisce un modello utile per confronti successivi e per banche dati sperimentali.[9][5]
In grotta questo aspetto è importante, perché molti fossili sono fragili e spesso vanno conservati senza ulteriori manipolazioni.[10][4]
Analisi microscopica
L’analisi micromorfologica delle superfici ossee usa stereomicroscopi ad alti ingrandimenti per riconoscere l’origine delle tracce.[6]
Questa lettura è utile per identificare microstriature, scheggiature da impatto e alterazioni prodotte da agenti biologici o fisici.[5][6]
Nel caso delle strie di macellazione, per esempio, si può distinguere la diversa morfologia lasciata da strumenti e gesti differenti.[5]
Le analisi di dettaglio permettono anche di valutare se un osso sia stato fratturato fresco o da scheletro già secco.[10][5]
È una distinzione decisiva, perché cambia completamente l’interpretazione del comportamento umano o animale.[2][1]
Contesto stratigrafico
Nessuna traccia va letta da sola. La tafonomia in grotta richiede sempre una ricostruzione stratigrafica precisa.[3][4]
Sedimenti, livelli di occupazione e deformazioni del deposito aiutano a capire se un accumulo è primario o secondario.[7][3]
Questo è particolarmente importante nelle grotte preistoriche italiane, dove gli stessi ambienti possono essere stati usati da orsi, carnivori, gruppi umani e poi rimaneggiati da eventi naturali.[11][7]
La microstratigrafia dei sedimenti offre ulteriori informazioni. Permette di leggere piccoli cambiamenti nella composizione del deposito e di collegarli a fasi di frequentazione diverse.[12][13]
In pratica, il sedimento diventa un archivio complementare alle ossa.[12][1]
Prove sperimentali
Un punto essenziale della tafonomia moderna è il confronto con campioni sperimentali.[2][5]
Per interpretare un segno su un osso fossile, i ricercatori riproducono in laboratorio tracce con strumenti diversi, su materiali diversi e con angoli di impatto differenti.[5]
Solo così è possibile costruire una banca dati di riferimento affidabile.[6][5]
Questo metodo rende più robusta l’identificazione di segni prodotti da macellazione, da predazione o da trampling.[1][5]
Nel contesto speleologico, il confronto sperimentale è utile anche per valutare gli effetti dell’umidità, del contatto con la roccia e del riempimento sedimentario.[4][2]
Utilità per la speleologia
Per la speleologia, la tafonomia è uno strumento di lettura del sottosuolo e del tempo.[3][4]
Ogni deposito fossile in grotta può mostrare chi ha usato la cavità, quando, e in quali condizioni ambientali.[7][1]
Per questo l’analisi tafonomica non è solo una tecnica di laboratorio. È una chiave per interpretare la storia delle grotte italiane e dei loro abitanti antichi.[4][3]
Le ricerche più recenti mostrano che l’integrazione tra microscopia, imaging 3D, stratigrafia e sperimentazione sta migliorando la qualità delle interpretazioni.[10][5]
Nel quadro della speleologia scientifica, questo significa osservare le grotte non come contenitori passivi, ma come ambienti dinamici, capaci di conservare e trasformare tracce biologiche per decine di migliaia di anni.[3][1]
Fonti
[1] Unife riunisce a Comacchio esperti da tutto il mondo di tafonomia https://www.unife.it/it/notizie/2025/scienza-cultura-e-ricerca/taphos-tafonomia-fossili-ricerca
[2] Tafonomia https://moodle2.units.it/pluginfile.php/311999/mod_resource/content/1/02%20tafonomia.pdf
[3] Grotta, pietra, passato: la speleologia illumina l’archeologia dei manufatti … https://www.scintilena.com/grotta-pietra-passato-quando-la-speleologia-illumina-larcheologia-dei-manufatti-litici/09/18/
[4] Branche scientifiche coinvolte nello studio delle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/branche-scientifiche-coinvolte-nello-studio-delle-grotte/09/05/
[5] Tafonomia e tecniche di imaging 3D: metodi, applicazioni e prospettive https://annali.unife.it/museologia/article/view/1526
[6] Università degli Studi di Ferrara https://iris.unife.it/retrieve/e309ade1-d739-3969-e053-3a05fe0a2c94/616.pdf
[7] Grotta Grande, tra Neandertaliani e iene https://www.scintilena.com/grotta-grande-tra-neandertaliani-e-iene/12/28/
[8] Nuove Scoperte sui Sedimenti Clastici nelle Grotte di … https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-sui-sedimenti-clastici-nelle-grotte-di-pertosa-auletta/01/04/
[9] [PDF] Metodologie di Studio in Paleoantropologia La linea umana – Unife https://www.unife.it/interfacolta/lm.preistoria/insegnamenti/paleontologia-umana/materiale-didattico-1/anno-accademico-2016-17/metodi-2016_2017.pdf
[10] [PDF] TRATTAMENTO DEI RESTI OSTEOLOGICI CON POSSIBILI … https://bollettinodiarcheologiaonline.beniculturali.it/wp-content/uploads/2024/09/06_Larentis_et_al.pdf
[11] L’orso delle caverne – Pillola settimanale di Marco Bani – Scintilena https://www.scintilena.com/lorso-delle-caverne-pillola-settimanale-di-marco-bani/01/18/
[12] Quando i Neanderthal e i grandi carnivori si contendevano le grotte. Una storia del Pleistocene raccontata nel DNA antico dei sedimenti – Scintilena https://www.scintilena.com/quando-i-neanderthal-e-i-grandi-carnivori-si-contendevano-le-grotte-una-storia-del-pleistocene-raccontata-nel-dna-antico-dei-sedimenti/01/20/
[13] Uno studio rivela una misteriosa attività umana moderna in una grotta nel sud-est asiatico https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-una-misteriosa-attivita-umana-moderna-in-una-grotta-nel-sud-est-asiatico.html
[14] Nella Grotta della Bàsura di Toirano il più antico esempio al mondo … https://www.scintilena.com/nella-grotta-della-basura-di-toirano-il-piu-antico-esempio-al-mondo-di-interazione-diretta-tra-uomo-e-cane/11/26/
[15] Atapuerca: scoperti i più antichi resti facciali umani d’Europa – Scintilena https://www.scintilena.com/atapuerca-scoperto-il-piu-antico-volto-umano-deuropa/07/14/
[16] Ricostruito il Genoma più Antico d’Italia: Scoperte Sensazionali da … https://www.scintilena.com/ricostruito-il-genoma-piu-antico-ditalia-scoperte-sensazionali-da-un-bambino-del-paleolitico/09/25/
[17] Scoperti Nuovi Dettagli sull’Ursus Spelaeus alle grotte di Toirano https://www.scintilena.com/scoperta-paleontologica-rivela-nuovi-dettagli-sull-ursus-spelaeus-alle-grotte-di-toirano/01/02/
[18] Uomo di Altamura – Disponibile il programma di ricerca KARST … https://www.scintilena.com/uomo-di-altamura-disponibile-il-programma-di-ricerca-karst-2017-2019/04/03/
[19] Sepoltura Neolitica e Profilo Bioarcheologico nella Grotta … https://www.scintilena.com/sepoltura-neolitica-e-profilo-bioarcheologico-nella-grotta-di-pietra-santangelo/10/05/
[20] Speleologia e Archeologia: Scoperte nelle Grotte Italiane – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-e-archeologia-scoperte-nelle-grotte-italiane/04/08/
[21] LE GROTTE DELLA PUGLIA NELLA PREISTORIA – CONVEGNO NAZIONALE AD OSTUNI – Scintilena https://www.scintilena.com/le-grotte-della-puglia-nella-preistoria-convegno-nazionale-ad-ostuni/10/09/
[22] Neanderthal “alpinisti estremi”: il kit da viaggio scoperto a 1.450 metri https://www.scintilena.com/perfetto-ora-posso-procedere-con-la-generazione-del-rapporto-finale-ho-raccolto-sufficiente-materiale-su/01/28/
[23] DNA Barcoding per la Determinazione delle Specie di Grotta https://www.scintilena.com/dna-barcoding-per-la-determinazione-delle-specie-di-grotta-nuove-metodologie-nella-biospeleologia/12/16/
[24] [PDF] archeologia, tafonomia e antropologia: primi risultati di uno studio http://siba-ese.unisalento.it/index.php/stant/article/download/31795/25853
[25] UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO https://air.unimi.it/retrieve/dfa8b9aa-328a-748b-e053-3a05fe0a3a96/phd_unimi_R12166.pdf
[26] Analisi archeozoologica e tafonomica dell’Unità V della Grotta … https://sfera.unife.it/handle/11392/2516430
[27] UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DEL MOLISE https://iris.unimol.it/retrieve/dfbd111e-513e-d2a0-e053-3705fe0a5a7e/Tesi_S_Guglielmi.pdf
[28] Tafonomia 2: seppellimento e diagenesi | PDF https://www.slideshare.net/slideshow/tafonomia-2-seppellimento-e-diagenesi/239279697
[29] Preistoria Alpina – Trento https://www.muse.it/contrib/uploads/2023/03/PA_52-2022_04_Peresani-et-alii.pdf
[30] 3) Tafonomia – 8/10/ La tafonomia si occupa di studiare tutti i processi di trasferimento di materia – Studocu
Fonti
[1] I Monti Pisani rivelano 500 milioni di anni di storia della Terra https://www.scintilena.com/i-monti-pisani-rivelano-500-milioni-di-anni-di-storia-della-terra/08/30/
[2] Preistoria e storia – Riserva Naturale Grotte del Bandito https://www.grottedelbandito.areeprotettealpimarittime.it/preistoria-e-storia
[3] L’orso delle caverne – Pillola settimanale di Marco Bani – Scintilena https://www.scintilena.com/lorso-delle-caverne-pillola-settimanale-di-marco-bani/01/18/
[4] Sale di Preistoria e Protostoria https://museoantichitawinckelmann.it/visita/sale-della-preistoria/
[5] Orso delle Caverne https://www.museidigenova.it/it/orso-delle-caverne
[6] Grotta del Rio Secco – Clauzetto (PN) – Preistoria in Italia https://www.preistoriainitalia.it/scheda/grotta-del-rio-secco-clauzetto-pn/
[7] Preistoria https://www.museocarloconti.it/preistoria/
[8] Ursus spelaeus – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ursus_spelaeus
[9] Il Buco del Piombo riapre al pubblico dopo 12 anni – Scintilena https://www.scintilena.com/il-buco-del-piombo-riapre-al-pubblico-dopo-12-anni-un-tesoro-geologico-e-storico-da-scoprire/05/15/
[10] ISTITUTO https://www.naturalmentescienza.it/GrottaLeone-NotizarioStoriaProtostoria.pdf
[11] 2018 – 5.I – www.iipp.it – ISSN 2384-8758 https://www.iipp.it/wp-content/uploads/2019/03/NPP5.1_def.pdf
[12] Scoperti Nuovi Dettagli sull’Ursus Spelaeus alle grotte di Toirano https://www.scintilena.com/scoperta-paleontologica-rivela-nuovi-dettagli-sull-ursus-spelaeus-alle-grotte-di-toirano/01/02/
[13] Ricercatori Unisi scoprono i resti fossili dell’ “Orso delle Caverne” https://www.unisi.it/unisilife/notizie/ricercatori-unisi-scoprono-i-resti-fossili-dell-orso-delle-caverne
[14] DNA dalle caverne: il sedimento risveglia i misteri della preistoria https://www.scintilena.com/ho-trovato-molti-contenuti-da-scintilena-com-il-sito-di-riferimento-procedo-con-la-creazione-dellarticolo-seguendo-le-specifiche-di-scrittura-fornite/12/25/
[15] PRCS 173 CAVERNA POCALA – Catasto Storico delle grotte https://www.catastogrotte.it/grotta/173
[16] Grotta delle Conturines, la più antica delle Alpi – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-delle-conturines-la-piu-antica-delle-alpi-la-datazione-radiometrica-porta-la-cavita-a-58-milioni-di-anni/05/15/
[17] Sotto l’Altare di San Michele Dorme una Civiltà Paleolitica: La Grotta … https://www.scintilena.com/sotto-laltare-di-san-michele-dorme-una-civilta-paleolitica-la-grotta-che-racconta-la-storia-del-gargano/01/27/
[18] Crypt of the Megafauna: il libro che racconta la scoperta dei fossili … https://www.scintilena.com/crypt-of-the-megafauna-il-libro-che-racconta-la-scoperta-dei-fossili-dellera-glaciale-in-una-grotta-messicana/03/02/
[19] Progetto Sebino, denti e ossa di orso delle caverne emergono dal … https://www.scintilena.com/progetto-sebino-denti-e-ossa-di-orso-delle-caverne-emergono-dal-fango-dellabisso-di-bueno-fonteno/03/08/
[20] Scheletro preistorico di 8.000 anni scoperto in una grotta sommersa … https://www.scintilena.com/scheletro-preistorico-di-8-000-anni-scoperto-in-una-grotta-sommersa-del-messico-un-possibile-rito-funerario/03/03/
[21] Neanderthal “alpinisti estremi”: il kit da viaggio scoperto a 1.450 metri https://www.scintilena.com/perfetto-ora-posso-procedere-con-la-generazione-del-rapporto-finale-ho-raccolto-sufficiente-materiale-su/01/28/
[22] On Line il Programma del Raduno Nazionale di Speleologia https://www.scintilena.com/on-line-il-programma-del-raduno-nazionale-di-speleologia-caselle-in-pittari-siphonia-2024/10/12/
[23] Universi Paralleli e Ursus spelaeus: nuove evidenze … – Scintilena https://www.scintilena.com/universi-paralleli-e-ursus-spelaeus-nuove-evidenze-paleontologiche-nel-complesso-del-sebino/02/15/
[24] Nuovo studio sul “Principe” delle Arene Candide – Scintilena https://www.scintilena.com/nuovo-studio-sul-principe-delle-arene-candide-traumi-compatibili-con-lattacco-di-un-orso/02/16/
[25] Paleontologia e archeologia in grotta: il secondo incontro online di … https://www.scintilena.com/paleontologia-e-archeologia-in-grotta-il-secondo-incontro-online-di-biologia-sotterranea-piemonte/03/04/
[26] Preistoria Archivi – Siti Archeologici di Italia https://www.sitiarcheologiciditalia.it/preistoria-e-protostoria/
[27] CIOTA CIARA – BORGOSESIA VC https://www.sabap-no.beniculturali.it/Eventi/Comunicati_stampa/SABAP-NO%20Comnicato%20stampa%20-%20%20CIOTA%20CIARA%20-%20BORGOSESIA%20VC.pdf
[28] Un viaggio nella preistoria https://www.primigi.it/mamma-lo-sai-che/viaggiare-insieme/un-viaggio-nella-preistoria/
[29] Grotta dell’Orso (Como) – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_dell’Orso_(Como)